Archivio per dicembre, 2010

Nuovo incontro il 3 gennaio per decidere sul derby a porte chiuse, decisivo l’interesse del ministro Maroni. Si va verso l’ipotesi di aprire le porte del Via del Mare esclusivamente agli abbonati. De Canio: “Il calcio senza tifosi non ha ragione di esistere”

LECCE, 30 dicembre 2010 – Si apre un nuovo spiraglio sul derby del 6 gennaio tra Lecce e Bari. Dopo la decisione del Prefetto di Lecce di far giocare la partita a porte chiuse, il sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone, ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per ridiscutere questo provvedimento che ha scatenato perplessità e malumori. La questione sarà nuovamente affrontata in un vertice straordinario per la sicurezza regionale che si terrà a Bari il prossimo 3 gennaio. Al tavolo, convocate le società e i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sarà presente, con ogni probabilità, anche il ministro Maroni.

DE CANIO DURO — Si fa strada sempre più l’ipotesi di aprire le porte del Via del Mare esclusivamente agli abbonati. Anche Gigi De Canio, tecnico dei salentini, è tornato sulla decisione di far disputare il derby a porte chiuse. “A parte ogni tipo di considerazione, dico che il calcio senza tifosi non ha ragione di esistere”, ha sottolineato. Minimizza il rischio anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, per il quale la partita “si può disputare normalmente isolando chi ha progetti facinorosi”. “Si sta dando l’idea sbagliata che tra Bari e Lecce sia in corso una guerra civile – dice Emiliano – mentre al di là della rivalità calcistica, tra le due città c’è una cordialità e collaborazione diffusa”. Dal canto suo, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ha sollecitato la trasmissione televisiva in diretta e in chiaro del derby sul territorio pugliese, attraverso le reti del servizio pubblico.

 

[Fonte: Gazzetta dello Sport]

Il derby del 6 gennaio senza pubblico, per ordine della Prefettura di Lecce. Ma il sindaco di Bari non ci sta: “Da tutte le organizzazioni rassicurazioni che nulla accadrà se il provvedimento verrà ritirato”. Il presidente salentino Semeraro aveva espresso preoccupazione.

La Prefettura di Lecce ha stabilito che la partita Lecce-Bari, della diciottesima giornata d’andata, in programma giovedì 6 gennaio alle ore 15, si svolgerà a porte chiuse. Lo si legge sul sito della società salentina. Alcuni giorni fa il presidente del Lecce, Pietrandrea Semeraro, aveva espresso preoccupazione per la gestione del’ordine pubblico in occasione del prossimo derby. La società aveva anche fatto presente “le criticità legate alla sicurezza degli spettatori allo stadio”. La preoccupazione era stata espressa dopo la decisione presa in un altro vertice sulla sicurezza, di destinare l’intera curva sud ai sostenitori del Bari in possesso di tessera del tifoso, in occasione del derby del 6 gennaio.

GLI INCIDENTI DEl 2008 — “L’esperienza ci ha insegnato – aveva detto Semeraro in quella occasione – come fosse sbagliata la scelta di destinare l’intera curva sud ai supporter baresi” dopo i disordini verificatisi nell’ultima partita disputata a Lecce contro il Bari nel maggio 2008. In quell’occasione,gli ultrà del Bari si scatenarono con devastazioni e una invasione di campo e nove di loro furono denunciati per danneggiamento aggravato dei servizi igienici collocati alla curva sud, per aver invaso il terreno di gioco nel corso della manifestazione sportiva e per accensione di materiale pericoloso. Il sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano disse qualche giorno dopo: “È evidente che quello che è successo sabato a Lecce impedirà ai tifosi baresi di compiere trasferte a Lecce per un bel pò di tempo”.

PROTESTE LECCE E BARI — Di fronte alla decisione odierna del Prefetto, però, Semeraro attacca: “La scelta di far giocare il derby a porte chiuse rappresenta il fallimento assoluto della tessera del tifoso. Non siamo assolutamente contenti, è la decisione peggiore che potessero prendere”. “Come uomo di sport e come cittadino questa decisione lascia esterrefatti – commenta invece Claudio Garzelli, dg del Bari -. Ci si sente impotenti di fronte a situazioni riconducibili a pochi violenti, ma non possiamo che attenerci e rispettare la disposizione del prefetto di Lecce, che se ha assunto una decisione così grave doveva avere informative tali da giustificare la chiusura dello stadio”.

EMILIANO ATTACCA — Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, esprime “amarezza” per la decisione di fare giocare a porte chiuse il derby perché, dice, “le città di Lecce e Bari non meritano tutto questo. Ovviamente -avremmo preferito che la partita si fosse giocata, come sempre, davanti a due tifoserie festanti, ma ci rimettiamo ai responsabili dell’ordine pubblico e alle loro decisioni. Non posso non constatare, a questo punto, che la Puglia sportiva sarà privata della possibilità di assistere al suo appuntamento più importante”. “Sono disposto ad accompagnare personalmente i tifosi del Bari e stare con loro in tribuna – attacca invece Michele Emiliano, sindaco di Bari – anche perché da tutte le loro organizzazioni ho avuto rassicurazioni che nulla sarebbe accaduto e nulla accadrà se questo scellerato provvedimento venisse ritirato”.

MARONI INDAGA — Per ultimo il ministro dell’Interno Roberto Maroni che – secondo quanto si apprende – è “perplesso” sulla decisione presa dal Comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza di Lecce di far disputare a porte chiuse la partita Lecce-Bari del prossimo 6 gennaio. Le indicazioni del Casms, il Comitato che fornisce le disposizioni sull’accesso delle tifoserie agli incontri di calcio, erano state diverse ed inoltre – sarebbe sempre il ragionamento del ministro – la tessera del tifoso è stata introdotto anche per evitare che si arrivi a queste decisioni drastiche. Dunque, Maroni vuole vederci chiaro e nei prossimi giorni ascolterà il Prefetto di Lecce per capire le motivazioni che hanno portato a questa scelta.

 

[Fonte: gazzetta dello sport]

 

AUGURI!!!

Pubblicato: 25 dicembre 2010 in Mondo Ultras

TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI!!!

Il progetto “Accendi una Stella”, abbinato alla costruzione del nuovo stadio della Juventus, era stato al centro di molte polemiche tra i tifosi di fede bianconera, il motivo è presto spiegato: una delle cinquanta stelle, che servono a celebrare altrettanti campioni della centenaria storia del club torinese, era stata assegnata a Zbigniew Boniek. Un gran numero di sostenitori non ha però gradito il riconoscimento conferito al polacco e ha cominciato a protestare con la società affinché l’ultima stella fosse assegnata a qualcun altro.
Il motivo per cui Zibi non ha trovato l’approvazione del popolo juventino è da ricercare non solo nella sua militanza giallorossa, ma anche e soprattutto nel suo atteggiamento critico nei confronti della Vecchia Signora in veste di commentatore televisivo. Anche ai tempi di calciopoli il rosso polacco non ha mai perso l’occasione per attaccare la Juventus e i suoi vecchi dirigenti, mai un segno di riconoscenza o almeno di solidarietà nei confronti della squadra con la quale è arrivato a vincere tutto. Con il tempo poi si è scoperto che Boniek non aveva neanche i requisiti minimi, scelti dal club, per finire nella lista dei giocatori sottoposti al voto dei tifosi, un motivo in più per chiedere alla società la revoca di quel riconoscimento.

Andrea Agnelli ancora una volta ha voluto ascoltare le richieste della piazza, la Juventus attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale ha infatti annunciato che la cinquantesima stella è nuovamente senza proprietario. Il club ha voluto però fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato all’inserimento di Boniek nella lista iniziale, nonostante non fosse in possesso dei requisiti: è stato spiegato che i primi candidati erano 103 con tre eccezioni determinate dalle vittorie ottenute malgrado la breve militanza. Queste tre eccezioni erano appunto rappresentate dal polacco, vincitore di uno Scudetto, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa, Paulo Sousa (uno Scudetto, una Coppa Italia, una Champions League e una Supercoppa Italiana) e Vladimir Jugovic (uno Scudetto, una Supercoppa Italiana, una Chanpions League, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intercontinentale).

La nuova votazione prenderà il via alla fine del prossimo mese di gennaio, i tifosi potranno registrarsi sul sito della Juventus e, dopo aver inserito i loro dati personali, votare il loro campione preferito scegliendolo dalla lista degli esclusi dal primo turno, ogni persona ha diritto ad un solo voto. Ovviamente non è escluso che Boniek possa essere nuovamente il preferito, com’era successo nel primo caso, questa volta però al voto saranno chiamati tutti e non solo i sostenitori iscritti al progetto di fidelizzazione bianconero Juventus Member.

Tra gli esclusi eccellenti, oltre a Jugovic e Paulo Sousa, ci sono Edgar Davids, favoritissimo, storici gregari come Birindelli e Zalayeta, e grandi campioni la cui unica colpa è quella di aver vestito anche altre maglie non gradite agli juventini, gente come Zambrotta, Inzaghi e Fabio Cannavaro.

[Fonte: Calcioblog]

Due partite a porte chiuse per la squadra greca. I suoi sostenitori nell’ultima gara di campionato, avevano invaso il campo per cercare di picchiare i calciatori.

È arrivata la temuta stangata per il Panathinaikos e i suoi tifosi, la squadra greca dovrà giocare le prossime due partite di campionato a porte chiuse.

Un provvedimento mirato a punire le intemperanze dei tifosi, che sabato scorso hanno cacciato fuori dal campo i calciatori bersagliandoli con ogni sorta di proiettili dopo un’inaspettata sconfitta casalinga.

Il club greco vive un difficile momento, alimentato anche dalle dimissioni del presidente, Nikos Pateras, uscito di scena proprio all’indomani della “rivolta dei tifosi”.

[Fonte: RS News]

Tre mesi di inibizione ad Antonio Flora, 3000 euro di multa alla Fortis Trani e, incredibile, ma vero, una gara a porte chiuse per il Monopoli, perché la Liberty Srl l’anno scorso era a Molfetta e quest’anno si è trasferita proprio lì a sud di Bari.
Arrivano insieme con il panettone, ma sanno di amaro e di beffa le decisioni della Commissione disciplinare territoriale del calcio, che ha chiuso oggi, con un provvedimento di ben sei pagine, la vicenda degli incidenti di Molfetta-Trani dello scorso 2 maggio, quelli che costarono un occhio ad Alessandro Di Ronzo e costrinsero la Fortis a giocare a porte chiuse, ed a Manduria, la gara di ritorno.

Ebbene, solo oggi si apprende che, nel procedimento apertosi all’indomani di quei fatti, l’ex presidente del Trani non si è mai presentato. Gli viene testualmente contestata la «violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità sportiva, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, commi 1 e 3, del Codice di giustizia sportiva per avere disatteso la convocazione da parte dell’ufficio della Procura federale per la sua audizione, senza fornire giustificazioni dell’eventuale suo impedimento».

Di conseguenza, il nuovo presidente della Fortis, Alberto Altieri, si ritrova oggi a pagare uan colpa non sua: 3000 euro di multa «a titolo di responsabilità diretta, per la violazione ascritta al proprio presidente, signor Flora Antonio».

Il presidente in carica della Fortis, Alberto Altieri, apprende da Radio Bombo la notizia e si stringe nelle spalle: «Non sapevamo nulla né del provvedimento, né dei retroscena che lo hanno determinato. Eravamo all’oscuro di tutto. Leggeremo e faremo le nostre valutazioni. Intanto ci tocca pagare, e questo è poco ma sicuro. Purtroppo, anche questo fa parte degli oneri che ci siamo assunti intraprendendo questa difficile avventura. Un’azione di rivalsa nei confronti del dottor Flora? Per il momento non mi fate aggiungere altro se prima non leggiamo i documenti. Di sicuro, qui stiamo cadendo tutti dalle nuvole».

[Fonte: Radio Bombo]

Il tecnico bianconero si dimette. Ma le sue dimissioni sono respinte.

I tifosi del Lugano sono frustrati e arrabbiati. Dopo un autunno pieno zeppo di delusioni, per Natale avrebbero voluto almeno un regalino, la vittoria contro l’Ambrì. Almeno il derby, insomma.

Questi tifosi delusi assalgono il bus dei giocatori del Lugano. Il clima è caldo, anche nella squadra la delusione è elevata. A riferirlo è Ticinonews.

Il tecnico Mike Mc Namara, dopo sei sconfitte consecutive, rassegna le dimissioni. Ma subito il direttore sportivo Roland Habistreutinger respinge le sue dimissioni. E il presidente sconsiglia ai tifosi di presentarsi alla Resega per attendere i giocatori…

[Fonte: Ticino Libero]