Archivio per febbraio, 2011

Premier League, dollari e dolori

Pubblicato: 5 febbraio 2011 in Mondo Ultras
Stelle e strisce, of course. Ma anche un sacco di debiti e rapporti difficilissimi con la piazza. E il sogno americano? Complicato; in alcuni casi addirittura svanito.
In Premier League si contano quattro grandi società gestite con dollari Usa (Manchester United, Liverpool, Sunderland e Aston Villa), ma non sono tutte rose e fiori. A Manchester, ad esempio, un gruppo di tifosi dell’United va all’Old Trafford indossando sciarpe gialloverdi, colori originari dei Red Devils, per contestare Malcom Irving Glazer, l’imprenditore statunitense di origini lituane, nato a Rochester (New York), il 25 maggio 1928, proprietario del club dal 2005. Glazer, che presiede la First Allied Corporation, una holding company che tratta numerosi interessi economici, ha un patrimonio di oltre 2 miliardi di dollari.

I Red Devils, però, stanno ripianando con grossi sacrifici un debito di circa 700 milioni di sterline. Il Liverpool, che nel 2007 era stato rilevato dal duo statunitense George Gillett e Tom Hicks al prezzo di 470 milioni di sterline, dallo scorso ottobre è di proprietà della New England Sport Ventures in cambio di un assegno di 476 milioni di dollari.

La New England Sports Ventures, fondo di investimenti sportivi di Boston, è stato fondato nel 2001 da John W. Henry e Tom Werner. La società The New York Times Company detiene il 16.58% del fondo. Possiede il campo di baseball nel quale giocano i Boston Red Sox: il Fenway Park. Ha partecipazioni nella tv New England Sports Network e nel Roush Fenway Racing, un teama di auto che competono nel circuito NASCAR. Uno dei partner del fondo è Thomas R. DiBenedetto. Debiti dei Reds? Circa 390 mln di dollari. Randolph D. Lerner è il proprietario dell’Aston Villa dal 2006. Nato il 21 febbraio 1962 a Brooklyn, Lerner è proprietario anche dei Cleveland Browns, una squadra di NFL dell’Ohio. Ellis Short, nato il 6 ottobre 1960 a Independence, nel Missouri, è il proprietario del Sunderland dal maggio del 2009.

E’ il presidente del Lone Star Funds, un fondo di Dallas, che si occupa di private equity (attività finanziaria mediante la quale un investitore istituzionale rileva quote di una società). Nel 2003 voleva rilevare la South Korean Exchange Bank, ma questò lo portò a essere soggetto a un mandato di arresto, poi decaduto. C’è, infine, Enos Stanley “Stan” Kroenke, nato il 29 luglio 1947 a Columbia, Missouri, che dal 2008 detiene il 29,9% della Arsenal Holdings plc, la controllante dell’Arsenal: è il maggior azionista. E’ proprietario della società Kroenke Sports Enterprises, che include i Denver Nuggets (NBA), i Colorado Rapids (Major League Soccer), i Colorado Avalanche (NHL), i Colorado Mammoth (National Lacrosse League) e i St. Louis Rams (NFL).

[Fonte: Forzaroma.info]

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L’amministratore delegato gialloblù Pietro Leonardi chiede il sostegno dei supporter dopo la sconfitta col Lecce.
Il feeling fra Pasquale Marino ed il pubblico di Parma sembra essersi incrinato, ma la società va avanti e non cambia. Dopo la sconfitta di ieri sera e la contestazione dei tifosi al grido di ‘Marino vattene’, non si prospetta nessuna rivoluzione, tanto meno un cambio alla guida tecnica. Unico provvedimento: squadra in ritiro sino alla gara di domenica prossima con la Fiorentina. L’unico appello lanciato dai dirigenti, in particolare dall’amministratore delegato Pietro Leonardi, è invece rivolto ai tifosi e al mondo dell’informazione locale ed è quello di firmare una tregua per spingere la squadra alla salvezza.

“Vorremmo avere vicino tutti per questo obiettivo – ha detto Leonardi – Dall’inizio di luglio non ho visto tutte le componenti unite. Chiedo che questo accada ora, per arrivare alla salvezza. Poi i confronti, i parallelismi (il riferimento è fra Marino e Guidolin ndr), calcio champagne e queste cose le direte alla fine”. Un pizzico di polemica verso la stampa locale parmense però resta. “La contestazione è anche normale ha infatti aggiunto Marino però credo che sia figlia anche di tutto quello che è stato scritto da quando sono arrivato qui”. Intanto per il Parma ha perso tre incontri nelle ultime quattro partite scivolando ad un passo dalla zona retrocessione. Se in vista del Lecce Marino aveva parlato di finale, con la Fiorentina domenica è decisamente l’ultimo appello.

[Fonte: Datasport]

Cuore, quello dei tifosi è a rischio

Pubblicato: 5 febbraio 2011 in Fuori campo
Andiamo indietro di 5 anni quando, il 9 luglio 2006, 50 milioni di italiani erano incollati davanti al televisore per assistere alla finale di coppa del mondo Italia-Francia. Ricordate a quanto batteva il vostro cuore? E le palpitazioni durante i calci di rigore?
Ebbene, per fortuna l’Italia vinse quella partita, altrimenti ci sarebbe stato il rischio di contare molti decessi per eventi cardiovascolari nei giorni successivi.

Di questo ne sono convinti i ricercatori della University of Southern California, i quali hanno ravvisato che, tra i vari fattori di rischio per infarto ed altri problemi cardiaci, c’è anche il troppo tifo. In particolare nelle partite chiave, come nelle finali, il cuore dei tifosi va a mille nel vero senso della parola, ed in caso di sconfitta lo sconforto è tale da pregiudicare un cuore già malandato.

Gli effetti sono evidenti specialmente tra gli over 65, e sorprendentemente più tra le donne che tra gli uomini. L’osservazione dei dati è stata fatta in seguito a due partite dello sport più seguito negli Usa, il football americano, ed in particolare due Super Bowl (l’equivalente della nostra finale di Champions League). Per ottenere i risultati, i ricercatori hanno osservato le morti registrate per scompenso cardiaco tra la popolazione della città sconfitta nell’anno in cui c’è stata la finale, e nello stesso periodo dei 3 anni successivi, in modo da poter confrontare i dati per escludere altri fattori come la temperatura.

Ne è venuto fuori che, a seguito della sconfitta, i decessi tra gli uomini erano del 15% maggiori rispetto agli altri anni, mentre tra le donne erano addirittura il 27% in più. La maggior parte, come detto, si registrava tra gli ultrasessantacinquenni in cui i decessi facevano registrare un +22%.

[Fonte: Medicina Live]

“Derby” il 14 febbraio. All’andata tutto ok. Gaffe del Viminale che la definisce «gara di Lega Pro».
Tutti a Novara. Anzi, no. L’attesa sfida di San Valentino tra azzurri e granata, secondo il Viminale, è a rischio per l’ordine pubblico e per questo i tifosi del Toro non potranno mettersi in viaggio lunedì 14 febbraio verso lo stadio «Piola». Ieri pomeriggio, infatti, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha deciso di inserire il derby piemontese (considerato nel torneo di Lega Pro) tra le gare «ad alto profilo di rischio» e così di limitare l’acquisto del tagliando ai residenti della sola provincia di Novara. Una decisione spropositata considerando che le due tifoserie non sono rivali, negli ultimi mesi non hanno avuto comportamenti scorretti (in casa o in trasferta) e all’andata i sostenitori azzurri invasero l’Olimpico torinese senza restrizioni o divieti.

Il Toro si è subito attivato con la Lega di serie B e le forze dell’ordine per trovare una soluzione in tempi rapidi. «La decisione mi ha lasciato molto stupito – commenta Urbano Cairo – anche perché all’andata non c’è stato alcun problema. E’ una scelta iniqua se non dovesse essere modificata». I tifosi granata promettono di esserci a Novara, con o senza biglietto. E i precedenti non mancano: la curva Maratona non ha aderito alla «tessera del tifoso» voluta da Maroni, ma è sempre stata presente nelle trasferte stagionali. Anche quando erano vietate, come a Bergamo contro l’Atalanta, oppure presentandosi direttamente con i biglietti di tribuna per evitare il settore ospiti. Un problema da non sottovalutare, visto che le due città distano neanche cento chilometri e la partita rappresenta uno scontro diretto per i playoff promozione.

La Questura novarese nei giorni scorsi ha segnalato all’Osservatorio la possibile presenza di seimila tifosi da Torino (tante quante le «tessere» abilitate) in uno stadio poco capiente. Forse questo spiega la decisione romana di vietare la trasferta, anche se difficilmente si sarebbero presentati più di duemila persone a sostegno della squadra di Lerda. Le decisioni del Viminale, poi, risultano poco chiare sulle modalità di accesso per i possessori della tessera del tifoso e così toccava al questore di Novara garantire i biglietti ai granata. «I 1.188 posti della curva riservata agli ospiti – spiegava Giovanni Sarno in serata – saranno venduti ai tifosi del Toro in possesso della tessera del tifoso e residenti in Torino e provincia».

Lo stadio Piola ha una capienza di 10.180 posti: 2.273 di questi non sono in vendita perché spettano agli abbonati del Novara, mentre 1.188 rappresentano il settore ospiti per chi è «tesserato». Ne resterebbero 6.719 in vendita tra tribune e distinti, ma i 1.376 paganti di Novara-Cittadella oggi e domani possono far valere il loro diritto di prelazione. Solo da lunedì i restanti tagliandi, poco più di 5mila, potranno essere venduti a Novara e provincia. Col rischio che chi tifa Toro e non vive a Torino possa mischiarsi con i padroni di casa, insieme agli ultrà granata che vorranno esserci ad ogni costo e non possono entrare nel settore ospiti. Un pasticcio che si poteva evitare.

[Fonte: La Stampa]

Decisa la data del processo per i fatti di Italia-Serbia del 12 ottobre 2010.
Danneggiamento aggravato, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e violazione della legge 402/89, relativa al lancio e alla detenzione di oggetti pericolosi: sono questi i capi di imputazione per i quali il prossimo 7 aprile saranno processati quattro ultras serbi, tra cui il leader Ivan Bogdanov, protagonisti della guerriglia scoppiata prima, durante e dopo la partita tra Italia e Serbia del 12 ottobre 2010, in programma al Luigi Ferraris di Genova e valida per le qualificazioni a Euro 2012.

Lo riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, che sottolinea come altri quattro tifosi serbi a breve saranno espulsi dall’Italia.

Da ricordare come quella famigerata partita avrebbe dovuto vedere protagonisti tra i titolari ben tre giocatori della Sampdoria, il capitano Angelo Palombo e l’ormai ex duo d’attacco blucerchiato formato da Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini, oltre a Daniele Gastaldello in panchina.

[Fonte: Sampdoria News]

Juve Stabia al quarto posto ma il piazzamento in zona play off, tra le big del girone B, sembra quasi non importare a nessuno. La squadra di Piero Braglia vince e diverte ma lo fa quasi tra l’indifferenza generale di una piazza che negli ultimi anni è fredda verso le Vespe.
Un piccolo miracolo che Molinari e compagni hanno costruito giornata dopo giornata e che è apprezzato dai soliti ultras della Curva Sud e dai circa 2000 fedelissimi che la domenica sono presenti al Romeo Menti. Numeri irrisori per una città che vive prettamente di calcio. Sì, perchè questa è la media della Juve Stabia in campionato mentre l’incasso al botteghino fino ad oggi è di 16mila euro e rotti. E pensare che la Cavese, squadra ultima in classifica, riesce ad avere una media spettatori superiore alle Vespe con 2106 presenze domenicali.

Il fenomeno delle poche presenze al Romeo Menti, in realtà, è iniziato la scorsa stagione. La Juve Stabia di Rastelli ha vinto il campionato di Seconda Divisione a suon di record quasi tra l’indifferenza. Eppure, le vespe, l’anno scorso erano quelle che giocavamo un calcio spettacolare capace di esaltare gli attaccanti. Passi l’anno scorso quando la ferita della retrocessione era ancora aperta. Dopo il ritorno in Prima Divisione, però, era lecito attendersi un risveglio generale della tifoseria stabiese. E, invece, almeno fino ad ora le presenze scarseggiano. In estate il numero di abbonati è stato identico a quelli della passata stagione quando la Juve Stabia era in Seconda Divisione.

Nel corso dei mesi scorsi anche il tecnico Piero Braglia ha rivolto diversi inviti ai tifosi che, però, sono andati a vuoti.

L’inizio del campionato non è stato incoraggiante. Ora la Juve Stabia cavalca un momento positivo che da novembre in poi ha consentito alle Vespe di scalare la classifica, fino a raggiungere la quarta posizione.

Qualcosa inizia a muoversi ma Castellammare può fare ancora di più. Inoltre, a fronte, degli scarsi incassi al botteghino, la società deve far fronte anche alle continue multe del giudice sportivo.

I dirigenti delle Vespe, col presidente Franco Manniello in testa, hanno cercato di tendere l’ennesima mano alla tifoseria. Domenica, in occasione della partita col Pisa, il club ha ridotto i prezzi dei biglietti. Il tagliando di curva è stato portato da dieci a otto euro, quello dei distinti a 10 euro e quelli di tribuna scoperta e coperta a 15 e 20 euro.

Un’iniziativa attraverso la quale la Juve Stabia conta di poter vedere aumentare le presenze domenicali al Romeo Menti. Ormai il campionato si avvia alla volata decisiva e gli uomini di Braglia hanno bisogno dell’ulteriore spinta del pubblico per continuare a coltivare quello che, per ora, resta un sogno ma non una chimera: i play off a fine campionato.

[Fonte: Foggia Calcio Mania]

COMUNICATO CURVA SUD ROZZI

Pubblicato: 3 febbraio 2011 in Comunicati

E’ venuto il momento di unirci perchè la storia bianconera appartiene ad ognuno di noi. Il presente incerto ci impone di schierarci.
Ciò che abbiamo detto recentemente sembra aver dato uno stimolo all’ambiente legato all’Ascoli Calcio, ma la svolta societaria è strettamente connessa alla permanenza nella serie cadetta.
La salvezza passa dalle mura del Del Duca, a partire dalla delicatissima sfida di Sabato contro il Piacenza. Non dovranno mancare: tifo incessante, sciarpe, colore e sventolio di bandiere che hanno sempre caratterizzato la tradizione del popolo Piceno.
E’ proprio nei momenti difficili che si è chiamati a sostenere il simbolo che più onora il nostro territorio.

Nel 1898 è nata la nostra storia, continuiamo a scriverla!

– Curva Sud Rozzi –