Archivio per aprile, 2011

Storie di violenza, di ingiustizia, di notizie manipolate e di tentativi di nascondere la verità. Ieri alla festa degli Ultras Brescia 1911 (c’era anche il concerto degli STATUTO), si è parlato di questo in un momento molto serio di approfondimento definito dallo stesso leader del tifo organizzato bresciano Diego Piccinelli «il momento più importante della nostra festa».
Festa BresciaOspite principale Giorgio Sandri, il padre di Gabriele, il ragazzo romano ucciso l’11 novembre 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino in provincia di Arezzo, da un poliziotto che sparò da lontano e ad altezza d’uomo verso un’auto che, senza che ci fossero stati scontri o episodi di violenza, si stava allontanando tranquillamente. E da questo padre che sembra tanto sicuro di sè e tanto tranquillo, ma che porta dentro una tragedia che non finirà mai, è venuta una testimonianza di civiltà e di tolleranza che è sembrata un po’ la «nuova frontiera» del tifo organizzato.

Sandri ieri era seduto accanto a Paolo Scaroni, il giovane tifoso bresciano ridotto in fin di vita dalle manganellate di un gruppo di agenti di polizia, a Verona il 24 settembre 2005, e che attende ancora di vedere almeno iniziare il processo ai presunti responsabili di quel pestaggio. Il padre del ragazzo ucciso a 26 anni ha avuto ripetuti atteggiamenti di affetto per Paolo che a 30 anni ha avuto la vita rovinata: «Mi si allarga il cuore quando vengo in mezzo a questi ragazzi – ha detto Giorgio Sandri – che sono stati vicini alla mia famiglia ovunque. La mia tragedia ha portato almeno a una vittoria di giustizia e il responsabile della morte di mio figlio è stato condannato in secondo grado per omicidio volontario. Una vittoria non tanto per me, ma per tutto il Paese. Purtroppo – ha aggiunto Sandri – temo che la vicenda giudiziaria di Paolo difficilmente potrà arrivare ad una sentenza giusta».

E in effetti dopo cinque anni e mezzo, dopo vari tentativi di insabbiare tutto, il processo è stato fissato e poi rinviato al settembre prossimo, ma con le prescrizioni che si accorciano potrebbe finire tutto in una bolla di sapone. Questo lo temono gli amici di Paolo e per questo vogliono che l’attenzione rimanga alta su questi episodi. Ma chiedono anche qualcosa di diverso, di nuovo che va valutato nelle sue reali dimensioni: «Negli ultimi anni – ha detto Piccinelli – noi siamo cresciuti, credo maturati e lo scontro non è più la nostra logica».

Giorgio Sandri ha anche aggiunto, spalleggiato dal giornalista Maurizio Martucci che su Gabriele Sandri ha scritto due libri, che non si tratta di puntare il dito contro le forze dell’ordine: «Ma la politica, la politica alta – ha spiegato Sandri – deve fare un passo importante, trovando soluzioni non violente e andando oltre la risposta solo repressiva».

Martucci ha anche sottolineato come questi episodi di giustizia negata nascono anche dalla manipolazione delle notizia, da carenze del sistema informazione e quindi da giornalisti che si adeguano e non fanno i giornalisti: «Bisogna raccontare i fatti – ha detto Martucci – cercando di capire, di conoscere ma senza adeguarsi a ricostruzioni che partono dal pregiudizio ”da una parte l’ultra cattivo e dall’altra il poliziotto buono”». E l’impegno di papà Giorgio è in sostanza questo: far capire che il tifo organizzato non va demonizzato, non va «usato» per favorire scontri che nascondono altre cose: «Penso che potrei mettermi a fare politica attiva – ha concluso Giorgio Sandri – per far passare queste idee. Ci sto pensando, per ora l’unica cosa che ho già deciso è che se mai dovessi essere eletto, non vorrei una lira per il mio lavoro. Lo farei solo per Gabriele e per questi ragazzi».

[Fonte: Cuori tifosi]

Grazie al cielo, finalmente anche l’opinione pubblica e Ravenna Calcio compresi per voce del suo presidente Gianni Fabbri, si scandalizzano per la paradossale situazione presente a Ravenna. Probabilmente l’ultima trovata dei bar chiusi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
L’articolo tratto da ravenna24ore che Vi riportiamo, riteniamo possa riassumere tuttociò che è stato pubblicato in questi giorni sulla stampa locale.

Dopo il mercato, i tornelli, le transenne, il traffico deviato, al “Benelli” è andata in scena anche la giornata senza acqua. Riavvolgiamo il nastro. Sabato 23 aprile, vigilia di Pasqua, il giorno di Ravenna-Salernitana. Una partita importante per le sorti del campionato, i giallorossi affrontano una delle pretendenti alla serie B, la società ha voluto agevolare i sostenitori con la meritoria iniziativa del biglietto a 3 euro in Curva Mero, da Salerno si muovono in più di 300 per seguire i propri beniamini. Il gemellaggio tra le due tifoserie rende la giornata particolarmente colorata e festosa, nonostante allo stadio ci siano poco più di 1500 persone. Sugli spalti e in campo va in scena uno spettacolo degno del gioco del calcio, finisce 1-1 e tutti sono (più o meno) contenti.

A rendere grigia questa giornata primaverile è però la mancanza di un punto di ristoro all’interno dell’impianto ravennate. I bar dello stadio, infatti, sono tutti chiusi per via di un provvedimento della Polizia municipale, che ha sospeso la licenza alla società che li gestisce, in quanto in occasione di una precedente partita è stata servita birra alcolica. Per la verità la notizia della chiusura era stata annunciata nei giorni precedenti dallo stesso Ravenna Calcio, anche se rimangono alcune perplessità, legate alla gestione dell’evento. Non tutti i sostenitori erano al corrente dell’ordinanza, compresi i tifosi della Salernitana presenti in tribuna (una trentina) costretti ad assaltare i bagni dello stadio per bere dai rubinetti. Problemi anche in Curva Nord, dove si sono alternate grandi file attraverso le grate per ottenere una bottiglietta d’acqua dall’esterno.

Molti mugugni tra i sostenitori, per una decisone che lascia un po’ perplessi. Tutti concordi che la legge vada fatta rispettare, per cui se era in atto un procedimento di sospensione dell’attività era giusto onorarlo. Sorprende, semmai, la mancata organizzazione di un modo alternativo di rifocillare il pubblico. La voce dei tifosi si è fatta sentire, per cercare di ottenere chiarezza dalle istituzioni. Il presidente Gianni Fabbri, compreso il disagio, risponde con la consueta chiarezza.

Dalla parte dei tifosi

“Ho sempre cercato di risolvere il problema del bar – spiega il presidente del Ravenna Calcio –. La nostra è una città tranquilla, anche sportivamente parlando e non si può fare di tutta l’erba un fascio. Giustamente la Questura deve ottemperare alle ordinanze ma Ravenna non è Roma e nemmeno Milano. Il derby Roma-Lazio non può essere paragonato a Ravenna-Bassano, Ravenna-Sudtirol o Ravenna-Lumezzane e deve essere diverso anche il sistema di controllo dell’evento. A Ravenna c’è una sproporzione di interventi rispetto ai rischi di violenza: strade chiuse che creano disagi ai residenti, transenne che creano problemi a chi deve andare allo stadio, sono tutte cose che non hanno ragione d’essere”.

Il numero uno giallorosso allarga la questione anche allo spinosissimo dilemma generato dalla tessera del tifoso. “Il Questore ha le sue ragioni, deve far rispettare la legge. Sbagliato è invece il ragionamento di Maroni, con le tessere del tifoso che in molte città d’Italia (Ravenna compresa) non sono state ancora consegnate ad aprile. Questo dimostra che chi ha voluto queste leggi restrittive non ha inquadrato il problema nei modi giusti. Finché Maroni non capirà che ci sono delle differenze, non si può cambiare. Ripeto, non si può paragonare il Benelli a San Siro”.

Fabbri ricorda anche come siano stati fatti “investimenti costosi sul tema della sicurezza. Tornelli, settori chiusi tra loro, steward, telecamere a circuito chiuso che controllano gli accessi allo stadio. I molti costi per la tecnologia e la sicurezza dovrebbero far sì che altri accorgimenti venissero evitati”.

“Condivido pienamente il disagio dei tifosi – aggiunge Fabbri –. Ricordo che al bar di Bassano veniva servito il vin brulé direttamente dai pentoloni, senza che ci fossero disagi particolari. Se piove ci si deve bagnare perché gli ombrelli non possono entrare? Mi sembra un paradosso. La soluzione sarebbe tornare ai tempi in cui non c’era la fila agli ingressi e tutto filava comunque liscio: non sempre tornare al passato è una cosa negativa”.

Ferrara

A meno di interventi specifici, il problema dell’acqua allo stadio potrebbe tornare per la prossima gara in casa, tra due settimane contro il Pergocrema. Ma intanto, domenica, si gioca un’altra gara fondamentale per le sorti del campionato del Ravenna: il derby in casa della Spal. “I nostri tifosi ci hanno accompagnato ovunque e anche se non sono un numero esagerato sono molto calorosi – conclude Fabbri –. Andremo a Ferrara con un gruppo di giovani che sabato hanno fatto bene ma in trasferta troveranno certo più difficoltà. Per cui abbiamo bisogno del sostegno dei nostri tifosi”.

[Fonte: Ultras Ravenna 1994]

Orgoglio Grigio Alessandria

Pubblicato: 29 aprile 2011 in Comunicati

Dove la politica, l’imprenditoria e le istituzioni latitano, sopperisce la fede dei tifosi. Pubblichiamo questo comunicato di “Orgoglio Grigio” sulla campagna di sostegno alle spese della squadra.
Con la presente siamo a comunicarvi che alla data odierna,28/04/2011, sono stati versati 610,00 euro (=seicentodieci) per la raccolta fondi promossa dalla nostra Associazione e denominata “Tutti uniti per un sogno”.

La raccolta prosegue per raccogliere più fondi possibili da destinare alle spese ordinarie della squadra,vista la delicata situazione societaria.

Approfittiamo per ricordare ancora una volta tutte le informazioni sull’iniziativa:

“TUTTI UNITI PER UN SOGNO”

RACCOLTA FONDI A FAVORE DELLA SQUADRA ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE ORGOGLIO GRIGIO

VERSA IL TUO CONTRIBUTO SUL CONTO CORRENTE BANCARIO:

IBAN: IT50 P060 8510 4000 0000 0022 370 BANCA D’APPOGGIO: CASSA DI RISPARMIO DI ASTI INTESTATARIO: ASSOCIAZIONE ORGOGLIO GRIGIO CAUSALE (OBBLIGATORIA): TUTTI UNITI PER UN SOGNO

Nei prossimi giorni pubblicheremo sul sito internet ufficiale dell’Associazione (www.orgogliogrigio.com) l’elenco di chi ha compiuto questo grande gesto di amore verso l’Orso Grigio anche come segno di estrema trasparenza da parte della nostra Associazione.

In conclusione, rinnoviamo l’invito a tutti coloro che hanno la fede grigia a sottoscrivere anche con un piccolissimo contributo questa raccolta, grazie a tutti e….UNITI PER UN SOGNO!

Associazione Orgoglio Grigio

Alessandria

Palermo e i tifosi di Serie C

Pubblicato: 29 aprile 2011 in Mondo Ultras

In occasione della sfida del 10 Maggio tra il Palermo ed il Milan valevole per il ritorno del turno della Semifinale di Coppa Italia, la società del Palermo ha attuato una politica non corretta per la vendita dei biglietti.
Palermo cardCome ogni anno ed ogni partita coloro che sono abbonati hanno la prelazione sui biglietti, fin qui tutto normale anche gli anni scorsi era così. Il fastidio sorge quando, una volta terminata la prelazione per i soli abbonati, si avvierà quella per i possessori della tessera del tifoso, la quale doveva servire unicamente per la trasferta, ma che invece verrà usata dalla società anche per questa partita in casa.

Quest’anno ed in particolar modo a Palermo esistono tifosi da Serie A e tifosi da Lega Pro, questo dal punto di vista della considerazione di coloro che non hanno sottoscritto un accordo con una banca e che al tempo stesso considerano la tessera una limitazione della libertà personale. La società piu’ volte ha promosso delle iniziative per i possessori di suddetta scheda, ignorando totalmente chi fino all’anno scorso era abbonato da decenni. Evidentemente questo alla società importa poco. Situazione paradossale è quella che si vive in questi giorni in città, visto che tra poco inizierà la prelazione per quanto riguardi i “tesserati”, il numero delle richieste delle tessere è notevolmente aumentato. Solamente dal 5 Maggio ci sarà la vendita libera dei biglietti o meglio per i settori restanti e c’è grande preoccupazione di non riuscire a trovare un biglietto, oltre ovviamente a stare in fila per delle ore. Del resto con la libera vendita dei biglietti a cinque giorni dalla partita, non ci si poteva attendere altro.

Infine solamente nella giornata di oggi oltre ad esserci state altre richieste per la sottoscrizione della tessera, i biglietti venduti ammontano a 3 mila. Facciamo i complimenti, insieme a tutti i tifosi che non hanno sottoscritto la tessera, alla società del Palermo Calcio, per l’assurdo pieno di vendita dei biglietti e soprattutto per i due giorni di prelazione dedicati ai “tesserati”.

[Fonte: Identità mediterranea]

Lo storico gruppo ultras della Fortitudo

medita di sciogliersi se le cose non cambiano.
Coreografia della FossaLa Fossa dei Leoni rigetta il progetto di una nuova Fortitudo portato avanti da Giulio Romagnoli, scarica definitivamente il patron della Conad e annuncia l’ipotesi di chiudere fra qualche mese. Dalla trasmissione «Fossa on the radio» il gruppo denuncia l’immobilismo di Romagnoli, che viene accusato di non aver tenuto fede alle promesse fatte la scorsa estate, quando la Fossa decise di prendersi un anno sabbatico in attesa di vedere segni concreti di ripresa con un nuovo progetto. «Siamo quasi a maggio e il gruppo nota che qualcosa non è andato come ci era stato detto. Non c’è ancora uno straccio di Effe e ci ritroviamo nello stesso punto della scorsa estate. Avevamo chiesto di non arrivare a questo punto, ma chi di dovere non ha recepito il messaggio o non ha potuto fare diversamente. Il progetto di Romagnoli sta mostrando delle falle, lo consideravamo futuribile ma prima o poi si sarebbe dovuto vedere qualcosa di concreto, invece non c’è nulla».

La Fossa imputa a Romagnoli il mancato rispetto di quattro punti programmatici che la scorsa estate erano stati posti come condizione fondamentale per la credibilità del progetto: la «morte sportiva» di Sacrati, il marchio, l’affiliazione ex novo di una squadra, e il PalaDozza come campo di casa. «Attualmente, nessuno di questi quattro punti ha avuto uno sviluppo positivo per quanto ne sappiamo noi. Avevamo un nostro progetto, ma la Sg lo cassò: era una alternativa, prima ancora che ci fossero gli accordi tra casa madre e Romagnoli. Adesso la palla è in mano loro, sappiamo che le cose non torneranno più come prima, ma speriamo almeno che ci si possa avvicinare. Ad agosto ci venne garantito che in 40-50 giorni Sacrati sarebbe stato uno zombie. Oggi, dopo l’ennesimo ultimatum che sembrava definitivo, è ancora in campo». Spiragli positivi per il futuro, oggi, il gruppo non ne vede. I tifosi speravano in una nuova affiliazione che potesse poi aprire la possibilità per una wild card nel terzo campionato per la prossima stagione, sul modello di quanto accadde con la Virtus 1934. «Si sarebbe potuto almeno sognare di fare una cosa simile, ma serviva l’affiliazione. Non è stato fatto nulla, sarebbe bastato andare con 350 euro in Federazione assieme a tre persone a far da “testimoni”. Avevamo parlato con Romagnoli pochi giorni prima, saremmo andati con i casertani per avere un forte impatto mediatico, ma non è successo niente».

L’idea di ripetere un anno come questo non viene preso in considerazione, tanto che la Fossa prospetta addirittura lo scioglimento del gruppo: «La vediamo nerissima, difficilmente la Fossa starà fuori un altro anno. Se in estate, nei tempi giusti, non verrà trovata una soluzione ai problemi Fortitudo, non escludiamo la possibilità di chiudere». Sarebbe un epilogo clamoroso, la fine amara di un gruppo che dal 1970 ad oggi ha fatto la storia del tifo e non solo a livello cittadino e nazionale.

[Fonte: Corriere di Bologna]

SANTIAGO.- Il governo annuncia il pugno di ferro contro le barras bravas e richiederà il tesseramento di tutti gli appartenenti ai club più “accesi” come soluzione principale del programma “Estadio Seguro”,che inizierà proprio il giorno del “Superclásico” tra Universidad de Chile e Colo Colo del prossimo 30 Aprile nello Stadio Nacional.

Il Ministro degli Interni, Rodrigo Hinzpeter , ha convocato una conferenza stampa per informare che “la realtà dello stadio insicuro sta terminando”.

Le barras bravas scompariranno e avremo tifoserie educate che non impediranno alle famiglie di tornare alo stadio.

Con questo proclama, il Ministro ha poi spiegato che “Estadio Seguro è un programma importante, per garantire a tutto il popolo di poter vedere una partita di pallone in tranquillità.

“Le nuove misure di sicurezza di questo programma saranno tutte operative entro i prossimi 18 mesi”.

Il primo banco di prova di questo nuovo sistema sarà alla 14 giornata del Torneo di Apertura, quando “azules” e “albos” (Ovvero Universidad de Chile e Colo Colo) daranno vita ad un nuovo “Superclásico”.

“Inizieranno cambiamenti importanti che modificheranno per sempre le modalità di accesso agli stadi dal prossimo 30 aprile, per questo con anticipo abbiamo avvisato entrambe le tifoserie che chi vorrà assistere alla partita Universidad de Chile – Colo Colo, dovrà rendersi responsabile ed adeguarsi alle norme”, cosi ha continuato il suo discorso Hinzpeter.

Per quel giorno, chiunque voglia asssistere alla partita dai settori dello stadio Nacional numero 2 e 3 (ocupati dalla Garra Blanca la barra del Colo Colo ndr) e dai settori 14 e 15 (occupati da Los de Abajo la barra del Universidad de Chile ndr), dovrà attenersi alle norme previste dal programma “Estadio Seguro”, ovvero potranno assistere alla partita solo coloro che presenteranno oltre al regolare biglietto di ingresso, la carta di identità e il documento di “empadronamiento” (una tessera) dove si dichiara, assieme ai propri dati, l’ appartenenza alla “barra” del proprio club.

[Fonte: http://www.terra.cl]

Il chiodo fisso dei tifosi del Genoa è la stracittadina. Vincere, a loro avviso, sarebbe fondamentale per favorire la retrocessione della Samp. Ballardini in emergenza per Napoli.
A Genova si pensa già al derby dell’8 maggio. Anzi in realtà è un pensiero fisso da almeno due settimane, da quando a Pegli è comparso lo striscione ‘Mandiamoli in B’, invito rivolto ai giocatori del Genoa e riferito ovviamente ai cugini della Sampdoria. Ieri, fuori al centro sportivo Signorini, è comparso un nuovo avvertimento: ‘8/5/2011. Vincere e basta’; di fronte la scritta ‘Il derby non si regala’, entrambi firmati ‘Ideale Ultras’.

Sembra incredibile ma la vittoria del Genoa ai danni del Lecce, diretto avversario della Samp, ha dato quasi fastidio ai sostenitori del Grifone. Occhio, quindi, a non fallire la stracittadina; perdere vorrebbe dire consegnare la salvezza o quasi agli odiati doriani.

Preziosi e Ballardini a certi discorsi non ci pensano nemmeno. L’obiettivo è solo uno: far meglio dello scorso anno, quindi superare i 51 punti e conquistare la parte sinistra della classifica. Intanto incombe la trasferta di Napoli, che il Genoa dovrà affrontare senza gli squalificati Milanetto, Palacio e Dainelli. In forte dubbio anche Rafinha, alle prese con un attacco influenzale mentre non ci saranno gli infortunati Rossi e Veloso. Ballardini potrebbe anche decidere di cambiare modulo, passando al 4-3-1-2; in tal caso, possibile l’utilizzo di Jankovic.

[Fonte: Goal.com]