Archivio per giugno, 2011

Salerno è pronta a scendere nuovamente in piazza per far sentire la propria voce ed urlare tutta la rabbia che ha in corpo per una situazione societaria sempre più grave, che ora rischia veramente il tracollo.
Oggi, 30 giugno, il patron Lombardi avrebbe dovuto presentare la domanda d’iscrizione completa per evitare nuove penalizzazione (che andrebbero ad aggiungersi al già certo -3 in classifica ). Ma il numero uno del club di via San Leonardo, stando a quanto affermato solo due giorni fa in un comunicato stampa “effettuerà gli adempimenti indispensabili per non compromettere l’iscrizione della squadra al prossimo campionato di competenza che andrà successivamente perfezionata”. Detto in soldoni, dunque, Lombardi verserà solo i 35mila euro e presenterà la domanda d’iscrizione, per tenere ancora acceso un sottile, ma intenso lumicino di speranza. L’ennesima umiliazione per una città, che dopo sei soli sei anni, vede sempre più vicino l’incubo di un nuovo fallimento. Una tegola troppo pesante da sopportare per una tifoseria che, poco meno di quindici giorni fa, ha dimostrato tutto il suo potenziale, assistendo in trentamila alla finale play off con il Verona.
E’ per questo che i salernitani si sono dati appuntamento per stasera alle 19 dinanzi la storica piazza Casalbore, dalla quale partirà un corteo che si snoderà per le vie della città. Un’azione di protesta forte e decisa per cercare di salvare in extremis la signora del calcio cittadina. Salerno, fin qui è stata a guardare, e si è resa protagonista di “un immobilismo” –come affermano gli stessi ultras nel comunicato diramato – insolito per questa città. Ma adesso, “a poche ore da un verdetto che potrebbe ufficializzare la cancellazione dal campionato della nostra amata Salernitana, Salerno e la sua provincia non possono assistere passivamente ad una situazione così grave ed in cui organi di informazione, amministrazione comunale e gli stessi dirigenti della Salernitana hanno illuso le aspettative di una piazza che non merita tali mortificazioni. E’ giunto il momento – proseguono gli ultras – di mettere da parte spaccature interne e dissapori e remare tutti in una stessa direzione, dando dimostrazione all’Italia intera dello sconfinato amore della tifoseria nei confronti della propria squadra del cuore: in palio c’è la sopravvivenza della Salernitana e tutti dobbiamo fare la nostra parte. Con la rabbia di chi è più forte:vivere ultrà per amare Salerno. Tutti insieme “fino alla fine!”.

[Fonte: Resport]

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Era il 1997: la fusione fu scongiurata dall’amor proprio dei riminesi

Addio Crabs. Ma vedrete che presto Capicchioni e i santarcangiolesi…

 


Vedere nello stesso giorno Forlì che raduna alcune centinaia di tifosi disposti a metterci 100 euro (oltre all’abbonamento) pur di “entrare” anche solo con un simbolico 1% dentro la compagine societaria della prima squadra cittadina. E vedere il Basket Rimini che trapassa senza che nessuno dica ‘bao’. Fa riflettere. E ricordare.

Estate 1997. Uggiosa mattinata all’Hotel San Giorgio. Sberlati e Rovati, non senza imbarazzo, metton su la leggendaria (e grottesca) conferenza stampa. C’è da annunciare l’ormai decisa fusione tra Rimini e Forlì: la “Grande Romagna”, irremovibile “chiodo fisso” del futuro braccio destro di Romano Prodi, alla faccia di campanili e storie, condiviso ‘obtorto collo’ dall’anziano proprietario adriatico, stanco ed ancora sotto shock per la morte del giovane figlio. Mentre nella nostra città (appena retrocessa dalla A1 alla A2) il livello di orgoglio – una ventina di giovani della curva a parte – raggiunge i minimi storici, tollerando – anzi accettando – l’idea di un assurdo ogm (obbiettivo: scroccare l’A1 ai cugini appena promossi, perchè tanto il mostruoso galletto con le chele giocherà, allenato da Bucchi, al Palafiera), è un pullman di agguerriti ultras riminesi (più il suddetto manipolo di colleghi forlivesi: “Uniti per continuare ad odiarci”) a rompere le uova nel paniere. A lanciare quei petardi. E a far rimbombare quei quattro cori (“Voi siete fusi di testa”) necessari a convincere i due patron. A fermarsi.

Oggi, 14 anni dopo, situazione capovolta: a Forlì impera un ritrovato senso di appartenenza figlio di una forse irripetibile congiunzione astrali (fame di grande basket; zero attrattive alternative in una città-mortorio; la bravura di un Basket Club intraprendente e credibile; la dolorosa ma efficace ‘lezione’ imparata nel 1999, quando per generale inettitutudine si perse la vecchia Libertas 1946; la non del tutto evaporata sbornia della Spring Madness). L’aspetto più curioso? Alcuni di coloro che “accettavano” la fusione 14 anni fa, sono tra gli attivisti dell’azionariato popolare. E a Rimini? A Rimini la fibrillazione non è da meno. Tensione palpabile, nervi a fiori di pelle: perchè la Notte Rosa è sempre la Notte Rosa. Ma sono corsi e ricorsi: tra quindici anni – chissà, speriamo di no – le parti potrebbero re-invertirsi. Ma questo lo vedremo poi.

Nel frattempo, per scoprire il confusionale stato di affanno in cui versa il sistema-basket, non c’era esattamente bisogno di ratificare il collasso – tante, troppe volte annunciato, ma ora ufficiale – dei Crabs. Fermo restando il rispetto che si deve, ben oltre ogni logica campanilistica, ai 64 anni di storia dignitosa – a tratti gloriosa – del Basket Rimini, negli anni scorsi erano state emblematiche le tumulazioni – in alcuni casi con annessa resurrezione – dei cadaveri di una ventina di piazze storiche italiane prima ancora di Rimini. Con in evidenza i casi di Virtus, Pesaro e Fortitudo: realtà cha al blasone abbinavano tifoserie “quasi calcistiche” alle spalle.

Non i 1.500 morti di sonno del 105 Stadium, capaci di ridestarsi giusto giusto per il ritorno in scena dei cuginastri forlivesi. Quelli faranno spallucce, ordineranno uno sprtiz in riva al mare e mugugnando (ma solo un pò) si accomoderanno – chi prima, chi poi – al seguito del “Nuovo Basket Rimini” che Capicchioni collocherà tra C1 e B2 agganciandoci dentro i giovani di quel disciolto settore giovanile che, al di là delle burocrazie Fip, tiene saldamente in pugno.

Spiace di più per quel manipolo di persone – di nostri “omologhi”, oseremmo dire, non temessimo di offenderli – che in riva all’Adriatico alla pallacanestro e a “quella” società ci credevano – nei rispettivi ruoli – per davvero: penso a Prosperi, a Manduchi, a Peppucci, ma onestamente non è che ne vengano in mente molti altri.

Esercitando l’antipatico “senno di prima”, chi scrive le righe che state leggendo… questo finale l’aveva “visto” tra i 24 e i 12 mesi fa. Quando sei così malmesso da credere alle fandonie di un Bergamini, a quel punto puoi credere a tutto: perfino ad un Corbelli salvatore della patria. Quando invece l’Omino Bialetti è un Attila che raramente fa ricrescere l’erba dove passa: e, badate, non certo per una questione di soldi. Perchè, paradossalmente, in un basket con le pezze al culo, Corbelli è uno dei pochi che ne ha sempre messi, e di veri: pensate ad uno sponsor, portato in dote proprio da Mister Telemarket, come Immobiliare Spiga. Triennale da 350.000 euro annui: Alberani dovrebbe mollare Jones e Nardi e chiamare questi, altrochè storie!

Ricapitolando: Corbelli è l’amuleto che è, Braschi ha vaneggiato di una fantomatica Rimini Sport che – alla prova dei fatti – si è rivelata grossomodo una Riviera Solare 2, Vecchiato era il GM più soprammobile della storia e chissà cosa faceva dalla mattina alla sera anzichè inventarsi una formula accattivante per andare a chiedere 500 euro ad albergo (a Rimini ce ne sono “solo” 1.250). Capicchioni, infine, avrebbe avuto (e ha) i mezzi per firmare un circolare da 1 milione di euro con la stessa nonchalance con cui il sottoscritto fa un pieno di benzina nello scooter: il problema si sarebbe risolto in 30 secondi. Ma Lucky si era stufato di far ingozzare i signori di cui sopra, salvo poi dover essere lui ad occuparsi del conto.

Resta da capire in base a cosa l’inverno scorso, dopo i soliti pianti natalizi, dirigenti nani e assessori ballerine presero a raccontare che tutto era risolto, che sì, il futuro dei Crabs era al sicuro. E resta da capire perchè se non hai una lira, non solo ‘fenomeneggi’ con i Caja e i Vukcevic, ma ti togli perfino lo sfizio di puntellare in corsa coi simpaticoni Piazza e Foiera. Resta da capire, infine, quanto ci metteranno Maurizio Fabbri, Paolo Carasso e Davide Turci – i mentori del ‘miracolo SantarcAngels’, che, piccolissimo dettaglio, sono riminesi al 100% – a fare “l’accordo” con Capicchioni. Già, il famigerato “accordo”. Solo pochi mesi fa era cosa fatta: saltò per un Lorenzo Gandolfi di troppo. Buon allenatore, Lollo, intendiamoci. Ma tra lui ed il futuro sportivo di un intero territorio, sceglieremmo la seconda delle due.
[Fonte: Forlì Basket]

Alla Camera si discute sull’ampliamento dei poteri per gli steward. Ennesima legge speciale per favorire la repressione
Gli stadi italiani non potevano non essere toccati dalla privatizzazione nell’epoca in cui il perseguimento dello “Stato minimo” sembra diventato un imperativo categorico. La Commissioni Affari costituzionali e Cultura della Camera stanno infatti discutendo un pacchetto di norme che permetterà agli steward incaricati dalle società di vestire i panni di “poliziotti privati”.
Gli operatori potranno addirittura effettuare perquisizioni personali a campione per controllare l’abbigliamento e gli oggetti che i tifosi intendono portare all’interno degli impianti sportivi. Saranno sempre loro a compiere qualcosa che assomiglia da vicino ad un sequestro, anche se temporaneo. Potranno invitare le persone a depositare in appositi contenitori tutto quello che verrà ritenuto pericoloso per la tutela della pubblica incolumità. Nella relazione introduttiva si segnalano i “positivi risultati raggiunti negli ultimi anni”. Il numero degli incidenti all’interno degli stadi è infatti diminuito. La replica in salsa italiana del tanto osannato modello inglese ha permesso di spostare la consumazione dei reati all’esterno degli impianti sportivi. Un particolare che spesso non viene preso in considerazione da certe cronache giornalistiche eccessivamente conformiste.
L’atto della Camera aggiunge quindi un altro tassello di “legislazione speciale” alla normativa italiana che si occupa di regolamentare la gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni sportive. Il fatto che per i tifosi non valgano le garanzie previste per il resto dei cittadini non preoccupa affatto i componenti della Commissione Affari costituzionali. Eppure, proprio loro – almeno gli aderenti alle opposizioni – potrebbero sollevare qualche dubbio sugli articolati vigenti. Per iniziare si potrebbe abrogare l’assurdo giuridico dell’arresto in flagranza differita. Un ossimoro che ogni anno miete decine di vittime. Passando dal diritto sostanziale a quello processuale, non sarebbe male cancellare con un tratto di penna l’obbligatorietà di giudizio direttissimo per alcuni “reati da stadio”. Una limitazione del diritto di difesa che non sembra scuotere le coscienze. Anche chi è sempre pronto a difendere a spada tratta la Costituzione evita di inciampare in questi temi. L’atteggiamento è diverso quando si passa dagli avventori delle gradinate ai vertici delle società professionistiche. Aziende che vengono trattate con tutto il rispetto del caso essendo un’importante realtà del mondo produttivo. Qualcosa però inizia a cambiare.
Qualche giorno fa il deputato di Fli Claudio Barbaro ha avuto modo di denunciare l’operato del Senato in merito alla querelle che riguarda la cessione dei diritti televisivi. “Il Parlamento non può essere ostaggio delle società di calcio o di qualche dirigente troppo pretenzioso – ha dichiarato il futurista – le Istituzioni tutte rappresentano il Paese e non possono essere luogo di soddisfazione di interessi singoli o corporativi. È per questo motivo che mi opporrò con decisione e forza a quella parte della legge che, di fatto, offende il Parlamento”.
Barbaro ritiene infatti che il voto di Palazzo Madama stravolga il testo precedente licenziato dai deputati. L’equa distribuzione, sia rispetto al calcio sia rispetto alle altre discipline, sarebbe stata fatta soccombere a favore degli egoismi di qualcuno. Gli stessi particolarismi che hanno fatto precipitare il mondo del calcio italiano nella più totale incertezza. Ad oggi non è dato sapere quali società avranno i requisiti per presentare regolare iscrizione ai campionati. Uno stallo che ha costretto il Consiglio federale della Figc a rinviare la discussione sulla riforma dei campionati. Il presidente della Lega Pro Mario Macalli ha colto l’occasione per fare una battuta sugli stadi di proprietà. Formula che viene unanimemente considerata la panacea per tutti i mali. “Sapete quanti ne hanno in Germania? Uno. La priorità è riempirli, non costruirli”. Parole che hanno colto nel segno. Se si continua con leggi speciali, repressione e strapotere del mercato il risultato della partita sarà già scritto. La declinazione italiana del calcio moderno svuoterà gli stadi ed ingrasserà le televisioni. Accusare gli ultras è solo un alibi per evitare di mettere i bastoni tra le ruote a qualcuno.

[Fonte: Rinascita]

Quest’estate la voglia di B degli stabiesi arriva persino sulle spiagge. L’idea è di quelli originali ed è stata realizzata da Stabia1907, lo store che vende gadget sulla Juve Stabia.
Oltre alle magliette celebrative, sciarpe e bandiere con impresse la lettera B, è stato realizzato negli ultimi giorni persino il costume da bagno per la promozione.

Un pantaloncino che porta sul lato anteriore la Vespa, mascotte della Juve Stabia. Sul lato posteriore, invece, la scritta verticale ‘stabiesi’.

Un prodotto che è destinato a suscitare l’interesse dei tifosi della Juve Stabia che sono ancora galvanizzati per la promozione in serie B della formazione gialloblè.

E così, sulle spiagge di Castellammare e non solo, tra poco spunteranno anche i costumi delle Vespe e c’è da giurarci che compariranno anche nelle località balneari frequentate dagli stabiesi.

Sono giorni ancora di festeggiamenti per i tifosi della Juve Stabia e anche di affari per i venditori ambulanti. Ormai quasi tutti i rioni della città sono addibbati a festa e le serate per celebrare l’impresa di Corona e compagni continuano. Ieri sera è stata la volta degli Ultras della curva Sud. E c’è chi giura che non sia ancora finita qui.

 

[Fonte: Resport]

FFS e UFT hanno raggiunto un accordo per evitare incresciosi episodi come quello avvenuto sul treno dei tifosi del Sion diretti alla finale di Coppa svizzera.

 
Entro la fine dell’anno saranno pronte delle nuove proposte di modifiche di legge per arginare i problemi legati al fenomeno degli hooligan, i tifosi violenti che sempre più negli ultimi tempi stanno creando problemi dentro, e soprattutto fuori, gli stadi di calcio e di hockey svizzeri.

Un accordo in tal senso è stato raggiunto oggi fra le FFS e l’Ufficio federale dei trasporti.

I cambiamenti riguardano in particolar modo il trasporto dei tifosi, responsabilizzando i club calcistici. Fra le ipotesi anche il noleggio di treni speciali per i tifosi, ai quali sarà richiesta una cauzione che verrebbe trattenuta in caso di danni. Le FFS invece dovranno impegnarsi ad adottare delle misure tecniche e organizzative, come ad esempio la chiusura dei finestrini per impedire il lancio di bottiglie.

In occasione della finale di Coppa svizzera, alla stazione di Losanna era stata colpita una persona da una bottiglia lanciata dal treno dei tifosi del Sion , mentre a Neuchâtel (vedi video) e a Bienne i marciapiedi erano stati fatti evacuare.

[Fonte: Ticinolibero]

Nessuna novità sul fronte arancione mentre da Ferrara danno per cosa fatta la vendita della società, a fronte di un corrispettivo pari a circa 480mila euro, alla Fortitudo 2011 che riporta dunque la Legadue a Bologna.
La nuova società deve però incassare subito il disinteresse per l’operazione da parte della Fossa dei Leoni, la storica e numerosa frangia ultra fortitudina che attraverso i suoi rappresentanti ha dichiarato che “non si abbasserà a questo pastrocchio”. Che debbono dire gli appassionati della palla a spicchi udinesi che la prossima stagione potranno al massimo andare a vedere la B Dilettanti? In casa Pallalce-sto Amatori pare si stia valutando di procedere all’iscrizione al campionato di Legadue, con gli adempimenti da perfezionare entro il termine perentorio del 30 giugno e dunque domani. Bisogna pagare 20mila euro di tassa associativa e procurarsi una fideiussione bancaria per lOOmila euro. L’iscrizione potrebbe essere svolta al fine di poter continuare a coltivare la trattativa con Rieti che pare a tutt’oggi interessata alla Legadue. A meno che non spunti un “salvatore della patria” e decida che a Udine bisogna continuare a fare pallacanestro di vertice. Ipotesi che però a questo punto pare puro “fantabasket”. Se non si dovesse riuscire a vendere i diritti neppu- re a Rieti rimane calda l’idea di mantenere il settore giovanile ed incassare per i prossimi anni il costo dei parametri dei giocatori di appartenenza. Per far ciò occorre però mantenere in vita una società che in questo momento rimane gravemente “malata”. E a rischio -come già detto – di autofallimento. ARBITRATO PALLALCESTO AMATORI-BASKET BARCELLO-NA-FIP. È stato reso noto ieri il testo integrale del lodo arbitrale emesso dal Tnas relativo al “ricorso” dalla società arancione contro il provvedimento della Corte federale con cui, in parziale accoglimento dell’impugnazione svolta dal Barcellona, si disponeva l’omologazione della gara Barcellona-Snaidero con il risultato acquisito sul campo e l’irrogazione della penalizzazione di un punto in classifica, dopo che Giudice sportivo e Commissione giudicante nazionale avevano disposto lo 0-20 a favore della Snaide- ro basket. Il Collegio, dopo aver premesso che la circostanza della posizione irregolare del sig. Triboli, iscritto a referto come secondo aiuto allenatore con funzioni di scorer, è stato oggetto di corretto accertamento e di altrettanto “congruo inquadramento normativo” anche da parte della Commissione giudicante nazionale, si è lasciata andare ad una a dir poco disinvolta interpretazione di Regolamento esecutivo e di Giustizia. Di ciò pare essersi accorto lo stesso Collegio laddove ha ritenuto di chiudere la parte motivata del provvedimento in tal modo: “Il Collegio arbitrale ritiene sussistente nel caso in esame l’opportunità di addivenire nel- la sede arbitrale ad interpretazioni meno esasperate che mirino a preservare per quanto possibile il risultato sportivo conquistato sul campo o a scostarsi da quello il meno possibile”. Peccato che per arrivare ad un tanto si deve negare l’evidenza di quanto risulta scritto..

[Fonte: Legadue Basket]

In Grecia, come già in Egitto, hanno un ruolo importante gli ultras del calcio nelle rivolte di piazza contro l’arroganza del potere che, dopo aver mangiato gratis per anni, adesso pretende persino che sia il popolo a pagare mentre loro conservano ogni sorta di beneficio. Proprio gli ultras, insomma, quelli che solitamente sui giornali si definiscono “disadattati” e che si fa di tutto per emarginare dal resto della società civile, sono dunque il perno sui cui ruota la forza del cambiamento. Basta questo a dimostrazione di quanto sia strumentale la repressione dei vari ministri e Stati di Polizia e quanto siano sincere le loro leggi anti-violenza e le loro “tessere” dell’imborghesimento e della lobotomizzazione dei tifosi.

Scontri in GreciaAtene – (Adnkronos) – Il sì è arrivato con una maggioranza di 155 voti su 300. Ue: “Passo indietro dal default”. I dimostranti hanno tentato di impedire ai deputati di entrare e iniziare a votare il provvedimento che permetterà al Paese di ricevere la prossima tranche di aiuti: almeno tre persone ferite. Sale il bilancio dei violenti scontri registrati ieri, primo giorno di uno nuovo sciopero di 48 ore: oltre 370 i feriti.

Il Parlamento greco ha approvato, con una maggioranza di 155 voti su 300 il piano di austerity proposto dal governo del primo ministro Georges Papandreou, che prevede tagli e aumenti di tasse per 28 miliardi di euro e privatizzazioni per altri 50 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Misure che permetteranno allla Grecia di ricevere la prossima tranche, 12 miliardi di euro, del suo bailout da 110 miliardi di euro.

Intanto anche oggi sono stati registrati nuovi scontri ad Atene tra la polizia e dimostranti che hanno tentato di impedire l’ingresso in Parlamento ai deputati. I tafferugli sono esplosi quando i dimostranti – che in migliaia si sono dati appuntamento stamattina – hanno cercato di bloccare decine di parlamentari, uno dei quali è stato colpito da un vasetto di yogurt. Di fronte lla rottura del cordone di protezione e al lancio di molotov, la polizia ha reagito sparando lacrimogeni e usando spray urticante: almeno tre persone sono rimaste ferite e trasportate in ospedale.

 

 

Sono decine di migliaia i manifestanti che dimostranti stanno manifestando per tutta Atene, dirigendosi verso il Parlamento.

 

 

Nel frattempo è inoltre salito il bilancio degli scontri di ieri, ai quali hanno partecipato anche centinaia di ultras delle tifoserie delle squadre di calcio e bande di motociclisti arrivati da tutto il paese: sono oltre 370 le persone che sono rimaste ferite, mentre gli arrestati sarebbero alcune decine.

 

 

Anche ieri per bloccare i dimostranti che fino a notte hanno messo a ferro e a fuoco il centro della capitale, la polizia greca – che ha schierato 5mila agenti – ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla.

 

 

Prima dell’avvio del voto il premier Papandreou – che per superare le resistenze incontrare all’interno della sua stessa coalizione ha varato un nuovo governo nominando il numero due del Pasok Evangelos Venizelos alle Finanze – ha lanciato l’ultimo appello a maggioranza ad opposizione a votare a sostegno del pacchetto in modo che si eviti il collasso. “Ora è arrivato il momento per un grande cambiamento in cui dobbiamo mettere le cose in ordine, se il Paese va in bancarotta gli ospedali non funzioneranno, le scuole chiuderanno e le pensioni e i salari dei dipendenti pubblici non saranno pagate”, ha detto. Il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, dal canto ha chiesto ai deputati di fare il loro “dovere patriottico” e approvare il piano. “Dobbiamo guadagnare tempo in modo che il Paese non venga trasformato, passo dopo passo, in un protettorato”, ha aggiunto.

 

 

Il voto positivo del Parlamento greco è un primo “passo indietro dal default”, ma domani serve un altro ok per la messa in atto del pacchetto se la Grecia vuole ottenere il via libera dell’Ue alla quinta tranche del prestito. Lo hanno detto il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

 

 

“Con l’approvazione di oggi da parte del Parlamento greco del programma economico rivisto, il paese ha fatto un passo in avanti importante verso il necessario cammino di consolidamento fiscale e di riforme strutturali per rilanciare la crescita, ma ha anche fatto un vitale passo indietro da uno scenario molto serio di default”, hanno affermato Barroso e Van Rompuy in una nota congiunta, sottolineando che il voto odierno è stato un “voto di responsabilita’ nazionale”.

 

 

Domani, però, avvertono i due responsabili Ue, “gli occhi dell’Europa saranno di nuovo puntati su Atene in quanto i parlamentari saranno chiamati ad approvare le misure per mettere in atto il programma”. Quindi “un secondo voto posititivo spianerebbe la strada per l’esborso della prossima tranche dell’assistenza finanziaria” e “permetterebbe anche ai lavori in corso su un secondo pacchetto di assistenza finanziaria di procedere rapidamente, mettendo il paese in misura di andare avanti e ridare la fiducia alla popolazione greca”, concludono Barroso e Van Rompuy.

 

 

Si è detto “felice e sollevato”, il premier lussemburghese e presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. “La via per il versamento della quinta tranche dei prestiti bilaterali dei Paesi membri della zona euro e dell’Fmi è già spianata”, ha detto Juncker in una nota.

 

 

Atene ha bisogno dei 12 miliardi di euro della quinta tranche del prestito Ue-Fmi entro metà luglio per rifinanziare il suo debito. L’ok di Bruxelles a questo esborso è condizionato al voto positivo del parlamento greco. L’Eurogruppo dovrà decidere in merito domenica, nel corso di una riunione straordinaria a Bruxelles.