Archivio per luglio, 2011

Come volevasi dimostrare…

Pubblicato: 29 luglio 2011 in Mondo Ultras

Si tratta ancora di indiscrezioni, almeno così le riferiscono i quotidiani locali, ma pare che a Taranto sia scesa in campo la Questura per bloccare la Fidelity Card “Taranto siamo noi, tutti noi”.

Vista la netta contrapposizione della tifoseria jonica alla tessera del tifoso, bocciato nel frattempo il progetto varato dall’AS Roma a cui il Taranto guardava con interesse, lo stesso sodalizio tarantino ha deciso di rivedere e correggere quanto rigettato dall’ONMS per riportare in positivo il pessimo trend di spettatori e, soprattutto, abbonati dell’ultimo anno.
La versione finale di “Taranto siamo noi, tutti noi” bisogna ammettere che non è male: sottoscrivendo questa “Tessera del tifoso” da 85 €, si ha diritto a vantaggi ed agevolazioni vere, cioè la possibilità di acquistare i biglietti per esempio di curva a 2,50 €. Alla fin fine, per vedere tutte le partite interne della stagione, si spende la non esosa cifra di 125 €.
Dunque tessera è una tessera, viene sempre rispettato l’obbligo di nominalità ed identificabilità del sottoscrittore: c’è tanto quanto basterebbe per adempiere ai compiti per cui Maroni ha detto di averla introdotta, cioé combattere la violenza.
Ma è davvero la violenza che Maroni e l’ONMS vogliono combattere? Orbene, allora cos’è che vorrebbe bloccare la Questura di Taranto se nessun principio delle norme anti-violenza viene violato?
L’unica differenza tra questa card e quelle “classiche” consiste nel fatto che è del tutto slegata da qualsiasi circuito bancario ma, appunto, non avevano sempre sostenuto che le società potevano anche emettarla in proprio senza affidarsi a delle banche?
Dobbiamo cominciare a sospettare che abbiano ragione quanti sostengono che la tessera non serve né alla lotta alla violenza e a né ad altro se non foraggiare le banche?
Perché gli inquirenti che tanto si affannano sugli abbonati che, estromessi da questo circuito discriminante, chiedevano una prelazione, non indagano invece sui conflitti di interesse che diversi istituti bancari, Unicredit su tutti, hanno nel calcio? Perché non hanno mai sollevato eccezioni sulle contiguità tra la Federcalcio presieduta da Giancarlo Abete e l’Associazione Bancaria Italiana il cui vicepresidente è Luigi Abete? Cioè, spiegatecelo: Abete firma un protocollo d’intesa per l’introduzione di una tessera, che in buona sostanza è una carta di credito prepagata, che andrà a vantaggio di chi? Dell’associazione di cui Abete è vicepresidente. Ma possibile che la magistratura dorma? Possibile che si preoccupino solo di contare le pulci ai tifosi?
Se bloccano anche la variante di tessera voluta dal Taranto, siamo di fronte alla prova, provata ed inconfutabile, che a lor signori non interessa una cicca della violenza e di riportare le famiglie allo stadio: l’unico posto in cui le vogliono portare è la banca…

Sport People.

Addio Eccellenza. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa di ieri, presso il Palazzo di Cittá, alla presenza del sindaco Marco Galdi, degli associati di Sogno Cavese e dell’imprenditore Raffaele Paolillo, a cui era stato dato il mandato di trovare i fondi necessari per consentire l’iscrizione della futura squadra cittadina al prossimo campionato di Eccellenza.

Lo Stadio di Cava«Ad inizio settimana – ha spiegato Raffaele Paolillo – avevo trovato la piena disponibilitá di diversi imprenditori amici che, proprio per la mia presenza, erano disposti a darci una mano. Grazie a queste adesioni ero riuscito a recuperare la somma necessaria per l’iscrizione. Il giorno dopo sono andato al Comitato Regionale Campano per chiedere maggiori lumi e pianificare i passi successivi da fare, ma lì c’è stata rappresentata la possibilitá che qualora l’attuale Cavese fallisse i suoi creditori potessero rifarsi sulla nuova societá. A quel punto, informati gli altri imprenditori, in molti sono venuti meno e tutto è sfumato”.

Un brutto colpo per la tifoseria metelliana e per i ragazzi di Sogno Cavese che da giorni si erano attivati con una sottoscrizione per acquisire quote della futura societá metelliana. “Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto il mandato dal Sindaco – spiega il presidente di Sogno Cavese Francesco Bove – per creare questa nuova societá e ci siamo subito dati da fare. Avevamo preparato un progetto serio e trasparente e buttato giù anche la bozza dello statuto. Purtroppo abbiamo ricevuto poche adesioni da parte degli imprenditori nonostante la grande disponibilitá dimostrata da tutta la tifoseria. Siamo molto delusi della scarsa risposta degli imprenditori e ora non ci resta che attendere il prossimo 2 agosto”. Giorno in cui sará ufficialmente chiaro il destino del calcio metelliano che, dopo la giornata di ieri, appare sempre più nero. Ora che anche questa pista si è chiusa la “palla” è tornata a Galdi. “Bisogna prendere atto che la lodevole iniziativa dei tifosi si è chiusa. Ora spero di trovare un’altra soluzione”.


[Fonte: Tuttomercatoweb]

In passato lo stadio era un luogo di ritrovo, un’agorà nella quale ognuno poteva dare sfogo ai propri sentimenti per la squadra del cuore; un luogo di cultura sportiva in cui portare i figli a vedere la partita, le curve piene di colori, la coreografia prima della partita, etc. Tutto questo nel calcio moderno non esiste più.

 

Scritte contro la tesseraIn questo senso, la tessera del tifoso si pone come l’ultima delle tante mazzate alla passione sportiva che ha sempre contraddistinto il tifo calcistico. Essa nasce da un’idea del Ministero Degli Interni, al fine di ridurre la violenza negli stadi.

L’introduzione della tessera inizia l’estate scorsa, attraverso l’obbligatorietà di sottoscrizione per chi si volesse abbonare. Il popolo del tifo si spacca subito in 2 parti, quelli a favore e quelli contro la tessera. Questa distinzione genera spaccature in molte curve d’Italia, tra cui quella del Palermo, sfociata in un periodo in cui, al Renzo Barbera, si sentivano in contemporanea 3 o più cori.

Al programma tessera del tifoso, si sono adeguate tutte le società di Serie A, alle quali era stato consigliato di adeguarsi al progetto del Viminale. Dal momento della sua introduzione, la tessera è stata bersagliata di critiche dai gruppi organizzati di ogni curva d’Italia, da gruppi di cittadini e dalle istituzioni internazionali del mondo del pallone, come ad esempio la Uefa.

La tessera è stata oggetto di analisi anche da parte di Cristiano Militello, di “Striscia La Notizia”, il quale ha dedicato parecchio tempo al problema “tessera del tifoso”, sottolineando parecchi aspetti negativi della stessa, tra cui quello commerciale.

Quello che Militello ha sottolineato di più nei suoi servizi è il fatto che gli scontri intra-stadio non sono affatto diminuiti, bensì quest’anno sono accaduti episodi paradossali, con tifoserie avversarie, che sono finite per trovarsi accanto nei settori distinti.

Due rapidi esempi di questa follia organizzativa nella stagione 2010/2011 sono Brindisi – Avellino e Salernitana – Paganese. Ciò si è verificato per un “difetto” del programma tessera del tifoso: infatti chi non fosse provvisto di tessera del tifoso non poteva comprare i biglietti del settore ospiti, ma era costretto a mettersi nei distinti, insieme alla tifoseria avversaria!

I dati inoltre parlano chiaro: alcune società come Napoli, Roma e Lazio, nella stagione 2010/2011, hanno subito un crollo verticale degli abbonamenti; i tifosi infatti hanno preferito l’uso dei biglietti singoli, per i quali la tessera non è obbligatoria, piuttosto che abbonarsi sottoscrivendo la tessera. Esistono diversi gruppi sui più importanti social network che invitano a non tesserarsi, ma non solo; infatti forum, siti di gruppi organizzati di tifosi,etc., sono diffusi in tutta la rete, per combattere la tessera del tifoso.

Per limitare gli incidenti, il Viminale ha previsto, come forma di prevenzione, quella di imporre la tessera anche per andare in trasferta. Questo porterà altri danni economici alle società; infatti non potendo andare in trasferta nemmeno senza tessera, i tifosi non potranno comprare i biglietti del settore ospiti, ergo ci sarà un calo delle vendite.

Questa benedetta tessera è nata male e sta continuando peggio. La domanda è: Perché viene continuamente difesa da Maroni? Perché non vengono ammessi gli errori commessi nel regolamento? La risposta appare abbastanza semplice.

Se la tessera finisse con il fallire, sarebbe sia una sconfitta politica per la Lega e per Maroni, sia la prova di anni di sbagli. Perciò si preferisce difenderla, con i suoi pregi e i suoi difetti, cosa che è successa in occasione della richiesta della A.S. Roma all’Osservatorio, di potere sottoscrivere abbonamenti anche senza tessera del tifoso; a questa proposta l’Osservatorio, come tutti sappiamo, ha risposto picche.

In tutte le curve d’Italia il tifo si è spaccato; curve in cui vari gruppetti cantano contemporaneamente cori diversi; gruppi storici che vengono a sciogliersi causa dissidi interni; etc. Quando nel calcio manca il tifo, lo stadio diventa un teatro, un luogo in cui la gente si siede, guarda lo spettacolo, applaude se gli piace, mormora se non gli piace.

Niente più cori, niente più fumogeni, niente più tamburi che scandiscono il tempo dei cori, niente più striscioni, niente più bandiere con aste chilometriche, sostituite da piccole aste in plastica componibili, niente più coreografie, niente più colori, a volte niente più gente.

Quando vengono a mancare tutti questi elementi, vi è la morte del calcio, un calcio gravato dal peso della sua modernità, con pay-tv che decidono gli orari delle partite, le interviste, gli acquisti che una squadra può o non può fare, in diretta conseguenza ai diritti Tv elargiti a quella squadra.

Da un po’ di anni la passione per il calcio sta morendo; una passione che è stata la fiamma del calcio per oltre un secolo e che ora rischia di spegnersi.

Teniamo accesa la fiammella!


[Fonte: Blog Sicilia]

Tifosi divisi sulla nuova “Salerno Calcio”. Come sottolinea anche il Corriere del Mezzogiorno, gli ultras salernitani sono sull’orlo di una nuova clamorosa scissione dopo quella del 2005: tanti i gruppi storici che non seguiranno la neonata Salerno Calcio in serie D, in mille abbandoneranno l’Arechi.

Il fallimento e la cancellazione della Salernitana 1919, sono la causa di una profonda ferita in seno alla tifoseria salernitana, che nessuno sembra aver valutato adeguatamente. Ad oggi, con comunicati stampa, forum, pagine di Facebook e manifesti attaccati in strada, i gruppi che hanno già annunciato che non seguiranno la neonata Salerno Calcio di Lotito e Mezzaroma sono il Wild Group, Blocco 88 East Side, gli ex Plaitano e Granata South Force e molti altri ancora. Il motivo è uno solo. La squadra che rappresenterà la città di Salerno nel prossimo torneo di D non si chiama Salernitana, non ha il cavalluccio come simbolo e non ha nemmeno la maglia granata. Insomma è un’altra cosa. “Nessuna squadra può identificarsi con la Salernitana Sport, già Unione Sportiva Salernitana, finché non avrà acquisito la titolarità dei suoi beni immateriali: denominazione sociale, simbolo, colori sociali, diritto all’identità sportiva – così i Wild Group che in un comunicato stampa proprio spiegano perché tanti ultras abbandoneranno lo stadio Arechi – Nella stagione 2011/2012, la Salernitana non disputerà alcun campionato di calcio. Pertanto, in linea con le posizioni assunte sin dal 2005 ed in attesa del ritorno in campo dell’unica Salernitana, non sosterremo nessun’altra squadra di Salerno. Ci auguriamo vivamente che la proprietà del neocostituito sodalizio denominato Salerno Calcio, cui rendiamo il merito di non essersi illegittimamente appropriata dei segni distintivi di altre squadre, consideri prioritario l’obiettivo di riportare in campo la Salernitana e si adoperi con il massimo impegno affinché ciò possa accadere nel più breve tempo possibile». Sulla pagina Facebook di C. R., leader storico dei Gsf, in molti hanno lasciato commenti, ribadendo che la Salerno Calcio non rappresenta i tifosi salernitani; la stessa cosa accade sulla pagina della Granata South Force. Per non parlare dei manifesti — apparsi anche sotto il colonnato di Palazzo di Città— nei quali gruppi di ultras chiedono innanzitutto l’acquisto del nome e del simbolo come condizione unica per tornare allo stadio. «L’acquisto di nome, simbolo e colori sociali— si legge nel manifesto — è la conditio sine qua non per il sostegno della tifoseria verso la nascente società calcistica Salerno Calcio. Fino a quel momento questa nuova società non può dirsi erede della Salernitana a cui tutti noi siamo legati. Certi della vostra comprensione, aspetteremo l’evolversi degli eventi» . Intanto in città è iniziata una vera e propria corsa alle «reliquie granata». Tutti sono a caccia di souvenir come magliette, adesivi, foto, bandiere, gagliardetti e sciarpette ancora in vendita negli storici negozi dedicati alla Salernitana, una vera e propria mania che sta approdando anche su internet dove simili oggetti «amarcord» sono già quotati nelle aste di Ebay.

 

[Fonte: Uno Tv]

La stessa procedura è stata adottata in mezza Italia, da Genova a Parma, da Cesena a Roma: laddove totale ed incondizionato è stato il diniego delle tfoserie alla tessera del tifoso, le Società hanno concesso la prelazione sui biglietti ai vecchi abbonati che non hanno inteso piegarsi alle logiche commerciali della Tessera stessa. Dunque dovrebbero aprire inchieste in tutta Italia? Le varie associazioni dei consumatori invece, che in questo caso ritengono “discriminati” gli altri tifosi, dov’erano quando invece venivano discriminati quelli che non possedevano la TdT? Patetici. Tutti, associazione e organi inquirenti: pensate a fare sul serio e SEMPRE il vostro lavoro, non solo quando vi conviene e con(tro?) chi vi conviene.

Una serie di ultrà dell’Atalanta, circa 300 persone, poteva acquistare biglietti prima dell’apertura Tifosi atalantinidelle prevendite, grazie ad una corsia preferenziale che veniva garantita da due ricevitorie. E’ questa l’accusa che la Digos di Bergamo muove sia alla Curva Nord, quindi ai tifosi, sia all’Atalanta Bergamasca Calcio, in base alla legge che vieta “facilitazioni di qualsiasi genere alle associazioni di tifosi”. E ora l’Atalanta rischia una multa tra i 50 mila e i 200 mila euro. Ma soprattutto rispunta l’accusa di legame e di connivenza con quel gruppone di tifosi, i più accesi, gli ultrà.
L’anno scorso la società ha messo in atto una super campagna per gli abbonamenti, in grado di riempire tutta la curva Pisani. E i biglietti sono diventati introvabili. Ora, secondo la Digos, in due ricevitorie (viale Papa Giovanni a Bergamo e via Roma a Ponte San Pietro), c’erano due liste, una per ricevitoria, ciascuna con i nomi e i documenti fotocopiati di 150 ultrà, che potevano andare tranquillamente a ritirare il loro biglietto 24 ore prima che si aprissero le prevendite. Si tratterebbe, secondo l’accusa, di una situazione dovuta ad un accordo, nemmeno troppo implicito, tra tifosi e Atalanta.
Ultrà che acquistavano il biglietto: non poteva che essere così, trattandosi di super tifosi senza abbonamento perchè avevano deciso di non sottoscrivere la tessera del tifoso, alla quale si sono sempre opposti. Ma nei fatti, un abbonamento l’avevano, in ricevitoria, lasciando giusto un centinaio di ticket al resto del pubblico. Ed è per questo che nell’autunno e inverno scorso, sempre secondo la Digos, parecchi tifosi “normali” restavano all’asciutto e non potevano entrare allo stadio. Nessuna rilevanza penale, ma molta rilevanza per il mondo dei tifosi atalantini.
La polizia ha trasmesso la sua scoperta anche al pubblico ministero Carmen Pugliese, che aveva già aperto un fascicolo sulla stagione 2009/2010 nel quale si ipotizza l’associazione a delinquere per un gruppo di tifosi, tra cui C. G., e il concorso esterno in tale reato per altri, tra i quali l’assessore regionale D. B. e il sindaco di Gandosso A. M. I nuovi atti, ovvero la scoperta delle due liste in ricevitoria, potrebbero essere utili al pm per dimostrare come la Curva Nord potesse condizionare la società, dato che la Digos parte dal presupposto di un accordo tra Curva e società per le corsie preferenziali sui biglietti.
Niente tessera del tifoso, niente abbonamento e curva Nord vuota. Era questa la situazione all’inizio del campionato scorso. E un ultrà di Arzago, interrogato a marzo di quest’anno, ha ammesso che alcuni rappresentanti dell’Atalanta avevano chiesto conto ai tifosi della curva vuota e del silenzio durante le partite. Il tutto perchè mancavano i biglietti, aveva replicato la tifoseria, spiegandolo pubblicamente anche in un volantino.
Non è finita: il responsabile della biglietteria dell’Atalanta Omar Valenti ammette che “il dg Spagnolo, il presidente Percassi e il consigliere Fratus mi dissero che c’era il problema dei biglietti della Curva Nord e che bisognava riservarne circa 400”. Gli ultrà individuano a quel punto le due ricevitorie e lo riferiscono a Fratus, mentre Valenti racconta di essere stato invitato da Spagnolo, il direttore generale, a “verificare se era possibile anticipare l’apertura della prevendita, per favorire i tifosi e le ricevitorie. Ma il presidente Percassi mi ha sempre raccomandato di rispettare le regole”.
Una prima replica è arrivata dall’avvocato Roberto Bruni: “Non c’è stato un input della società Atalanta affinchè si vendesse solo agli ultrà. I biglietti potevano essere acquistati in anticipo da chiunque”.

[Fonte: Bergamonews]

COMUNICATO UFFICIALE COMITATO PRO APPIANI

Pubblicato: 29 luglio 2011 in Calcio

“Il vecchio campo Appiani… In qualunque altro paese del mondo un posto così sarebbe monumento se non nazionale almeno cittadino”

(Gigi Garanzini, “Nereo Rocco – La leggenda del Paròn”)

Lo stadio AppianiIl Calcio Padova ha da poco terminato di festeggiare il Centenario ripercorrendo tutta la propria gloriosa storia e sfiorando l’ impresa… I tifosi hanno ricordato le gioie ed i dolori, hanno rivissuto partite epiche… Alcuni hanno rispolverato ricordi, aneddoti… Altri, i più giovani, hanno guardato le immagini, hanno ascoltato affascinati…

… E tutti hanno sempre parlato di lui… Lo STADIO APPIANI…

… Rimpiangendo la sua GRADINATA…

Che, traboccante di tifosi biancoscudati, ha rappresentato e rappresenta l’ideale filo conduttore della nostra memoria sportiva…

… Quella gradinata che a breve, dopo essere stata abbandonata all’incuria per anni, verrà DEMOLITA e con essa gran parte della nostra storia!

Il COMITATO PRO APPIANI, apolitico, sorto spontaneamente dalla passione e dai ricordi di numerosi tifosi biancoscudati di tutte le età,

rifuggendo l’idea che l’incuria di ieri diventi oggi la scusa per distruggere i ricordi sportivi della nostra città

s’è posto come obiettivo quello di far sì che venga conservata la gradinata, cuore pulsante dell’appiani e suo elemento caratterizzante, nell’ambito di una riqualificazione dell’intero stadio per un utilizzo a fini sportivi di base, sociali e culturali, per i più giovani ed i meno giovani.

Invitiamo tutti ad una riflessione, giunti a questo punto: non si puo’ che constatare l’ assenza di un vero progetto condiviso anche e soprattutto dai tifosi, riguardo cio’ che viene presentato come riqualificazione ma che invero appare essere un mero abbattimento, prova ne è il numero, mutato di volta in volta, dei gradoni che avrebbero dovuto essere mantenuti, ma che invece verranno completamente rasi al suolo e sostituiti da un manufatto posticcio, con l’ effetto di rendere visibile, a chi calchera’ il mitico terreno di gioco, il costruendo parcheggio e non piu’ le cupole di Santa Giustina. nella speranza che il parcheggio stesso non nasca per poi svilupparsi proprio sulle ceneri di quel poco che rimarra’ del caro vecchio Appiani.

Dubbi che alimentano molte perplessita’ a riguardo.

E che meriterebbero almeno una prima e chiara spiegazione da parte degli organi competenti.

La gradinata rappresenta l’Appiani, l’Appiani rappresenta la Padova sportiva.

Comitato Pro Appiani

Per info: comitatoproappiani@gmail.com


[Fonte: La Padova Bene]

Niente, il nuovo adetto alla comunicazione della Fiorentina proprio non riesce a superare i problemi di compatibilità ambientale…

Lo striscione contro TeotinoNon è passata inosservata la notizia che Gianfranco Teotino, nuovo addetto alle comunicazioni della Fiorentina, terrà questo pomeriggio una conferenza stampa; infatti alcuni tifosi viola giunti a Cortina per seguire il ritiro – appartenenti al gruppo Vacillo Ma Non Crollo – hanno appeso proprio accanto alla sala stampa uno striscione polemico nei confronti del dirigente viola, in cui si può chiaramente leggere ”Gobbo chetati”.

[Fonte: Tuttomercatoweb]