Archivio per agosto, 2011

Forse sarebbe più corretto dire “Dietro la Juventus c’è la Fiat” che, per quanto si possa discutere sui modi in cui la società bianconera si sia accapparata l’area ex Stadio “Delle Alpi” dal Comune di Torino, comunque ha investito di propria tasca. Dietro la Juventus non c’è il vuoto, dietro la Juventus ci sono tutta una serie di società a cui piacerebbe fare lo stadio di proprietà sì, ma sulle aree, con gli immobili e con i soldi della comunità. Cosa ha permesso alla Juve di fare lo stadio nonostante la mancanza di una legge? Cosa invece lo vieta alle altre società? La risposta è semplice: soldi. Se li hai, fai.
Oramai é fatta e – grazie anche allo sciopero dei calciatori – la stagione calcistica 2011-2012 sancirà una sorta di “anno zero” nell’imprenditoria e nello sviluppo del management delle società sportive. Merito della Juventus e del suo progetto che ha permesso, malgrado i cavilli e gli impedimenti burocratici tutti italiani, di avere uno stadio di proprietà con cui affrontare la difficoltosa gestione economica del club, permettendo alla dirigenza di poter amministrare secondo solide basi imprenditoriali le casse bianconere evitando storici e cronici rossi in bilancio. Infatti, il “progetto stadio” della Vecchia Signora – oggi primo e unico in Italia – aprirà ufficialmente la stagione di un cambio radicale di gestione di un club professionistico, con un impianto che permetterà entrate economiche costanti e ‘automatiche‘, direttamente proporzionali alle capacità aziendali della dirigenza, senza dover dipendere da diritti televisivi, cessione di diritti d’immagine, merchindisgn spesso gestito da terzi. Appuntamento l’8 settembre per il debutto ufficiale bianconero.

stadi di proprietàIL PRIMO GRANDE INVESTIMENTO DEL CALCIO ITALIANO – É un evento eccezionale che non puó, nè deve essere lasciato solo. Certo, alla Juventus poco importa se il suo modello verrà seguito o meno da altre società calcistiche, ma al sistema calcio ció importa eccome. E sono i numeri e le strategie messe in atto dal club torinese a parlare da sole: la Juventus Arena, costa oltre 100 milioni di euro, non peserà quasi per nulla sui bilanci bianconeri alla voce ‘perdita‘, visto che il progetto imprenditoriale prevede la cessione del ‘naming‘ dell’impianto ad uno sponsor – accordo già trovato con un contratto con la società Sportfive che per i prossimi 12 anni e per un totale d’incasso di 75 milioni si occuperà di trovare uno sponsor cui ‘intitolare’ lo stadio senza entrare in conflitto con gli attuali mani sponsor Nike e, ovviamente, Fiat.

stadi di proprietàUNO STADIO A 360 GRADI, A COSTO ZERO – Oltretutto, l’iniziativa “accendi una stella” permetterà ogni 10 anni ad avere incassi costanti, visto che i tifosi posso o acquistare per quella durata una delle 50 stelle a disposizione nello stadio, oggi per un prezzo di 250 (stella silver) o di 350 euro (stella gold) ma che è destinato inevitabilmente ad aumentare di volta in volta. Infine, altri introiti diretti arriveranno dall’area commerciale a disposizione all’interno dello stadio, di 34.000 metri quadri. Una superficie utile facente parte dell’impianto, dove verrà completato un centro commerciale (denominato “Area 12″, in onore del tifoso, dodicesimo uomo in campo, con una superficie di vendita pari a 19.500 metri quadrati, suddiviso in tre corpi. Sarà costituito da un ipermercato accompagnato da una galleria commerciale con 60 negozi. A fianco avrà gli altri due edifici, uno dei quali sarà dedicato ad una catena di fai-da-te, mentre l’altro ospiterà un’area ristorazione ed una catena hi-fi. Sono previsti 2.000 posti auto, di cui 800 interrati. E non è da tenere in secondo conto anche il battage pubblicitario che ha promosso il nuovo stadio in tutta Italia chiamando a sè i milioni di tifosi bianconeri sparsi per la Penisola.

stadi di proprietàLA NUOVA VIA PER SCAPPARE DALLA CRISI – Nel recente passato calcistico europeo e internazionale, l’Italia è spesso stata padrona incontrastata del sistema: i top player volevano venire solo da noi. Oggi peró dobbiamo fare i conti con una realtà ben diversa, più pesante e fortemente ridimensionata. Il fair play finanziario sarà una risorsa importante ma non risolverà tutti i nostri problemi di competitività, perché il fatturato di certe squadre europee resterà sempre il doppio rispetto al nostro. E le distanze saranno identiche alle attuali con un conseguente e costante crollo del nostro sistema-calcio. È oggi che bisogna far crescere il fatturato con stadi di proprietà e diritti tv più cari, diversificando l’indotto, prevenendo perdite e ‘gestendo‘ i ricavi.

LE SIRENE INCANTATRICI DELL’ESTERO – Ció che sta accadendo all’estero è un fenomeno estemporaneo seppur allettante: nuovi mecenati straricchi che investono senza freni in club per portarli al top del calcio che conta. Nuovi ricchi russi e arabi che non guardano a spese, scippando giocatori con ingaggi impensabili: questi sono i nuovi Manchester City, PSG, Anzhi e Malaga. Ma è un fuoco di paglia, ricalcando ciò che accadeva anche da noi tra gli anni 70 e 80 quando nel calcio imperversavano proprietari “ricchi e scemi” che gestivano le società senza alcuna logica imprenditoriale aziendale. Certo, grazie a questi ‘mecenati’ Esteri i fatturati dei vari campionati è aumentato con una conseguente nuova geopolitica: nel 2009-2010 la Premier ha avuto 2.700 milioni di fatturato, la Bundesliga ci ha superato appena con 1.550, noi siamo a 1.500. E’ questo che fa appeal, il potere di acquisto, ma quanto durerà?

stadi di proprietàITALIA, TERRA DI BUROCRAZIA AD OLTRANZA – Il cammino ‘virtuoso‘ della Juventus, in questo senso, dovrà avere un seguito ma in Italia, l’attuale legge in vigore impedisce ai club calcistici di poter usufruire di impianti a propria gestione o di costruirne ad oc in tempi brevi e con spese contenute. L’ultimo grande evento calcistico che ha popolato il nostro Paese e che ha permesso un Eldorado‘ delle risorse sportive italiane risale oramai al 1990 con i Mondiali delle ‘notti magiche’. Molti degli attuali impianti ancora in vigore, risalgono a quella data, lontana oramai più di 20 anni. In vista non ci sono nè Europei, nè Mondiali e quindi la rifondazione deve partire utilizzando le proprie risorse interne economiche e politiche. Purtroppo, tornando al progetto ‘Juventus Arena‘ (o Juventus Stadium) se si verificano i tempi che sono stati impiegati dalla genesi del progetto alla realizzazione finale di questi giorni, si comprende come anche il più ardito imprenditore debba alzare le mani: Il progetto risae al marzo 2008, l’inizio dei lavori di costruzione solo al giugno 2009.
In mezzo, tanta burocrazia, appalti, concessioni e carte bollate; solamente la costanza di lascia un cantiere aperto notte-giorno ha poi permesso di finire il tutto nell’estate 2011. In totale, peró ci sono voluti più di tre anni, quando in altri Paesi – ad esempio nella vicina Austria – dalla progettazione all’inizio dei lavori non passano più di tre mesi. E quello della Juventus puó essere considerato una ‘Mosca bianca’, un’eccezione che conferma come in Italia la burocrazia sia la madre di molti problemi.

LA BATTAGLIA DEL CAGLIARI DI CELLINO – Ci sono anche altre realtá che stanno affrontando da anni il discorso ‘stadio di proprietà‘ senza trovare sbocchi utili. Sia Milan che Inter sono da tempo ai ferri corti con il Comune di Milano, mentre i rispettivi progetti giacciono in qualche cassetto senza avere le necessarie autorizzazioni e i nulla-osta utili per allontanarsi da San Siro e ‘vivere‘ ognuno il proprio impianto. Le cronache recenti evidenziano anche seri problemi a Cagliari, dove Cellino è in guerra con la legge per ottenere l’ok al progetto di uno stadio di proprietà di 20 mila posti non distante dalla zona aeroportuale del capoluogo sardo. “Qui uno stadio non si farà mai“. “Come Enac abbiamo fatto la valutazione del rischio sul progetto e non si ravvisano le condizioni per costruire”. “Il nostro parere è obbligatorio e vincolante e in caso di rilascio di autorizzazioni ci troveremo davanti all’obbligatorietà di una denuncia alla magistratura”. “Se ci fosse un grosso concentramento di persone un incidente diverrebbe una strage e io stragi non ne permetterò’”. “L’Enac ha il compito di vigilare, così come i comuni”, sono queste infatti alcune delle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Riggio, presidente dell’ENAC, a Cagliari per l’inaugurazione del nuovo terminale aeroportuale.
Non accettiamo alcun tipo di diktat, troppo spesso in nome del progresso, degli altri, il territorio ha patito soprusi che mai, a distanza di anni si è potuto verificarlo, hanno portato dei veri vantaggi per l’Isola. Da Sardi imprenditori questa volta non intendiamo farci intimidire”, la risposta piccata di Cellino che non demorde.

stadi di proprietàZAMPARINI E LA GUERRA INFINITA PER LO ZEN – Stesso scenario a Palermo, società del fumantino presidente Zamparini che – tra una minaccia di cessione e l’altra – sta studiando ad uno stadio tutto di proprietà rossonero. “Il Palermo avrà molto presto il suo nuovo stadio. Sarà un impianto da 35mila posti, sarà moderno ed efficiente, con sale di ritrovo e cinema e il nome frutterà 5 milioni di sponsorizzazione. Sorgerà al posto del Velodromo Borsellino, nel quartiere Zen, costruito nel 1991 e presto diventato una cattedrale nel deserto“. L’annuncio c’è stato, lo stadio ancora no e il progetto risale al lontano marzo 2006 quando lo stesso Zamparini si arrischió a dire “I lavori per il nuovo stadio inizieranno il prossimo anno”. Dopo oltre cinque anni, ancora nulla. Manca la parte burocratica e organizzativa, con le nuove leggi ci sono tanti controlli. Sarà un impianto usufruibile sette giorni su sette, sarà ultramoderno e avrà al suo interno ristoranti, bar, cinema, palestre, sale di ritrovo e centri di benessere. Tutto deciso anche per il nome. Sarà quello di un marchio importante, che possa garantisca almeno quei “cinque milioni l’anno di sponsorizzazione che vale lo stadio”. Ma un po’ in tutta Italia, le società hanno abbozzato vari progetti di impianti sui modelli stranieri.

stadi di proprietàTUTTA L’ITALIA DEL CALCIO COL PROGETTO NEL CASSETTO – Il Siena invece si sposta a Isola d’Arbia, zona sud della città, per uno stadio tra le famose colline con una curva sola e 40mila posti a sedere al coperto; accanto il palazzetto della Montepaschi oltre a altri servizi consultabili sette giorni su sette.  C’è la famiglia Garrone che intenterà costruire a due passi dall’aeroporto di Genova, a Sestri Ponente, con l’aiuto di una holding olandese (270 i milioni di euro da investire) per tirar fuori una arena da 30mila posti su tre piani; progetto svanito davanti ad un nuovo parcheggio dalla dubbia utilità e dal raffreddamento della stessa famiglia nei progetti a lungo termine dopo la recente retrocessione. non si lasciano sfuggire l’occasione anche i Pozzo, determinati a ristrutturare il Friuli con tanto legno, soprattutto dopo le cessioni faraoniche di Sanchez e Inler. Anche le milanesi non stanno a guardare. L’Inter intenderebbe traslocare o a Rozzano o nei pressi del futuro Expo 2015, il Milan è sospeso tra un trasloco a Rogoredo e una ristrutturazione strutturale di San Siro.

stadi di proprietàANCHE IN CAPITALE, ROMA E LAZIO VERSO I PROPRI STADI – Per quanto riguarda la capitale, la Roma stava facendo con la famiglia Sensi, sondaggi per costruire il suo nuovo impianto nei pressi di Torrevecchia, un progetto che è rimasto in stand-by ma che dovrebbe riprendere vita con Tom DiBenedetto, neo proprietario italo-americano dei giallorossi. “Siamo in trattativa con le autorità competenti. Speriamo che a breve si possa trovare una soluzione per dare alla Roma il proprio stadio” ha detto il patron della Magica. “Stiamo verificando dove e come costruirlo e crediamo che quest’opera sia possibile da realizzare. Potrebbe portarci grandi vantaggi economici”. Mentre la Roma è al guado, la Lazio di  Claudio Lotito parrebbe in una fase più avanzata col suo stadio delle Aquile, nelle campagne della Tiberina: la volontà e il progetto c’erano da tempo ma l’amministrazione Veltroni aveva sempre bocciato l’iniziativa. Renzo Piano ha lavorato al nuovo San Nicola, Brescia e Bergamo pensano di traslocare fuori città, persino a Viareggio c’è un progetto.

stadi di proprietàLA POLITICA: PAROLE, PAROLE MA LA LEGGE DOV’E’? –Speriamo che entro l’estate il Parlamento approvi la legge sugli stadi di proprietà, c’è l’accordo di tutti ed è il tassello mancante nella politica della sicurezza delle manifestazioni sportive“. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della riunione dello Standing Committee del Consiglio d’Europa sul contrasto alla violenza nelle manifestazioni sportive lo scorso giugno. “Ora quasi tutti gli stadi – ha ricordato Maroni – sono di proprietà pubblica e noi vogliamo invece che gli stadi possano essere di proprietà dei club. In questo modo gli impianti sono più vissuti, più controllati e quindi più sicuri. Si tratta quindi – ha aggiunto – di una legge utile sia per i bilanci delle società sportive che per la sicurezza e l’ordine pubblico“.
Queste le parole, ma i fatti? Ad oggi non si hanno ancora notizie, mentre i progetti giacciono nei cassetti e i tifosi sono costretti per un’altra stagione almeno ad andare in impianti sempre più fatiscenti.

[Fonte: Calcio Fan Page]

Curiosi ed emblematici certi casi, di quanto il calcio italiano sia caduto in basso. Per quanto comici, sono altresì lo specchio fedele di come chi comanda il calcio viva al di sopra delle possibilità.

Calciatori dell'InterGià mortificati per la partenza del bomber Eto’o, adesso i tifosi dell’Inter, a poco meno di un anno e mezzo dal famoso triplete, temono di vedersi “sequestrare” un loro idolo. Succede, infatti, che un’azienda di piscine e vasche idromassaggio di Eraclea, nel veneziano, è pronta a “pignorare” un calciatore dell’Inter qualora la società nerazzurra non saldasse un debito di 85mila euro già riconosciuto dal giudice. La richiesta è dei titolari della “Cemi” che all’azienda di Moratti hanno fornito vasche benessere ad Appiano Gentile (Como), in virtù del fatto che quegli 85mila euro non sono mai arrivati nelle casse dell’azienda di idromassaggi.
«Potremo a questo punto – hanno spiegato i legali dell’azienda veneziana – pignorare i conti correnti dell’Inter o uno dei suoi giocatori».

[Fonte: Il Sole 24 Ore]

Il Presidente dell’Hellas Verona Giovanni Martinelli ha avuto parole dure nei confronti di chi critica continuamente le scelte della società scaligiera.

Hellas Verona “Se si presenta l’occasione, cedo la società al primo che passa. Non è possibile che gli sforzi fatti personalmente, nell’intento di abbassare il più possibile le spese di gestione per portare avanti la società nel migliore dei modi, vengano puntualmente messi sotto i riflettori per essere criticati”. L’ultima battuta del Presidente sui fischi dei tifosi veronesi ai giocatori di colore: “Mi sembra stupido sperperare seimila euro, l’equivalente di sessanta abbonamenti escluse le tasse, per degli ululati nei confronti di un avversario di colore che ha fatto solo il suo dovere. E’ ora di finirla, in questo modo si sprecano risorse utili al club a causa di comportamenti contrari alla nostra etica”.

 

[Fonte: Serie B News]

Immediata la risposta della società grigia alle proteste della tifoseria contro la tessera del tifoso e i prezzi troppo alti dei singoli biglietti che gli stessi sono costretti ad acquistare.

Tifosi alessandriniContro la tessera del tifoso e contro i prezzi alti, la tifoseria alessandrina sta protestando non sottoscrivendo alcun abbonamento. Le due proteste, diverse ma in un certo senso unite, vengono dai gruppi organizzati della Gradinata Nord e Materia Grigia, che chiedono da una parte “più serietà” e dall’altra “prezzi adeguati alla categoria”.

 

La risposta dell’Alessandria è arrivata praticamente subito, con il ritorno ai prezzi dello scorso anno sia per gli abbonamenti che per i biglietti, in modo da spingere nuovamente i tifosi ad avvicinarsi ai Grigi. Contemporaneamente, però, è arrivato lo stop alle stampe dei tagliandi, in attesa della risposta del TNAS sulla richiesta di sospensiva avanzata dal club alessandrino.

 

Ma per la Lega Pro ormai è chiaro: da domenica l’Alessandria dovrà giocare in Seconda Divisione, prima giornata in casa contro il Renate con tanto di designazione arbitrale (arbitro Alessio Petroni di Roma 1).

 

[Fonte: Giornal.it]

Nelle istanze le due associazioni hanno messo in rilievo, ai fini di una rapida decisione, la non necessità di espletare ulteriori attività istruttorie e l’urgenza della decisione medesima, tenuto conto della fase avanzata delle campagne abbonamenti.

Tifosi genoaniIl TAR del Lazio – Sezione I, nella Camera di Consiglio tenutasi questa mattina, si è riservato di decidere sulle istanze del Codacons e di Federsupporter, quest’ultima assistita e difesa dall’Avv. Carlo Guglielmo Izzo. Tali istanze, presentate ai fini di una rapida decisione nel merito, riguardano il ricorso del Codacons, in unione con Federsupporter, per l’annullamento del  provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che aveva archiviato la segnalazione concernente l’esistenza di pratiche commerciali scorrette da parte delle società di calcio in relazione al rilascio della tessera del tifoso.
In particolare, al centro della segnalazione  e del ricorso delle predette Associazioni, è stato posto il fatto che, per ottenere la tessera e, conseguentemente,  abbonamenti e/o  biglietti, i sostenitori  sono,  in pratica, costretti ad acquisire anche una carta di credito ricaricabile ( revolving), incorporante la stessa tessera.
Nelle loro istanze, Codacons e Federsupporter hanno messo in rilievo, ai fini di una rapida decisione del TAR del Lazio, la non necessità di espletare ulteriori attività istruttorie e l’urgenza della decisione medesima, tenuto conto dell’inizio dei campionati e della fase avanzata delle relative campagne abbonamenti. Si auspica che la decisione  possa, dunque, intervenire in tempi brevi.

[Fonte: Pianeta Genoa]

Lo zoccolo duro dell’Avellino sarà il dodicesimo uomo in campo nell’arco della stagione che sta per iniziare. Di questo siamo certi, ma al momento, la torcida biancoverde desiste dal sottoscrivere l’abbonamento.

Tifosi avellinesiInfatti, con un comunicato uno sparuto gruppo fa sapere tramite una mail al nostro giornale che preferiscono acquistare domenica dopo domenica i biglietti per le gare interne ed esterne dei lupi.

Ecco il comunicato:

A nome di tutti gli Ultras Curva Sud, comunichiamo alla dirigenza che visto lo stallo per la capienza dello stadio Partenio-Lombardi in cui versa da diversi anni, la tifoseria ritiene opportuno pagare i biglietti partita per partita, rinunciando agli abbonamenti onde evitare di essere sballottati in campi neutri per assistere alle gare. Chiudiamo con un ringraziamento alla società per i sacrifici effettuati per l’iscrizione in C-1 e all’allestimento della squadra. Sicuramente gli Ultras faranno la loro parte”. Ma dopo la diffusione del comunicato i vertici della Curva Sud prendono le distanze annunciando che non si tratta di una loro iniziativa, ma soltanto di uno sparuto gruppo e che non sono neanche a conoscenza degli autori. Infatti, nella giornata di domani ci sarà un comunicato di smentita.
[Fonte: Irpinia news]

Il presidente del Crotone Gianni Vrenna ringrazia gli ultras della curva per aver sottoscritto la tessera del tifoso.

Il presidente Vrenna“E’ con grande gioia, ma anche con enorme soddisfazione che, dopo tanti giorni in cui sono stato accompagnato solo da tante delusioni ed amarezze, per le motivazioni che ho già esternato, voglio estendere il mio più sincero dei GRAZIE, a tutti gli ultras della Curva.

A tutti quei tifosi che hanno sempre dimostrato di volere bene al Crotone ed a questa società, e che continuano a farlo, incondizionatamente…

Dico GRAZIE agli ultras della Curva, che presto saranno un unico gruppo, un’unica forza, ancora più numeroso e caloroso, e tutto per il nostro Crotone, perché hanno dimostrato grande amore per la loro squadra del CUORE, e soprattutto attaccamento verso la mia persona.

Hanno dimostrato affetto e vicinanza verso questa società, ma soprattutto evidente ed accresciuta maturità, sottoscrivendo tutti la Tessera del Tifoso, e consegnando all’esterno un messaggio di sana sportività, nonché un segnale estremamente positivo.

Perché, cosi come mi hanno personalmente informato, vogliono continuare ad essere ultras, ma tifando la propria squadra civilmente, correttamente e nel pieno rispetto delle regole.

Intendono fermamente diventare uno degli aspetti positivi della nostra città e della nostra provincia, attraverso il rilancio della immagine e cultura del tifo, portando avanti iniziative sociali ed eventi che ruotano intorno al Crotone Calcio, come per esempio, e tra le altre cose, la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive.

Ed è per tali ragioni che a questi tifosi con la T maiuscola, dico ancora GRAZIE, assicurando loro tutta la vicinanza di cui necessiteranno, perché siamo convinti che il mondo del calcio abbia più che mai bisogno di tifosi veri, che amano il calcio nella sua piena essenza, e più nello specifico il nostro Crotone”.

Gianni Vrenna

Patron F.C.Crotone

 

[Fonte: FC Crotone]