Archivio per settembre, 2011

Sport. Al via il progetto BSolidale

Pubblicato: 30 settembre 2011 in Calcio

Certo che è grottesco: lavorare per ricostruire il senso di comunità e di appartenenza di una città attorno alla propria compagine sportiva. Esattamente il contrario di quello che fa lo Stato per mano di Maroni e dell’Osservatorio, che smembra la collettività sportiva in tifosi più o meno nobili a seconda del possesso o meno di una misera scheda di plastica…

In principio fu “Il Pescara ai pescaresi”, titolo del progetto per una nuova società di calcio preso a prestito dalla realtà: nel campionato 2008/2009 l’associazione “Pescara siamo noi”, formata da tifosi, accompagnò la squadra sino alla fine della stagione facendosi carico delle spese per trasferte, lavanderie e altro che il club trascurava volutamente. Quest’anno, tocca a “Il Modena ai modenesi”.

«Il Comune», ricorda il presidente Maurizio Rinaldi, «si è impegnato per evitare che il calcio facesse la fine di altre realtà vicine, ad esempio a Mantova dove la squadra è fallita. Ha chiamato a raccolta il territorio e gli imprenditori del posto chiedendo un impegno, ha spiegato che avere una squadra è un’esigenza di tutta la città, ed eccoci qui. Dodici imprese raccolte in una srl che abbiamo chiamato Ghirlandina Sport, perché i simboli hanno un loro peso, due professionisti esterni e il Modena Sport Club, una cooperativa di 250 soci, costituita di fatto dai tifosi».

Alla riscoperta delle radici
Pescara, Modena: la serie B abita in città di queste dimensioni. In ogni campionato ci sono, di passaggio, quando gli va bene, le grandi, come quest’anno il Torino, la Sampdoria, il Bari, magari si può aggiungere il Brescia, ma per la B, anzi per la Bwin, come si chiama il campionato, la ricchezza è proprio il territorio. Lo spiega bene Paolo Bedin, direttore generale della Lega di serie B: «Dobbiamo riscoprire, e non subire, il rapporto con le nostre città; dobbiamo ritrovare quell’identificazione tra comunità e squadra che era naturale qualche anno fa. Oggi invece i ragazzini diventano tifosi delle grandi squadre, e solo dopo scoprono il club di casa loro. Dovrebbe essere il contrario. Per questo i casi di Pescara e Modena sono ancor più da sostenere. Voglio dire: la squadra di calcio in mano a imprenditori del posto, e non a una proprietà itinerante, è la garanzia che la prima preoccupazione dei dirigenti diventa la continuità, e con questa l’interpretazione di un ruolo sociale delle squadra che diventa naturale». Questa è la strada da seguire. Non solo BSolidale, ma anche difesa e promozione del territorio.

Torniamo a Modena. La città della Panini che con le figurine fa sognare tutto il mondo, la città che sempre col marchio Panini si è innamorata e continua a esserlo della pallavolo, il capoluogo della Motor Valley emiliana con la vicina Maranello, un posto speciale per il calcio visto che pure il Sassuolo gioca le sue partite interne della Bwin allo stadio Braglia. Ma perché il calcio il calcio in provincia sta tornando ad essere così importante?

Modello Platini
«Oggi una società fatica ad ottenere i ricavi che servono a coprire i costi», ammette Rinaldi, dirigente di quella Cpl Concordia, cooperativa che opera nel settore delle utilities, che ha la maggioranza delle quote di un capitale sociale da 120mila euro, «ma la stessa squadra è la vetrina della città, e può essere un laboratorio. Noi siamo un’avanguardia. Il Modena Sport Club in prospettiva acquisterà sempre più valore: appena toccherà quota mille soci sarà davvero a un passo da quel modello partecipato di gestione che è nei progetti dello stesso Michel Platini, il presidente dell’Uefa». «Adesso i nostri tifosi», continua il presidente, «hanno l’1% delle quote, ma vale di più il loro lavoro per la società: ci hanno dato una mano per la tessera del tifoso, per la vendita degli abbonamenti, immagino saranno i nostri migliori ambasciatori per l’anno prossimo: il 5 aprile 2012 festeggiamo il nostro centenario».

[Fonte: Vita]

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Un dopopartita a dir poco burrascoso quello di Alatri–Techna Ferentum, incontro di calcio valevole per il campionato di Promozione disputatosi nel pomeriggio di ieri, domenica 25 settembre.

A fare le spese del nervosismo dilagante il massaggiatore della squadra ospite, raggiunto con un pugno al volto da un soggetto, la cui identità non è stata resa nota. Di essa, tuttavia, dispongono i Carabinieri di Alatri, che lo hanno segnalato per il DASPO alle autorità competenti.

[Fonte: Il Giornale Nuovo]

Dunque anche dall’alto si sono accorti che, a parte la sgradevole questione commerciale, l’elemento più assurdo della tessera del tifoso è l’articolo 9. Per molti però la battaglia non era contro l’articolo 9 in sé, per quanto insulso, ma contro l’intero apparato-Tessera. Chiamatelo errore strategico ma l’eventuale sua cancellazione non cambierebbe di molto le carte in tavola.

Aggiornare la legge contro la violenza negli stadi (la 41 del 2007) in modo da escludere dal programma Tessera del tifoso solo le persone attualmente sottoposte a Daspo o a misure di prevenzione nonché i condannati per reati cosiddetti da stadio negli ultimi 5 anni. E’ quanto auspica l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, riunitosi oggi.

tessera del tifoso

La strategia del rigore, secondo l’organismo, sta «pagando anche in queste prime giornate di campionato, caratterizzate da ‘incidenti zero’, come la scorsa stagione». Alla luce di questa situazione, l’organismo ha auspicato che la propria interpretazione sui motivi ostativi al rilascio della tessera del tifoso «sia al più presto presa in considerazione dagli organi competenti per un aggiornamento del testo di legge, come richiesto dalle rappresentanze dei tifosi, con le quali la presidenza dell’Osservatorio ha già avviato una proficua collaborazione anche su altri temi». L’Osservatorio ha poi espresso «vivo apprezzamento» per l’operato della questura di Milano che oggi pomeriggio ha portato a termine una operazione di Polizia nei confronti di un gruppo di facinorosi ospiti a seguito del Plzen, trovati in possesso di coltelli, 32 fumogeni e numerosissimi oggetti atti ad offendere.

[Fonte: Il Capoluogo]

“A breve apriremo delle biglietterie proprio fuori lo Stadio, abbiamo già individuato il luogo dove mettere i punti vedinta”. A rivelarlo è Carlo Feliziani nel corso della trasmissione “Battito Giallorosso” in onda su T9. L’occasione è anche quella per tornare a parlare del carnet di biglietti partendo dai motivi che hanno spinto la Roma ad idearlo.

Molti tifosi hanno deciso di non aderire al progetto della tessera andando a comprare settimanalmente i singoli tagliandi per assistere alle partire. Questo ha determinato una serie di criticità soprattutto a livello organizzativo, così abbiamo studiato una soluzione alternativa che potesse risolverli, anche in considerazione delle esigenze dei tifosi. Da qui l’idea di lanciare il carnet di tagliandi (idea arrivata dopo il secco No dell’Osservatorio sugli abbonamenti anche ai non tesserati, n.d.r.)”. Prima dello stop del Viminale: “Noi ci siamo resi disponibili al confronto con tutte le istituzioni per dare i supporti tecnici e far comprendere che l’iniziativa non ha alcun tipo di problema di sicurezza. La tessera privilege c’è e da diritto ad una serie di privilegi (trasferte, sconti, carta di credito n.d.r.). Il nostro obiettivo è quello di far comprendere gli aspetti positivi del carnet, e ancora oggi non comprendiamo i motivi reali che hanno portato a bocciare l’iniziativa. Che qualcuno ce li spieghi”. Sul comunicato della Roma precisa: “E’ abbastanza eloquente, noi vogliamo comprendere cosa c’è che non va in quello che proponiamo. Il carnet da le  più ampie rassicurazioni perchè è in regola con le disposizioni  imposte dal progetto tessera del tifoso (vedi codice univoco, fototessera etc), a questo punto ci dobbiamo porre delle domande su cosa significa essere fidalizati e cosa significa tessera del tifoso”. Sui numeri di tessere e abbonamenti rilasciati Feliziani svela un dato eloquente: “I numeri dicono che nella stagione 2009-10 la Roma aveva 25 mila abbonati, l’anno successivo siamo passati a 18mila (quest’anno circa 16mila, n.d.r.). Per i più svariati motivi molti tifosi hanno deciso di non sottoscrivere la tessera e parlo anche di gente comune. A Parma per esempio ho incontrato un notaio che si lamentava della tessera che, anche  lui, ha deciso di non sottoscrivere“. Su qualche giornale, intanto, c’è chi sostiene che il carnet sia un’iniziativa per ingraziarsi la tifoseria in seguito ad un deludente inizio di stagione, Feliziani risponde cosi: “Non è assolutamente vero visto che l’idea era in cantiere ed è stata lanciata molto prima dell’inizio del campionato“.

[Fonte: Laroma.net]

Appello degli ultras biancoverdi in occasione della gara contro il Sorrento. Doppia seduta di allenamento per la squadra, fermo Labriola per febbre. Iniziata la prevendita.

Curva Sud AvellinoIl derby è sempre il derby: che sia Napoli, Benevento o Sorrento poco cambia, per il tifo organizzato è una gara dal sapore speciale. Avellino-Sorrento non è un semplice derby e non per la rivalità storica ma perché segna ufficialmente per i lupi il ritorno nel calcio che gli appartiene dopo due anni passati nel calvario di serie minori a giocare derby di tutt’altro spessore e di tutt’altro sapore. I tifosi sanno bene l’importanza della posta in palio, sentono la sfida contro i costieri e dopo le polemiche degli ultimi tempi e il calo di presenze (dai 3000 della gara d’esordio ai 2000 di quella contro il Tritium) sono scesi in campo chiamando a raccolta tutto il mondo del tifo biancoverde. L’appello è stato lanciato mediante comunicato inviato a tutti gli organi di stampa. Questo il testo integrale del comunicato:

Il calcio in Tv non è sport. E’ cinema.
Ti vogliono spettatore di un film, seduto sulla poltrona del salotto di casa tua.
Noi non ci siamo fatti convincere.
La prima fila per noi è sempre stata quella dei gradoni della SUD.
Mai semplici spettatori, sempre da protagonisti: una birra assieme prima di entrare allo stadio, l’attesa del fischio d’inizio, l’ansia e la speranza, sostenere la squadra, partecipare ad un coro, sventolare una bandiera, alzare le mani al cielo, stringere una sciarpa, gioire per un gol o per una vittoria, urlare contro l’arbitro, piangere, incazzarsi o disperarsi per una sconfitta, partire assieme per una trasferta.
Per noi il vero calcio è allo stadio: è aggregazione,
è passione, è condivisione di emozioni.
Noi raccontiamo momenti indelebili
che la televisione non potrà mai trasmettere.
Tu racconti la solitudine davanti ad uno schermo.
Noi corriamo dietro ad un pallone, tu corri appresso ad una telecamera che segue un’azione.
Ti chiediamo semplicemente di provare qualcosa di diverso, di vero.
Ti consigliamo e ti proponiamo un altro calcio,
quello che i nostri padri ci hanno fatto conoscere ed apprezzare,
quello che noi non smetteremo mai di amare.
Se vorrai seguire il nostro consiglio o se lo hai già fatto,
ricordati e prendi coscienza di chi sei, dove sei nato e la tua appartenenza.
La tua terra è l’Irpinia, la tua squadra è l’Avellino,
la sua maglia è bianco verde, il suo simbolo è il Lupo.
Le maglie a strisce bianche, nere, rosse e azzurre non ti appartengono.
Domenica 2 ottobre alle ore 15.00
al Partenio arriva il Sorrento
Ci vediamo sui gradoni. 

[Fonte: Tutto Calciatori]

Avendo ormai esaurito tutte le sacche di speculazione nelle categorie professionistiche, adesso l’Osservatorio comincia a vietare di tutto anche nei dilettanti. L’obiettivo finale è la desertificazione totale degli stadi, che loro poi chiamano “incidenti zero” per auto-celebrarsi.

Lo stadio di MessinaL’Osservatorio sportivo nazionale, ha inserito la partita di domenica, Messina-Acireale, tra quelle ad alto rischio. Pertanto, per motivi di sicurezza domenica il settore riservato ai tifosi ospiti, resterà chiuso e non potranno essere venduti biglietti ai residenti in provincia di Catania, su disposizione della Prefettura. Domani inizia invece regolarmente la prevendita in città ed in provincia nei consueti punti vendita. Sarà possibile acquistare i biglietti anche al San Filippo, alla biglietteria, prima della partita.

[Fonte: Gol Sicilia]

AVANTI NELLA BATTAGLIA! AVANTI ULTRAS!

Pubblicato: 30 settembre 2011 in Comunicati

Comunicato degli “Ultras Tito Cucchiaroni” della Sampdoria che racconta dal loro punto di vista, vicino ai fatti e privilegiato, quanto avvenuto a Bergamo durante la loro ultima trasferta.

Bergamo, sabato 24 settembre 2011. L’obiettivo era lasciare il segno, prendere posizione, riappropriarci di quei diritti che ci vengono sistematicamente negati. “TUTTI A BERGAMO” quindi, nonostante l’assurdo divieto, nonostante sapessimo bene sin dall’inizio che ci avrebbero negato l’accesso all’interno dello stadio (come, in effetti, è stato). Ma quest’ultimo non era il nostro obbiettivo primario. Ciò a cui miravamo era riappropriarci del diritto di movimento e di scendere in strada per manifestare il nostro libero pensiero, reagire alle imposizioni con una risposta a livello di presenza e partecipazione. Ma, sopra ad ogni altra cosa, volevamo riaffermare il nostro diritto di continuare ad esistere. Lo abbiamo fatto come meglio non si poteva, tornando a sventolare i nostri bandieroni, esponendo i nostri striscioni, cantando i cori di sempre, rimarcando la nostra contrarietà alla Tessera del Tifoso e a tutti quei provvedimenti che mirano ad eliminare la componente del tifo libero all’interno degli stadi. Su quel piazzale la parola divieto ha perso ogni significato. Boati, entusiasmo, battimani, aggregazione, ragazzi che si abbracciano dopo un gol. Non fosse stato per il fatto che non eravamo sui gradoni, bensì su di un piazzale per l’appunto, potremmo tranquillamente affermare che l’atmosfera era veramente quella di una volta, la stessa che ci ha accompagnato per decenni, sempre ovunque e comunque. Sabato la nostra vittoria è stata dimostrare ancora una volta, a noi stessi ma sopratutto a chi crede di poterci comandare reprimendo, che siamo forti e pronti per andare avanti nella battaglia, orgogliosi di difendere la nostra identità. Cogliamo infine l’occasione anche per smentire la notizia, apparsa su alcuni giornali e siti internet, che ci sia stata offerta la possibilità di entrare allo stadio da parte della questura di Bergamo.

BASTA REPRESSIONE! SI AL TIFO LIBERO!

[Fonte: Ultras Tito Cucchiaroni 1969]