Archivio per ottobre, 2011

Stangata per la Nocerina da parte del giudice sportivo di serie B che ha punito la società rossonera con una pesante ammenda (25mila euro) per gli scontri tra i tifosi della Nocerina e quelli del Verona.

 

Videoriprese scontri Disordini, tra l’altro, che hanno portato anche all’arresto di otto ultras nocerini incastrati dalle immagini del circuito di videosorveglianza dello stadio Bentegodi di Verona.
La Nocerina è stata multata perchè all’11’ del primo tempo, iniziato un fitto lancio di oggetti di varia natura (pezzi di ceramica divelti dai servizi igienici, bottiglie di vetro, sediolini di plastica, bengala) verso il settore occupato dai tifosi del Verona. Gesti che sono stati ripetuti durante la partita e che hanno provocato anche il ferimento di uno spettatore. Inoltre, i tifosi molossi, nel secondo tempo hanno anche rivolto un coro offensivo a Mandorlini e al termine hanno incendiato, nel proprio settore, materiale plastico. Oltre alla maxi-multa è stato diffidato anche il San Francesco.

[Fonte: Resport]

TIFO VIOLENTO. Sono comparsi davanti al giudice i supporter dell’Hellas arrestati venerdì scorso al termine della partita con la Nocerina. Hanno tutti tra 20 e 29 anni
Il gip: «Gli indagati non hanno preso coscienza dei fatti» E mantiene la custodia cautelare in carcere per i quattro gialloblù

 

Scontri Verona-NocerinaI 4 ultrà del Verona si sono difesi, sostenendo che, durante gli scontri, si trovavano chi al bar Nilla, chi al chiosco vicino a mangiare un panino o a bere una birra. Per il gip Laura Donati, però, si tratta di una difesa «assolutamente inverosimile e risibile».
E così per N. B., 20 anni, A. D., 29, M. M., 28, e L. M., 28, tutti incensurati, ieri non si sono aperte le porte della cella come speravano i loro legali, gli avvocati Mirko Zambaldo, Renzo Segala, Giuseppe Trimeloni e Federico Lugoboni. Il gip ha convalidato gli arresti operati dai carabinieri e ha disposto la misura cautelare del carcere. I difensori hanno già annunciato il ricorso al tribunale della libertà di Venezia.
I quattro ultrà degli Hellas sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale aggravata oltre che di lancio d’oggetti nei confronti delle forze dell’ordine insieme ad altri duecento tifosi gialloblù la sera del 28 ottobre al termine della partita tra l’Hellas e la Nocerina. Solo D. e B. devono rispondere anche di lesioni lievi nei confronti di due carabinieri, colpiti con pietre alle spalle ed alla schiena. È da escludere, scrive il gip Donati nel suo provvedimento, che la presenza degli indagati nei luoghi dove sono stati arrestati «fosse casuale». E ancora: «È purtroppo noto ..che la piazza di Verona è particolarmente pericolosa per i reiterati scontri che si sono verificati in passato».
I quattro tifosi del Verona devono, quindi, restare in carcere anche perchè c’è il pericolo di reiterazione del reato sia per «le modalità del fatto (particolarmente odiose)» che per le personalità degli indagati, «il cui comportamento è stato quello di sminuire al massimo i fatti». Il giudice ritiene anche che gli ultrà indagati «non hanno preso coscienza dei fatti loro addebitati». Non resta, quindi che il carcere perchè «è l’unica misura idonea a salvaguardare la comunità», ritiene il gip.
Anche le loro condizioni economiche pesano sulla decisione del tribunale. I quattro arrestati hanno un lavoro chi nell’azienda di famiglia, chi in banca, chi in un’agenzia immobiliare e questa condizione di «buone condizioni economiche…. è circostanza che.. aggrava la loro posizione» perchè si lasciano andare «ad episodi di violenza che non trova alcuna giustificazione personale o sociale». G.CH.

[Fonte: L’Arena]

Per loro scatteranno i provvedimenti Daspo

 

Sono stati denunciati dalla Digos i due ultras bresciani (di 22 e 24 anni) che il 17 ottobre, durante la partita Brescia–Pescara avevano aggredito alcuni sostenitori abruzzesi che assistevano all’incontro dagli spalti del settore di gradinata bassa. Già nelle ore immediatamente successive all’incontro un primo ultras era stato deferito alla procura di Brescia in quanto responsabile di lesioni personali aggravate. Ora, dopo l’attenta visione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza, altri due ultras tifosi sono stati denunciati. Le indagini hanno consentito di appurare che i due soggetti, entrambi residenti in provincia, si sono resi responsabili in un caso di scavalcamento della delimitazione che divide i settori di curva nord e gradinata e, nel secondo di mascheramento del volto. Le indagini proseguono per individuare altri soggetti coinvolti nell’aggressione, durante la quale rimasero feriti seppur lievemente due stewards. Nei prossimi giorni scatteranno l’emissione dei provvedimenti Daspo che a breve verranno notificati ai giovani denunciati e con i quali per un lungo periodo gli stessi non potranno assistere agli incontri di calcio della loro squadra.

[Fonte: Corriere della Sera]

Ha staccato un seggiolino dello “Stadium” e l’ha tirato contro gli ultras bianconeri. Tifoso genoano smascherato dalle telecamere di sicurezza.

 

La scorsa settimana lo Juventus Stadium è stato nell’occhio del ciclone per problemi legati alla stabilità dell’impianto (c’è ancora un indagine in corso sui materiali usati nella costruzione, ma la società è parte lesa e per ora lo stadio è agibile). Ora torna a far parlare di sè per una questione di sicurezza: però in positivo.

Nella gara di sabato scorso

Durante la partita di sabato scorso, le telecamere a circuito chiuso dell’impianto, che tengono sotto controllo i tifosi, hanno permesso di smascherare un tifoso del Genoa, che ha staccato con violenza un seggiolino del settore ospiti, lanciandone poi dei pezzi verso gli ultras bianconeri. Il tifoso indossava una felpa blu che gli copriva il volto. Nonostante ciò, è stato individuato e fermato già all’interno dello stadio dalla Digos, su segnalazione di uno steward. Si tratta di un genovese di 23 anni con precedenti. È stato denunciato: ma per lui sono scattate anche le procedure per il Daspo.

Intervento immediato

L’episodio è significativo perché il nuovo stadio della Juve, il primo di proprietà in Italia, nella gestione della sicurezza segue il modello inglese: consiste nell’individuare e allontanare subito, grazie al personale sugli spalti, alle telecamere e alla polizia, chiunque si renda responsabile di illeciti ed episodi di violenza. La prima denuncia allo “Stadium”, un mese fa, aveva colpito un tifoso della Juventus che aveva cercato di tirare uno schiaffo al bolognese Di Vaio, sotto la curva bianconera.

[Fonte: City]

Il Calcio? Troppo popolare per farne materia letteraria. Persino per gli scrittori appassionati di sport – e ce ne sono! – il confine deve rimanere netto: da una parte lo stadio, con i sentimenti che evoca; dall’altra la letteratura.

 

Il murales dedicato a Gabriele Vivono la passione in maniera fantozziana: tv, poltrona e rutto libero. Pronti a rimproverare i colleghi che si azzardano a scriverne, a mischiare il sacro col profano. Che si chiamassero Arpino, Brera o Bianciardi rimaneva un dettaglio, il loro era un capriccio e la relativa produzione letteraria “retrocessa” in serie B. Qualcosa, ultimamente, è cambiato. I romanzi di Roberto Perrone, Pippo Russo, Darwin Pastorin, l’ultimo di Stefano Ferrio ed altri ancora, hanno sfidato il tabù e rivendicato l’importanza di un fenomento collettivo, quale il calcio, nelle vite individuali di tanti uomini e donne.
Per chi volesse provare a fare altrettanto, la Fondazione Gabriele Sandri offre una preziosa opportunità: la prima edizione del Premio di Letteratura Calcistica Gabriele Sandri, finalizzato alla valorizzazione della letteratura calcistica (poesie, saggi, narrativa) in grado di diffondere tra i giovani – recita il bando – una cultura del football fondata su valori sani, aggregativi e principi costruttivi, quelli che hanno caratterizzano la breve esistenza di Gabbo. La scadenza per iscriversi è il prossimo 11 novembre, non a caso la stessa data in cui – quattro anni fa – il giovane tifoso laziale venne ucciso con una pistolettata da un improvvido agente di polizia, suscitando la solidarietà attiva della società italiana, anche di chi allo stadio non ci mette mai piede.
Avete nel cassetto un’opera, edita o inedita, che ha come tema il gioco del calcio, il tifo e il ricordo dell’indimenticato Gabbo? Bene, tiratela fuori. Sarà esaminata da una prestigiosa giuria, composta dal presidente Cristiano Sandri, Maurizio Martucci, Darwin Pastorin, Antonello Venditti, Gabriele La Porta, Giancarlo Governi, Mauro Mazza, Michele Plastino, Antonio Lombardo, Antonio Agnocchetti e Pierpaolo Gentili.
In palio non ci sono soldi, ma premi con un risvolto benefico, destinati ai pazienti dei reparti di Neurochirurgia Infantile ed Oncologia Pediatrica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, in collaborazione con Ali di scorta Onlus. Oltre all’onore, per i finalisti, di ricevere il premio allo Stadio Flaminio nel Festival Nazionale della Cultura del Calcio. In attesa del fischio di inizio, altre info sono su http://www.fondazionegabrielesandri.it.
Roberto Alfatti Appetiti

[Fonte: Blog di Roberto Alfatti Appetiti]

Ravenna-Virtus Verona, si crea un altro precedente importante: adesso anche in Serie D vietano l’ingresso agli striscioni senza autorizzazione. Un passo per volta, prepariamoci a sentirci chiedere il permesso per tutti quelli che una volta ci sembravano diritti assodati e inattaccabili.

 

Domenica 23 ottobre si gioca allo stadio Benelli di Ravenna la partita Ravenna – Virtus Vecomp Verona, per la nona giornata del Campionato Nazionale di Serie D Girone D.

Per noi Virtus Fans una delle trasferte più attese visto che si gioca contro una storica squadra con una tifoseria di un certo spessore.

Doveva essere una domenica di calcio,di festa, vissuta dalle tifoserie sulle gradinate come d’abitudine…ma questa volta non è andata così: infatti una quanto mai assurda ed incomprensibile ordinanza del questore di Ravenna vietava da domenica di fatto l’ingresso di qualsiasi striscione.

Con biglietto alla mano ci presentiamo agli ingressi e dei funzionari di polizia dopo avere comunque visionato i nostri striscioni ed appurato che erano più che regolari ci negavano l’ingresso degli stessi nello stadio. Ovviamente noi senza striscioni non si entra e quindi abbiamo deciso, biglietto acquistato alla mano, di rimanere all’esterno dell’impianto sportivo, appendere i nostri stendardi alla recinzione esterna e bandiere al vento cantare per i nostri colori.

Dall’altra parte gli Ultras Ravenna anch’essi fuori dallo stadio, striscioni alla mano in corteo attorno al Benelli tra sventolio di bandiere e cori ritmati dal tamburo.

I due gruppi si sono poi incontrati sotto il settore tribuna ospiti, hanno solidarizzato reciprocamente e cantato per qualche minuto insieme contro la repressione.

Che dire, sicuramente una scelta sofferta quella di dovere rimanere all’esterno, ma quanto mai obbligata vista l’assurdità della situazione. In Serie D non ci eravamo mai trovati in una situazione simile e riteniamo che provvedimenti di questo tipo siano più che ordinanze mirate all’ordine pubblico, ordinanze che possono portare al nervosismo pubblico con le ovvie conseguenze, veri e propri trabocchetti per poter giustificare poi ulteriori azioni repressive. Ma non siamo caduti in questo tranello.

Tra l’altro segnaliamo che anche uno striscione fatto dai ravennati e dedicato a Sic Simoncelli morto la mattina stessa ha dovuto rimanere fuori dall’impianto.

Ci hanno negato il permesso di entrare con i nostri stendardi all’interno dello stadio, ma non ci toglieranno mai il nostro entusiasmo e la nostra passione…fieri delle nostre scelte, contro ogni repressione!

VIRTUS FANS


Sport People.

E’ stata sospesa temporaneamente la vendita dei biglietti per la trasferta del Verona Cittadella in attesa delle indicazioni dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive.

 

VeronesiLa gara è considerata a basso rischio, ma gli incidenti scoppiati venerdì sera al Bentegodi con l’arresto di quattro veronesi e otto nocerini hanno creato una situazione di allarme tra le forze dell’ordine. La società veronese attende dunque indicazioni dal Cittadella per fornirle poi ai propri tifosi.

Toh, vuoi vedere che mi tocca accorgermi che nemmeno la tessera del tifoso garantisce la presenza in trasferta? Ed io che volevo andarmela a fare in vista del girone di ritorno, proprio sull’esempio dei veronesi…

Sono curioso di vedere l’evolversi della vicenda…

 

[Fonte: La Padova Bene]