Archivio per gennaio, 2012

Il posto di Tesser sulla panchina del Novara è stato preso da Emiliano Mondonico, il suo ingaggio è stato annunciato nel tardo pomeriggio.

 

Tesser, ex tecnico del NovaraQuella di oggi è una giornata importantissima in casa Novara. Dopo tre anni di straordinari successi, si è infatti conclusa ufficialmente l’era Tesser. Il tecnico è stato rimosso dal suo incarico dopo cinque sconfitte consecutive, ma nessuno può cancellare quanto fatto alla guida della squadra piemontese.

Tesser ha infatti portato il Novara dalla Lega Pro alla Serie A, categoria che il club sognava da ben 55anni, ed i tifosi oggi hanno voluto rendergli omaggio radunandosi sotto casa sua. Il tecnico è parso molto emozionato: “Questa è una delle poche volte della vita mia nella quale piango. Se è un arrivederci o un addio? con voi un caffè me lo prenderò volentieri… Tornerò allo stadio, ma non adesso, magari più avanti. Grazie a tutti voi”.

Il posto di Tesser sulla panchina del Novara è stato preso da Emiliano Mondonico, il suo ingaggio è stato annunciato nel tardo pomeriggio.

[Fonte: Goal.com]

Mercoledì a Salta (siamo nel nord-ovest dell’ Argentina) all’ Estadio Fray Honorato Pistoia, si disputava l’ amichevole tra la locale squadra della Juventud Antoniana (Torneo Argentino A) contro il Gimnasia de Jujuy (Nacional B), ultimo match di un triangolare che comprendeva anche il Central Norte, altra squadra di Salta, anch’essa partecipante al Torneo Argentino A.

 

 

Prima del match, all’arrivo di circa 200 tifosi da Jujuy, sono avvenuti pesanti scontri tra le due tifoserie, che hanno di fatto ritardato l’entrata nel piccolo impianto dei barras del Gimnasia del gruppo Los Marginados. Durante il match sono stati fatti oggetto di continui lanci di pietre dalla curva dove erano i tifosi locali e a fine partita, una quindicina di barras della Juventud sono entrati sul terreno di gioco dirigendosi verso il settore ospiti lanciando oggetti, ma la polizia è interenuto riportando la calma e non effettuando arresti.

[Fonte: Vamo lo Pibe]

Detrattori di terra, cielo e mare… udite, udite: un altro calcio è possibile. E’ un mondo sommerso, alternativo a scandali e scommesse. E’ il calcio del terzo settore, fatto da squadre senza scopo di lucro, associazioni, fondazioni e onlus che agiscono all’ombra dello sport più praticato e discusso.

 

Dopo la tragedia del centrocampista di Lazio e Nazionale ucciso in una gioielleria di Roma nel 1977, nasce la Fondazione Luciano Re Cecconi, ricevuta in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II e poi in sostegno di vedova e figli del tifoso Vincenzo Paparelli (morto allo Stadio Olimpico in un derby di sangue del 1979). La Fondazione Gabriele Sandri opera invece nella Biblioteca del Calcio, prima e unica nella Capitale: per non dimenticare Gabbopromuove un premio di letteratura calcistica, il Festival Nazionale della Cultura del Calcio, la rassegna artistica Calcio d’Arte e i Gruppi Volontari Donatori Sangue Gabriele Sandri, accreditati nei centri trasfusionali di otto nosocomi italiani.

Al Bagna, tifoso del Parma, è dedicata la Fondazione Matteo Bagnaresi. Dall’Emilia aiuta meno abbienti, ragazzi in età scolare e bambini brasiliani del Poxorèu, nel Mato Grosso. Dall’amore per un figlio prematuramente scomparso, incentivando buone pratiche sportive, a Piacenza c’è l’Associazione William Bottigelli, presieduta da mister Eusebio Di Francesco. Sono romane laFondazione Giorgio Castelli e l’Associazione Alessandro Bini. La prima, per la prevenzione di malattie cardiovascolari, è intitolata al sedicenne calciatore del Real Tor Sapienza morto in allenamento per arresto cardiaco. La seconda, in ricordo del quattordicenne del Cinecittà Bettini scomparso urtando il bocchettone di un impianto idrico sul terreno di gioco, incentiva campagne di sensibilizzazione per la sicurezza sui campi di base.

Da Scampia a Corviale, dal S. Elia (Cagliari) a Montevarchi (Arezzo), 400 ragazzi di ogni età sono nel progetto CalcioSociale, promosso dall’omonimano profit per il recupero di disagiati e giovani disabili. Nel reatino l’Associazione Rieti Immigrant Onlus lotta per l’integrazione degli immigrati con tornei di calcio multietnico, mentre a Varese la Fondazione 7 Novembre adotta un progetto di Calcio Balilla per persone con disabilità motorie.

Andrea Fortunato è stato difensore di Juventus, Como, Genoa e Pisa. Morì per leucemia nel 1995, all’apice di carriera e fama. Una biblioteca e un museo del calcio ne custodiscono il sorriso a Castellabate (Salerno) grazie all’Associazione Fioravante Polito Onlus, che annualmente assegna il premio Lo Sport è Vita, il 27 Febbraio in Campidoglio.

Io, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all’oratorio. Perché io amo il calcio”, scrive su internet l’ex attaccante di Fiorentina e Milan Stefano Borgonovo. Ammalatosi di Sla, sclerosi laterale amiotrofica detta morbo di Lou Gehrig, con la Fondazione Borgonovo è il testimonial della battaglia contro quella che – dai più – viene considerata la malattia dei calciatori, degenerazione all’uso di sostanze dopanti. Per la ricerca scientifica si muove laFondazione Vialli e Mauro, mentre per l’assistenza alla cura dei tumori, supportata da un’equipe di oncologi dell’Italian Trials in Medical Oncology e del Centro su Carcinoidi e Tumori Neuroendocrini, c’è la Fondazione Giacinto Facchetti, già dirigente e bandiera dell’Inter. Invece l’attuale colonna nerazzurra, Javier Zanetti, con la moglie guida la Fondazione Pupi, adozioni a distanza nelle aree povere dell’Argentina.

Anche i club si stanno adeguando: i più titolati al mondo hanno la Fondazione Milan, c’è l’ufficio Charity della Juventus e nello staff grigiorosso spiccaCremonese per il Sociale. In ambito culturale si muove la Fondazione Genoa 1893: tra i carrugi del centro di Zena ha allestito il museo del vecchio grifone rossoblù. Sulla scia dei mondiali di Italia ’90 anche la Fondazione Museo del Calcio ne gestisce uno, ma a Coverciano (Firenze): è interamente azzurro, mentre mostre per soli aficionados viola sono dell’Associazione Museo Fiorentina Onlus. Approvato lo statuto nel Consiglio Comunale di Torino, laFondazione Stadio Filadelfia preserva la memoria granata nel progetto di ricostruzione del leggendario stadio del Grande ToroMyRoma, azionariato popolare dei giallorossi a Piazza Affari, negli atenei della Regione Lazio finanzia una borsa di studio per laureandi che discutono tesi sul calcio. Infine c’è Milano Siamo Noi Onlus, unione d’intentanti tra alcuni ultras di Milan e Inter, impegnati a valorizzare il tifo organizzato delle curve meneghine. The show must go on.

[Fonte: Maurizio Martucci – Il Fatto Quotidiano]

Chi non lo ha mai tenuto in mano non riuscirà forse a capirla, questa riflessione.
La musica, al tempo dell’iPod, è diventata qualcosa di totalmente diverso. Grande marchingegno, l’iPod, ma non riuscirà mai a trasmettere le sensazioni che emanavano da un disco in vinile.

Calcio e nostalgiaGiorgio Moroder, compositore altoatesino autore di colonne sonore e vincitore di un Oscar, è una eminenza grigia nel suo campo. Ha detto: “Niente è paragonabile a tenere in mano un disco in vinile, farlo scivolare fuori dalla custodia, soffiare via la polvere, posizionarlo sottola puntina. Nienteequivale a quel frammento di secondo prima che inizi la musica” .

Anche il calcio, a quei tempi, non era  il mediocre prodotto in cui si è trasformato nell’era dell’iPod. Una specie di reliquia da custodire con somma cura, non e l’usa e getta in cui è stato clonato. Prepararsi ad assistere a una partita significava farlo con lo stesso atteggiamento sacrale con il quale ci si accingeva all’ascolto di un disco in vinile. Esattamente nel modo in cui lo descrive Moroder, con suadente sintesi.

Il calcio sapeva offrire spettacoli dal sapore magico, come il disco in vinile era in grado di diffondere la sua musica altrettanto fatata.

Due sensazioni da assaporare e godere fino in fondo. Mettersi in movimento verso lo stadio era un po’ come prepararsi ad ascoltare un vinile. Lo scorrere pacato della settimana finiva per essere  propedeutico al rito domenicale. Si trascorrevano le giornate con la stessa inusitata leggerezza con la quale ci si apprestava a scartare un microsolco appena comprato.

Tutto è cambiato. Nel modo di ascoltare la musica, di accostarsi al calcio e di vivere la propria stessa vita. Certe riflessioni, se analizzate con gli occhi cinici del terzo millennio dove tutto corre a rotta di collo, hanno qualcosa di patetico. Non è così per chi ha avuto la fortuna di viverli, quei tempi.

Chi ha condiviso il periodo d’oro del vinile e quello altrettanto prezioso di un calcio finito nel dimenticatoio, si trova in grande difficoltà quando deve spiegare ciò che si provava allora e non si riesce più a provare oggi.

Analogie criptiche per chi non ha mai posseduto un giradischi. Eppure dovete crederci. La musica girava intorno e le note scivolavano lievi tra i solchi impolverati del vinile così come una partita di calcio girava tutta intorno alla passione dei tifosi, ormai confinati alla periferia del sistema.

Niente potrà mai equivalere oggi, quando capita di andare a vedere una partita, a “quel frammento di secondo prima” che la nostra squadra del cuore cominci a tirare calci a una palla su un campo da gioco.

Sergio Mutolo

[Fonte: Calciopress]

Celle Ligure. L’acceso finale della partita giocata a Cervo tra Val Steria e Celle Ligure, nella quale l’arbitro ha fischiato la fine in anticipo rispetto a quanto stabilito, decretando la sospensione, continua a far discutere.

Tifosi del Celle LigureLa decisione del direttore di gara ha dato il via libera a supposizioni ed illazioni. Voci dei protagonisti si sono susseguite in maniera discordante, riportando i fatti accaduti in maniera differente.

I tifosi del Celle Ligure, chiamati in causa da alcune fonti, dalle quali sono stati reputati responsabili degli episodi che hanno indotto l’arbitro alla sospensione, smentiscono tali accuse, sentendosi ingiustamente colpevolizzati.

I portavoce del G.B.07, la tifoseria cellese, precisano: “Non abbiamo rotto, spaccato o inclinato nessuna ‘barriera’ che, già di suo, era in condizioni pietose, non a norma, ma abbiamo solo tifato onestamente controllati dalle forze dell’ordine”.

“Non si è verificata assolutamente nessuna invasione di campo che avrebbe portato giustamente alla sospensione della gara – aggiungono gli esponenti della tifoseria giallorossa -. Le forze dell’ordine non hanno provveduto all’intervento presso i tifosi in questione perché la situazione momentanea non presentava complicazioni”.

“Mancando un minuto alla fine dell’incontro – proseguono – il direttore di gara ha concluso con i tre fischi regolamentari che omologherebbero il risultato finale ma ha urlato ‘partita sospesa’ per alcuni minuti. Ritornata la tranquillità avrebbe potuto continuare la direzione, impossibilitato però dalla non più presenza dei giocatori di casa, ormai tutti sotto la doccia”.

[Fonte: IVG.it]

Ma come? Il questore di Torino non diceva che il nuovo stadio di proprietà era la panacea di tutti i mali? Quanto sarebbe bello se la gente pensasse prima di parlare, o magari se anche i giornalisti facessero uno straccio di domanda, ogni tanto, di fronte a cotanta malafede a fini propagandistici.

 

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha comminato un’ammenda di € 10.000,00 alla  Juventus ”per avere alcuni suoi sostenitori, al 18° del primo tempo e al 9° del secondo tempo, rivolto a due calciatori della squadra avversaria grida costituenti espressione di discriminazione razziale; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1 lett. a) e b), e comma 2, CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”, ma anche una di € 2.000,00 alla Roma “per avere suoi sostenitori, al 13° del primo tempo, lanciato un fumogeno nel recinto di giuoco; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all’art. 13 comma 1 lettere a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’Ordine a fini preventivi e di vigilanza”. Va in diffida il difensore della Fiorentina Matija Nastasic dopo l’ammonizione col Siena, mentre tra i bianconeri la stessa sorte tocca a Franco Brienza, ma “per avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria”, oltre a dover pagare un’ammenda di 2.000 euro.

[Fonte: Fiorentinanews]

Milan zero, Inter 71.000, Juventus 44.000, Udinese 2.000. Non stiamo dando i numeri, ma solo spulciando la strana e bizzarra classifica che il Giudice sportivo di serie A, Gianpaolo Tosel, ha determinato grazie alle ammende comminate ai 20 club di A al termine del girone d’andata.

 

Una classifica che vede in vetta le tifoserie più cattive, Atalanta in primis seguita da Inter, Roma e Juventus, mentre le più tranquille e sportive sono Milan e Bologna, incredibile ma vero neppure un euro di ammenda. Già, perch´ il bello di questa conta anomala, come si può rilevare dalla tabella a fianco, ammonta a 441.500 euro che la Lega di A ha incamerato trattenendolo dalle cauzioni che le Società versano per partecipare al campionato. Però, a fine stagione, questi soldi vengono ridistribuiti tra i club con criteri concordati tra Lega e Federcalcio. Insomma, ti bastono e poi ti do il contentino per alleviarti il dolore. E di astrusità se ne scoprono, basta verificare quanto successo nell’ultimo Atalanta-Juventus, con i bergamaschi sanzionati di 35.000 euro perch´ i suoi tifosi hanno colpito con una monetina l’arbitro a una spalla (oltre al lancio in campo di petardi e fumogeni), mentre i bianconeri se la sono cavata con appena 20.000 euro anche se i 20 bengala lanciati hanno centrato in pieno la curva sud occupata dagli atalantini provocando 5 feriti (tre bergamaschi e, ironia della sorte, 2 juventini infiltrati). Gli stessi 20.000 euro pagati dall’Inter (sanzionata 12 volte in 19 giornate) al 10° turno proprio contro la Juve per esposizione di due striscioni ingiuriosi che, per Tosel, fanno male come i bengala in testa.

[Fonte: Il Giornale]