Gli Ultras incontrano la città: salvare il Bari si può

Pubblicato: 28 gennaio 2012 in Mondo Ultras
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Un solo imperativo: salvare il Bari. E’ questo lo spirito che ha animato i circa trecentocinquanta partecipanti all’incontro organizzato dai vertici degli Ultras con la cittadinanza barese

 

capi ultras bari

Una sorta di re-union, quella di ieri sera, tesa a mettere da parte vecchi rancori e polemiche mai consumate, nell’interesse superiore del Bari.

Ma se il Bari appunto è la macchina, il carburante è costituito dall’iniziativa lanciata da due degli storici rappresentanti degli Ultras Curva Nord, ovvero A. S. e R. S..  Si tratta di un conto corrente vincolato, in cui far confluire le disponibilità economiche di tutte le componenti della città: dal semplice tifoso, che potrebbe partecipare versando una quota minima, al ricco imprenditore, che dovrebbe contribuire con un esborso pari alla sua posizione, passando pure per commercianti, liberi professionisti e politici, tutti chiamati a partecipare all’operazione.

La risposta della città c’è stata, nonostante  carenze di carburante e condizioni meteo. Presenze di spicco sono state quelle dei noti giornalisti Franco Cirici, Antonio Guido ed Enzo Tamborra, mentre la serata è stata impreziosita dalla presenza dell’ex centrocampista della Nazionale, Antonio Di Gennaro. Gli organizzatori hanno anche invitato a parlare le altre componenti del tifo barese (dai vecchi gestori di “Compriamola”, non presenti, all’Associazione Bari In Testa, il Centro Coordinamento Club – anch’esso assente, senza tralasciare l’altra parte del tifo (quello della curva sud) e i forum internet (erano presenti i rappresentanti di Orgoglio Barese), cercando di raccogliere proposte che potessero migliorare la loro idea di partenza.

Idea che comunque è già bella e articolata. Nulla pare sia stato lasciato al caso, per l’occasione: dalla costituzione del conto corrente vincolato, alla creazione di una casella di posta elettronica certificata, al coinvolgimento degli organi di stampa. In pratica, l’intento manifestato dal Savarese sarebbe quello di contattare le forze imprenditoriali del territorio e sensibilizzarle alla causa barese, con tanto di invito a mezzo di posta elettronica certificata (essa ha la stessa valenza di una raccomandata, n.d.r.) a sancirne il coinvolgimento. L’elenco di tali personaggi del mondo economico barese, sarebbe poi pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno ed altri organi di informazione, con tanto di riscontro positivo o negativo all’iniziativa.

“Vogliamo vedere chi veramente è interessato al Bari e chi bleffa”, sono state le parole di Savarese. E ancora: “noi non abbiamo patti di riservatezza con nessuno, coloro che si tireranno indietro saranno messi alla berlina”.  E per quel che riguarda i politici, l’intento è persino più intrigante: “se sono dove sono”, ha detto A.S., “è grazie ai nostri voti. Dunque chiederemo loro di versare un mese di stipendio, come gesto di riconoscenza e buona volontà. Se si rifiutassero, gli elettori saprebbero come comportarsi di conseguenza…”.

Un ricatto? Può darsi. Ma con i tempi (peraltro brevi) che corrono e le prospettive attuali per il futuro del Bari, non è il caso di sottilizzare troppo. Il dottor Roberto Maffei, intervenuto in qualità di ex Ultras, fa notare come “il periodo non è dei migliori, in quanto gli imprenditori sono travolti dalla crisi. Tuttavia, la visibilità di tale operazione potrebbe essere la molla per il raggiungimento di una quota tale da garantire il sufficiente apporto economico da parte loro. Sperando magari di non ricevere brutte notizie da altri fronti”, ci tiene a precisare. Il riferimento è alla nota vicenda delle partite truccate e al recente interrogatorio di Andrea Masiello, secretato dal p.m. E a questo proposito S. ha una sua rassicurante tesi: “Persone estranee che si aggiravano per gli spogliatoi? Lo escluderei; non avevo tale privilegio nemmeno io…”.

Insomma, l’obiettivo finale è “raccogliere fondi tali da far pervenire ai Matarrese una offerta irrinunciabile e che non tenga conto di debiti, crediti e sommersi di sorta”. Ma per comprare, a volte, non bastano i soldi, e i baresi negli anni questo lo hanno capito. Per Giuseppe Manzari, dell’Associazione Bari In Testa, il problema del venditore non è secondario: “Senza sapere cosa vogliono i Matarrese è forse inutile anche partire. Qui qualcuno ci deve spiegare se hanno intenzione di pagare i prossimi stipendi o se vogliono far fallire la società…”.

L’incontro di ieri sera è stato, nelle intenzioni degli organizzatori, propedeutico allo “startup” vero e proprio dell’iniziativa. Le prossime mosse dovrebbero essere la promozione della stessa a mezzo stampa e, nella significativa data del 14 febbraio (“perché qui si parla di amore, l’amore per il Bari”, ha fatto notare il Savarese), il varo ufficiale della stessa. La strada appare tortuosa e impegnativa: ciò di certo ne accresce il fascino. E chissà, magari potrà anche smuovere finalmente qualche coscienza, da queste parti: dopotutto, il Bari è un bene di famiglia, perderlo sarebbe un gran peccato.

 

[Fonte: Barilive.it]

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