Archivio per febbraio, 2012

Anche “Il Fatto Quotidiano” rincara la dose sul presunto coinvolgimento degli ultras baresi nell’inchiesta sul calcioscommesse, facendo poi una digressione su altri casi giudiziari che hanno visto il coinvolgimento dei tifosi.

 

Ultras baresiGli ultras del Bari sapevano delle partite truccate, e scommettevano. E’ il dato emerso (e finora non smentito dalle fonti investigative) grazie ad alcune intercettazioni telefoniche e alle dichiarazioni dei testimoni, nell’ambito dell’indagine relativa al calcio scommesse e sul quale si sta concentrando il lavoro degli inquirenti. In alcune telefonate tra l’ex capitano biancorosso Antonio Bellavista e il factotumIacovelli, infatti, vengono fatti i nomi di alcuni capi ultras (almeno quattro), sottolineando come lo spogliatoio dei ‘galletti’ fosse sotto assedio: i tifosi, cioè, avevano capito che nella scorsa stagione (ma non è escluso che anche nel campionato precedente ci fossero state alcune combine) i calciatori stavano vendendo informazioni sulle partite. E invece di protestare contro il tradimento dei colori del cuore, hanno deciso di sfruttare l’occasione. O almeno è quello che sembrerebbe emergere dall’attività d’indagine.

Incriminato, tra gli altri, è il match Cesena – Bari, perso dai biancorossi già retrocessi per 1 a 0: secondo gli investigatori questa gara sarebbe stata controllata direttamente dagli ultras, che dopo aver scommesso a botta sicura avrebbero ringraziato i giocatori con parte dei proventi delle vincite. Il lavoro dicarabinieri e magistratura si sta concentrando anche sul coinvolgimento della criminalità organizzata barese nelle scommesse: le puntate sui risultati truccati del Bari, infatti, potrebbero essere un modo per riciclare il denaro frutto del traffico di sostanze stupefacenti.

Non è la prima volta che gli ultras finiscono nel mirino di chi indaga sul marcio nel pallone: alcuni degli Irriducibili della Lazio, tra il 2005 e il 2006, furono arrestati per le minacce al presidente biancoceleste Lotito reo, a loro dire, di non voler vendere la società a Giorgio Chinaglia, ex beniamino pronto ad acquisire la Lazio con i danari della camorra. “Tua moglie ha delle belle gambe, peccato che gliele spezzeremo” e “Vendi o muori” alcuni dei messaggi di minacce rivolti a Lotito, macchiatosi, oltre a non voler vendere la società, della grave colpa di aver chiuso il rubinetto dei sovvenzionamenti agli ultras e di averli ‘esonerati’ dalla gestione di merchandising e marketing.

Accusati di estorsione ai danni della società del Napoli (e poi assolti in appello) anche alcuni ultras partenopei, che furono indagati dopo una pioggia dipetardi in occasione della gara Napoli – Frosinone, del 2006 in serie B. ‘Pioggia di fuoco’ utilizzata, secondo l’accusa – che aveva portato all’arresto dei tifosi – come ritorsione nei confronti dell’ex direttore generale Pierpaolo Marino, che aveva stabilito l’interruzione del flusso di biglietti omaggio alle curve : “Ridacci i biglietti o storpiamo te e tuo figlio, perché noi coi biglietti ci viviamo” è il contenuto di una telefonata ricevuta dall’attuale responsabile dell’area tecnica dell’Atalanta.

Motivazioni simili hanno portato, la scorsa estate, alla condanna di 7 ultras del Milan per tentata estorsione nei confronti del club. Nel 2006, durante le partite casalinghe contro Lille e Torino, gli ultras rossoneri si erano resi protagonisti di un lancio di torce (fumogeni) per intimidire il club e indurlo a concedere biglietti gratis o a minor prezzo ai tifosi organizzati. Minacce, fatte anche attraverso telefonate, che avevano spinto l’amministratore delegato dei rossoneri,Adriano Galliani, a sporgere denuncia e a far costituire la società come parte civile nel processo. Come per la Lazio e per il Napoli, anche in questo caso, nel corso del dibattimento, è emerso che a causare la rabbia degli ultras è un irrigidimento da parte dei club nei loro confronti: un leader storico della tifoseria rossonera, infatti, ha raccontato come nel 2000 più volte aveva incontrato il presidente Berlusconi, che lo aveva persino ricevuto nella sua residenza di Arcore.

Di tutt’altro stampo l’iniziativa dei tifosi del Taranto, che la scorsa settimana, attraverso una colletta arrivata alla cifra di undicimila euro, avevano deciso di sponsorizzare il ritiro e la trasferta più impegnativa della loro squadra, quella di Terni, contro la capolista Ternana. Colletta apprezzata anche dalla società, che aveva firmato con i tifosi promotori anche una scrittura privata per suggellare l’accordo e che avrebbe portato la squadra ad indossare la tradizionale maglia rossoblu con su impresso lo slogan “RespiriAMO Taranto”, scelto dai supporters su internet attraverso un sondaggio. Un messaggio chiaramente riferito all’emergenza ambientale provocata dallo stabilimentoIlva del capoluogo ionico. Tutto ok anche per la Lega, che poi però ha revocato il suo placet: lo slogan, a loro dire, poteva essere considerato come pubblicità a fini politici, poiché era già stato utilizzato in alcune manifestazioni ambientaliste.

[Fonte: Il Fatto Quotidiano]

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A nemmeno un mese dall’ inizio dell’ edizione  2012 della Copa Santander Libertadores già si segnalano i primi episodi di violenza.

Questa notte dopo la partita dove l’ Universidad de Chile  ha sconfitto il  Godoy Cruz per  5 a 1, un pullman che trasportava tifosi al seguito della squadra argentina è stato fatto oggetto di una fitta sassaiola da parte di tifosi cileni che lo aspettavano all’ uscita del settore ospiti dello stadio Santa Laura.

Uno dei conducenti è stato ferito alla testa.

La notizia dell’ attacco è stata confermata da fonti della società di trasporti  CATA e dal ministero degli interni.

Considerando che erano otto i pullman che trasportavano tifosi del ‘Tomba’ (soprannome del Godoy Cruz ndr) è stata una fortuna che non vi siano state vittime o feriti di maggior gravità.

Purtroppo questa non è stata la unica aggressione subita dai fans provenienti dalla città argentina di Mendoza; già prima della partita tifosi del ‘Tomba” sono stati aggrediti da barras della U all’ ingresso dell’  hotel NH di Santiago de Chile, dove si trovava la squadra del Godoy Cruz in vista della partita.

Mentre i giocatori argentini si riposavano e parlavano con i loro tifosi sono stati aggrediti da quelli della U ,arrivati con diverse auto, che subito hanno iniziato a lanciare pietre.

Da qui la risposta dei tifosi del Godoy Cruz.

Nonostante questi violenti scontri non vi sono stati arresti e i tifosi del Godoy Cruz hanno potuto raggiungere lo stadio con una nutrita scorta.

La sassaiola ha provocato danni all’ entrata dell’ hotel della capitale cilena con la rottura di tutte le vetrate e della porta girevole.

Traduzione Sport People da Diariouno.com.ar

Il settore ultras dello stadio “Gino Cannarsa” di Termoli sarà intitolato alla memoria di Marco Guida, tifoso giallorosso deceduto nel 2000 all’età di soli 15 anni.

 

Lo ha stabilito il consiglio comunale di Termoli su proposta del consigliere Stefano Perricone. La mozione è stata votata all’unanimità eccetto il consigliere d’opposizione Peppino De Lena che non ha partecipato al voto.

[Fonte: Primo Numero]

Domenica 4 Marzo si terranno in Russia le elezioni presidenziali più attese da 20 anni a questa parte, il premier Putin è naturalmente il grande favorito con i sondaggi che lo attestano intorno al 66% ma nonstante ciò lo spettro dei presunti brogli elettorali che contraddistinsero l’ultima tornata elettorale del Dicembre scorso è ancora presente più che mai.

Vladimir PutinSe i dati che parlano di un 15% di voti pilotati fossero veritieri, allora Putin rischierebbe di dover passare per un pericoloso ballottaggio; per scongiurare questa eventualità l’ex agente segreto avrebbe deciso di stringere un pericoloso patto con i gruppi ultras più violenti e pericolosi del paese, assicurando loro aiuti economici per usarli successivamente nelle piazze per scoraggiare future manifestazioni di protesta da parte degli oppositori. Secondo molti esperti di politica russi Putin più che il responso delle urne teme l’ondata di manifestanti che dopo le elezioni si riverserà nelle piazze di tutto il paese per rendere pubblica una volta di più la propria insofferenza verso un Presidente-Padrone che sta disponendo da ormai 20 anni a proprio piacimento di un intera nazione; spesso con mezzi discutibili.

La paura di dover affrontare una “primavera russa” sulla falsa riga di quanto accaduto nei paesi arabi pochi mesi ha fatto cambiare radicalmente l’atteggiamento della politica nei confronti deei vari gruppi ultras presenti nel paese, tra i quali quelli del Cska e dello Spartak, le due più importanti società di Mosca. All’interno delle curve si annidano migliaia di ultranazionalisti e proprio a detta dei capi ultras il nazionalismo sbiadito messo in atto da Putin aveva reso difficile il rapporto dei tifosi con il governo.

Ma con una mossa a sorpresa a pochi giorni dalle elezioni una serie di promesse fatte dal Presidente in persona nei confronti dei gruppi più violenti che spadroneggiano negli stadi russi hanno insospettito non poco. Se l’assicurazione di rivedere il divieto di vendita di alcolici negli impianti sportivi poteva essere letta come una trovata elettorale, l’impegno da parte dell’esecutivo di pagare ai gruppi aerei e soggiorni per i prossimi europei in Ucraina e Polonia sembra qualcosa che va davvero oltre; un baratto in piena regola che servirebbe a garantire la fedeltà dei violenti a Putin, un appoggio che nelle piazze di tutto il paese potrebbe davvero essere decisivo.

[Fonte: Think cool]

Non potranno più assistere a manifestazioni sportive i due tifosi isolani beccati con addosso tre petardi lo scorso 8 gennaio allo stadio in occasione del match Martina-Ischia.

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Durante l’incontro di calcio Martina-Ischia disputato nel comune della Valle d’Itria l’8 Gennaio scorso, i carabinieri denunciarono in stato di libertà due giovani sostenitori della squadra ospite sorpresi a esplodere petardi nei pressi dello stadio poco prima dell’inizio della partita.

Nel corso della perquisizione effettuata nei confronti dei due giovani furono ritrovati e successivamente sequestrati tre petardi.

Nella giornata di ieri, il Questore di Taranto ha disposto nei confronti dei due tifosi isolani, rispettivamente di 18 e 21 anni, entrambi residenti a Ischia, la misura del “Daspo’’ (Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive).

[Fonte: Quotidiano Italiano]

Grande fede calcistica o semplice sbruffonata? Fatto sta che Simone Apicella, 14enne attaccante dell’Avellino, pagherà caro l’aver rivelato la sua vera passione.

 

ApicellaSì, perché il lupacchiotto, dopo aver segnato un goal contro il Napoli non ha resistito e, tiratosi su la divisa della sua squadra, ha mostrato una maglietta degli ultras della Salernitana, acerrimo nemico dell’Avellino. Un gesto che ha suscitato le ire del Direttore Tecnico Enzo De Vito e del Direttore Generale Massimiliano Taccone. Tanto da provocare la sospensione a tempo indeterminato per il giovane attaccante. Ora, che si ritenga il provvedimento esagerato o si sia d’accordo nel punire le mattane di un adolescente una cosa bisogna pur dirla: nel tempo dei vari “Raffaella ti amo” scritti, urlati (ostentati?) al mondo intero, il baby ultras ha avuto il merito dell’originalità.

[Fonte: Nuova Società]

Il derby non vedrà la presenza dei supporter monopolitani.

 

Tifosi monopolitaniFASANO – Il derby di domenica prossima (4 marzo) tra Fasano e Monopoli si giocherà senza tifoseria ospite. Pare infatti che sia ufficiale il divieto di vendita di tagliandi della partita per i residenti in provincia di Bari. Una brutto colpo per entrambe le società. Per il Fasano il venir meno di un congruo incasso, per il Monopoli il venir meno del supporto importante della tifoseria. Ecco quindi che lo spettacolo perde una delle sue componenti importanti quale è proprio quello offerto da due delle tifoserie più importanti di questo campionato di Eccellenza.

I tifosi monopolitani, quindi, cominciano a “pagare” dazio degli incidenti avvenuti fuori dallo stadio di Vieste. Non si spiega altrimenti il divieto di trasferta in quanto non ci sono recenti episodi in cui sono state coinvolte entrambe le tifoserie.

[Fonte: Go Fasano]