Da Padova elogio ai tifosi dell’Hellas

Pubblicato: 6 febbraio 2012 in Mondo Ultras
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Pubblichiamo il commento del capo servizi sportivi del Mattino di Padova Leandro Barsotti, apparso nella sezione sportiva dello storico quotidiano padovano.

 

Veronesi a PadovaChe cosa ti rimane di una partita come questa, così attesa, così vissuta, così incredibilmente fredda? Chi studia la tattica avrà ricevuto belle risposte anche in un derby così. Qualcuno, uscendo dallo stadio, bofonchiava che era meglio rimanere al calduccio in poltrona. A me una cosa ha colpito, e lo dico a denti stretti, perchè lo invidio: è il pubblico dell’Hellas. Hellas è il nome con cui i greci chiamarono la loro nazione. Gli studenti del liceo classico veronese Maffei, quando decisero nel 1903 di fondare una squadretta di calcio, scelsero questo nome suggestivo, quasi un grido di battaglia. Ieri a gridare «Hellas!» c’era l’intera curva Nord. In altre occasioni è stata frequentata da tifoserie numerose e rumorose, ma negli ultimi anni raramente si era visto un esercito di tifosi avversari così colorati, sempre pronti a cantare e saltare e a rispondere colpo su colpo alle provocazioni verbali di noi biancoscudati. Il gioco degli sfottò allo stadio è folcloristico e a suo modo divertente: forse è rimasta l’unica cosa che la televisione non riesce a farti vivere davvero. Si dice che questa quantità di tifosi veronesi al seguito della loro squadra sia dovuta sostanzialmente a un tradimento: a Verona si è accettato di farsi tutti la tessera del tifoso (quella card che permette libere trasferte) grazie ad un accordo con il sindaco Flavio Tosi, anch’esso supertifoso, ma soprattutto vicinissimo all’ex ministro degli Interni Roberto Maroni, ideatore di questa contestata tessera. Chiedo: se non esistesse il limite della tessera del tifoso, anche i padovani seguirebbero la propria squadra in un freddo pomeriggio di febbraio, con questi numeri, questi colori, questa travolgente passione? Forse sì, probabilmente no. La provincia di Verona e quella di Padova sono numericamente simili: poco più di 900 mila abitanti. Le due città hanno storie e ambizioni di pari livello. Eppure sembra che Padova negli anni abbia perso la forza e l’orgoglio della propria identità. E’ questa una città che non sa reagire all’appello di studiosi che chiedono di fermare un progetto urbanistico che mette a rischio gli affreschi di Giotto agli Scrovegni (cioè uno dei maggiori patrimoni che abbiamo). Ed è la stessa città che non sa ancora reagire alla violenza di 18 anni fa, quando gli è stato strappato l’Appiani. Ovvero lì dove è passata un pezzo di storia cittadina che rievoca tempi migliori. Lì dove la passione, l’amore e la voglia di lottare per la tua gente era fortissima. Ecco, è questo che invidio a Verona. Pardon, all’Hellas.

[Fonte: TG Gialloblu]

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