Salerno, senza il cavalluccio è fuga dall’Arechi

Pubblicato: 22 febbraio 2012 in Mondo Ultras

Presenze in calo, proprio come nella prima stagione di Lombardi

 

Stadio ArechiAnno 2012: fuga dall’Are­chi. La serie D non tira, e come dar loro torto, con i tifosi che preferiscono re­stare lontano dalle esibi­zioni del Salerno Calcio. Dati presenze in fase ca­lante, con quello relativo alla gara interna contro il Progetto Calcio Sant’E­lia che è il secondo picco negativo della storia della stagione in corso. Appena 280 unità sopra il record negativo stagionale cen­trato contro il Civitavec­chia. Contro la formazio­ne laziale vi era la parziale scusante della diretta te­levisiva, della gara da di­sputarsi alle 14 ma contro gli isolani? Si fa fatica a cercare una scusante per nascondere la lenta fuga dall’Arechi, col dato di domenica scorsa inferiore di 500 unità rispetto alla gara precedente contro il Sora. Eppure la squadra è prima in classifica; per l’o­pinione calcistica del set­tore è destinata al salto di categoria. Ma non c’è en­tusiasmo, non c’è fervore.

Nemmeno le iniziative messe in atto dalla società sembrano sortire gli effetti sperati. Già di per sé è un errore riproporre la stessa iniziativa che, nelle dome­niche precedenti, non è servita a ripopolare le gra­dinate dell’Arechi. Perse­verare, diventa diaboli­co. Forse, sarebbe servita qualcuna di più facile in­tuizione ed attuazione per arrivare allo scopo finale. Del resto si tratta di dover assistere pur sempre ad una gara di serie D e non certo di Champions Lea­gue. Magari un’operazio­ne simpatia da parte dei tesserati, con una maggio­re presenza in città ed un migliore contatto diretto con la tifoseria. Sarà, for­se, causa della crisi impe­rante sul suolo nazionale o di una squadra che, per colpe non proprie, si ritro­va a giocare la domenica in modo anonimo, senza le caratteristiche distinti­ve che amano i tifosi.

Di certo l’Arechi è sempre meno affollato, con la gara di domenica scorsa che ha fatto scoprire al botteghi­no quasi duemila unità di meno rispetto all’esordio col Palestrina che resta fra i picchi maggiori, è il secondo dopo la gara col Budoni, della stagione. Di per sé numeri di un certo rilievo, presenze che in qualsiasi altro impianto della categoria farebbe­ro felici il presidente e la squadra stessa per gli incassi registrati ai botte­ghini. Ma Salerno è una storia a parte e, di certo, sta vivendo il capitolo più buio della storia del calcio cittadino.

Mai, l’Arechi si era ri­trovato a registrare così poche presenze allo sta­dio. Nemmeno nel totale, con le quasi quaranta­mila presenze finora fat­te registrare, 39.366 per essere pignoli, che sono appena appena paragona­bili ai dati fatti registrare, a parità di giornate, nella stagione di C1 2005/06. Allora furono 44.521 le unità fatte registrare e con due categorie di dif­ferenze dall’attuale. Ma anche allora c’era una crisi d’identità da parte della tifoseria granata, che pur mantenendo parzial­mente la denominazione ed i colori, era “orfana” dell’ippocampo sulle ca­sacche. Sarà un caso, ma sono proprio queste due stagioni a contendersi il primato negativo di pre­senze all’Arechi. Eppure, qualcosa la “storia” do­vrebbe insegnarla.

[Fonte: Resport]

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