Archivio per marzo, 2012

Fuga dal “Barbera”. I numeri sono impietosi, i motivi diversi. L’emorragia di tifosi d’inizio stagione non si è mai fermata: rispetto al campionato scorso, il Palermo in quindici partite ha perso più di 75 mila spettatori.

 

Tifosi palermitaniUn numero enorme, anche perchè il Palermo in casa ha già affrontato la maggior parte delle squadre con grande appeal. All’appello mancano solo Juventus e Catania. Sembra che la partita con i bianconeri stuzzichi l’ambiente. In viale del Fante, infatti, da giorni ricevono telefonate per avere informazione sulla vendita dei biglietti del match se si giocherà alla vigilia di Pasqua (alle 18:30). Non vorremmo sbagliarci, ma è probabile che il 7 aprile il “Barbera” sarà pieno di…juventini. A farlo pensare sono i numeri relativi alle altre partite con le grandi del campionato: con il Milan le presenze furono 22.246 (record stagionale), con l’Inter appena 20.795. Se con al Juventus si andrà oltre, è chiaro che sarà per “merito” dei tanti bianconeri che non vorranno perdersi l’esibizione della squadra di Conte (…) Al di là di quello che succederà, ciò che balza all’occhio è la disaffezione dei tifosi nei confronti del Palermo, testimoniata anche dal minimo storio di abbonati. Dal tutto esaurito del post  ritorno in serie A si è passati ai 18.714 spettatoti (fra abbonati e paganti) di quest’anno (con l’Atalanta il record negativo di presenze: 15.302). Un dato che non ha eguali nei 7 precedenti campionati di serie A dell’era Zamparini e che è anche inferiore ai numeri del campionato di serie B 2003-04 che regalò la promozione dopo 31 anni. (…) Mai comunque il Palermo è sceso sotto la soglia dei 400 mila spettatori a stagione, cosa che con moltissima probabilità succederà invece quest’anno. (…). Ma perchè la gente fugge dal “Barbera”? C’è un motivo economico e ce n’è uno sportivo. Il primo porta alla crisi che sta investendo le famiglie italiane: i soldi sono sempre meno ed è chiaro che si taglia il superfluo. Dunque, anche lo stadio, soprattutto se già si paga un abbonamento per la pay-tv- Poi c’è la delusione sportiva: tutto quello che è successo quest’anno (un mercato in entrata senza capo né coda, le cessioni di Pastore e di tutti gli altri big, l’addio di Delio Rossi, due esoneri e i risultati deludenti) hanno tolto entusiasmo ai tifosi. Chissà se Zamparini in estate saprà risvegliarlo. Intanto è fuga dal “Barbera”.

[Fonte: Ultraspalermo.blogspot.com]

Mick Jones dei Clash organizza concerti in favore della racconta fondi per la verità sui tragici fatti di Hillsborought in cui persero la vita 96 tifosi del Liverpool. I Reds e non solo vogliono giustizia per i 96 tifosi tragicamente scomparsi il 15 aprile 1989 nello stadio, sono passati troppi anni!

I fondi raccolti saranno donati all’Hillsborough Justice Campaign, l’associazione che vuole la verità; ci saranno due concerti il primo, presso il The Accademy di Dublino il 30 marzo e poi, il secondo in ordine temporale, al The Spring & Airbrake a Belfast il 31 marzo e suoneranno tra gli altri Mick Jones dei Big Audio Dynamite (ma famoso per essere un ex dei Clash), Pete Wylie e Peter Hooton dei Farm di cui parleremo successivamente.

Questi due eventi musicali chiudono un tour nato nel 2011 all’ Olimpia di Liverpool in cui furono fatte molte cover dei Clash, il successo della serata fu riproposto a Londra ed ai Farm si aggiunsero i Primal Screen (ne parleremo successivamente)e Paul Simonon, altro ex Clash. Altro successo ed altra replica, nuovamente a Liverpool con Billy Bragg e John Power. Altra serata a Galles ed altra comparsa, James Dean Bradfield.

Il massimo si è raggiunto nella tappa di Manchester nella quale sul palco c’erano anche John Squire e Ian Brown degli Stone Roses, insieme 15 anni dopo.

Per voi fan di Football a 45 giri, Ian Brown, Primal Screen e Clash è il massimo! In ogni caso per tutti questa di Justice Tonight deve essere un’iniziativa stupenda: per gli amanti del calcio, per gli amanti della buona musica e per gli “amanti” della giustizia e la solidarietà!

Justice Tonight è un brano del 1980 pubblicato dai Clash in Black Market Clash.

Peter Hooton: “Ovunque siamo andati la musica era incredibile e il pubblico è stato fantastico. Il tour è servito soprattutto però come opera di sensibilizzazione a favore dellaHillsborough Justice Campaign. Questo è quello che hanno detto John Squire e Ian Brown, dopo la loro esibizione : “ Alcune cose trascendono il solo gioco del calcio – e questo problema è una di queste”. E “Mick Jones è la vera forza trainante dietro a questo movimento…Ha detto che si sente come se stesse protestando e lottando per ottenere giustizia ancora una volta, come nei lontani anni ottanta, un sentimento che non aveva più sentito da quando, verso la fine degli anni settanta, ha iniziato a scrivere le canzoni per i dischi dei The Clash”.

[Fonte: Football a 45 giri]

Riempiti già cinque pullman. Grazie all’apertura ai ‘non tesserati’ sono pronti a partire in più di 400

 

Tifosi ascolaniAscoli Piceno, 28 marzo 2012 – I numeri da capogiro di qualche anno fa sono ancora lontani, ma il periodo nero del popolo del Del Duca, in particolare della curva Sud, cuore storico del tifo, sembra ormai alle spalle. D’altronde il calcio è spettacolo, che arriva anche dagli spalti e non di rado contribuisce al raggiungimento dei risultati in campo, soprattutto in una piccola città, come Ascoli, che per anni è stata rappresentata in Italia e all’estero dalla propria squadra.

La desolazione dello stadio semideserto e l’assenza di striscioni e bandiere probabilmente resteranno solo una triste parentesi, ormai in fase di chiusura. Il lavoro dei ragazzi della curva, che ora sono uniti dietro il nome ‘Ultras 1898’ ha portato lentamente i propri frutti e la trasferta di sabato a Modena sarà la prima occasione di ‘mini esodo’. Sono infatti ben cinque i pullman già pronti a partire, e questa sera, dopo il successo della scorsa settimana, si ripeterà la riunione di coordinamento di tutti i gruppi organizzati al circolo Maxxi di Monticelli (ore 21).

Gli autobus sono stati allestiti da Ultras 1898 (due torpedoni), Castel di Lama bianconera, bar Caprice (ex Black Warriors) e bar Caldaie. Oltre ai bus si muoverà anche una nutrita colonna di mezzi privati. Merito del lavoro instancabile di chi, anche quando in curva c’era più cemento che persone, non ha mai pensato di disinteressarsi, merito dell’atteggiamento della squadra in campo e merito dell’apertura delle autorità ai ‘non tesserati’ per la trasferta al Braglia: ogni possessore di Picus Card ha diritto a un biglietto per un amico non tesserato, presentando al momento dell’acquiesto la propria tessera ed il documento del titolare del secondo tagliando.
“Teniamo a sottolineare — fanno sapere gli Ultras 1898 — che questo entusiasmo non è un fuoco di paglia dovuto alla vittoria sul Pescara: noi siamo quelli che non hanno mai mollato e che c’erano anche quando si cantava in pochi. Stiamo lavorando da mesi, dietro le quinte, alla riorganizzazione del tifo e se sabato per andare a Modena qualche centinaia di persone è disposto a non andare al lavoro, non andare a giocare a calcio, persino non andare a scuola, vuol dire che ancora c’è gente che considera l’Ascoli qualcosa di davvero importante. Alla fine della partita con il Grosseto noi abbiamo fatto un patto con la squadra e lo manteniamo: non faremo sconti a nessuno. Apprezziamo le recenti parole del presidente Benigni, ma gli chiediamo di voltare pagina rispetto a tutti gli errori del passato: penalizzazioni, prezzi troppo alti e altre scelte hanno compromesso l’afflusso dei tifosi e segnato il rapporto di molti di loro con la società. Alla fine del campionato — concludono gli Ultras — non permetteremo che si ripeta ciò che è accaduto in passato”.

[Fonte: Il Resto del Carlino]

In un’epoca in cui club e istituzioni calcistiche e politiche sembrano voler fare di tutto per allontanare i tifosi, per loro un alleato prezioso si sta rivelando l’Unione Europea, anche se in Italia se ne parla davvero pochissimo, per non dire per niente. Gli ultimi sviluppi sono particolarmente incoraggianti.

 

Il Parlamento Europeo ha votato il cosiddetto Rapporto Fisas, che delinea la Dimensione Europea dello Sport e che comprende due affermazioni dagli effetti potenzialmente rivoluzionari: l’emendamento 45

laddove trasparenza e responsabilità democratica presso i club sportivi possano essere migliorate dal coinvolgimento dei tifosi nella proprietà e nella struttura di governance dei loro club

e l’emendamento 238:

ci si appella agli Stati Membri e agli organi di governo dello sport affinché stimolino il ruolo sociale e democratico dei tifosi che sostengono i principi del fair play, promuovendo il loro coinvolgimento nella proprietà e nella struttura di governance dei loro club a come importanti stakeholder degli organi di governo dello sport;

Entrambi gli emendamenti sono stati ratificati con la votazione del 2 febbraio, da parte di tutti i principali partiti, il che rappresenta una sonora approvazione del lavoro postato avanti da Supporters Direct Europe e dai gruppi che ne fanno parte in tutto il continente; e si appella ai governi europei a le federazioni calcistiche nazionali affinché prestino il loro supporto a questi gruppi ogni volta che sia possibile. Antonia Hagemann, Head of European Development di Supporters Direct, ha detto: “Rivolgendosi ai governi e agli organi di governo del calcio per sostenere i loro sforzi, questo rapporto sarà un importante spinta per i gruppi di tifosi in tutta Europa. Siamo impegnati a proseguire il nostro lavoro con il Parlamento Europei ed altri organi dell’UE, nel coordinare azioni che assicurino che good governance, stabilità finanziaria e community ownership nel calcio continuino a diffondersi negli stati membri dell’UE.”

La Commissione Europea ha invece premiato Supporter Direct, insieme a otto organizzazioni di tifosi di altrettante nazioni e a Cooperatives Europe, con il finanziamento di un progetto nell’ambito dell’Azione preparatoria nel settore dello sport (EAC/18/2011). Il progetto, intitolato “Migliorare la governance nel calcio tramite il coinvolgimento dei tifosi e la community ownership” rientra nell’area della good governance nello sport. Il progetto fa seguito allo sviluppo di un network europeo di organizzazioni che stanno cercando di essere coinvolti nei processi decisionali dei loro club con il sostegno di Supporters Direct. L’obiettivo è contribuire a rafforzare le capacità a livello nazionale ed europeo attraverso la creazione di partner forti nel dialogo con gli organismi direttivi del calcio e altri stakeholders per migliorare la good governance tramite il coinvolgimento democratico dei tifosi in linea con i valori dell’Unione Europea. Oltre a potenziare il network della fan onwership in Europa attraverso l’individuazione e la condivisione delle migliori pratiche e delle lezioni apprese, i partner intraprenderanno la produzione di un ‘kit’ per il loro Paese, nella loro lingua. Questi documenti forniranno in futuro una risorsa fondamentale per i supporters trust, altri gruppi e club di proprietà collettiva dei tifosi.

Entrambe le iniziative proseguono nel cammino tracciato nel 2007 dal Libro Bianco sullo Sport e nel 2011 dalla Comunicazione sullo sport; entrambi emessi dalla Commissione Europea, esprimevano il loro supporto per il percorso verso la good governance nel calcio ed il coinvolgimento dei tifosi in particolare.

(in parte tradotto e adattato dal sito di Supporters Direct)

[Fonte: The people’s game]

Un arsenale di armi improprie in un pullman della tifoseria del Bisceglie giunta domenica a Fasano al seguito della propria squadra.

 

I bastoni sequestratiLa scoperta è avvenuta nel corso delle operazioni di bonifica condotte dai carabinieri della compagnia di Fasano in occasione del match. Ora sono in corso le indagini per identificare almeno alcuni degli ultras che viaggiavano sul pullman in questione, per la proposta degli stessi alla misura del Daspo.

I controlli di “bonifica” effettuati dai carabinieri hanno consentito di rinvenire, nascosti all’internodel mezzo 14 bastoni dei quali 8 in legno, 4 in metallo e 2 in polietilene, che sono stati sequestrati, che sarebbero tornati utili agli ultras in caso di incidenti con la tifoseria ospite. Per fortuna non si sono verificate tensioni tali da spingere l’una contro l’altra le tifoserie delle due città.

[Fonte: Brindisi Report]

Al 40enne sarà emesso un divieto di accesso allo stadio per i prossimi anni

 

 

Tifosi veronesiAveva lanciato due razzi contro i tifosi vicentini durante lo scorso derby. L’ultras veronese è stato individuato e prequisito dalla Digos scaligera. Per lui è scattato il divieto di assistere alle partite della sua squadra del cuore per i prossimi anni. Lo scorso 17 marzo al si disputò l’incontro di calcio Hellas Verona – Vicenza, derby veneto di serie B ad alto rischio per l’ordine pubblico a causa della nota rivalità di campanile. Il dispositivo di sicurezza allestito per l’occasione evitò qualsiasi contatto tra opposte fazioni, ma non mancarono tentativi di reciproca aggressione.    Come quello che avvenne all’interno dello stadio durante la gara quando, al secondo gol della squadra scaligera, i tifosi dell’Hellas della tribuna est si avvicinarono con fare minaccioso alla recinzione che li separava dal settore della curva nord, spazio riservato agli ospiti, con il palese intento di attaccare briga. Alcuni supporter del Vicenza risposero alla provocazione e a loro volta si raggrupparono verso la recinzione, tanto che gli steward, non riuscendo ad arginare l’avanzata dei facinorosi, chiesero l’intervento delle forze dell’ordine che con una rapida azione dissuasiva entrarono nello stadio dividendo definitivamente i contendenti.
In tale frangente, mentre i due gruppi si scambiavano offese, un ultras scaligero sparò verso la curva nord due razzi luminosi, fortunatamente senza causare danni. Esigenze prioritarie di ordine e sicurezza pubblica non consentirono l’immediata ricerca del responsabile, anche se il fatto destò notevole clamore, tanto che la stessa Lega Calcio comminò una pesante multa alla società Hellas Verona. Tuttavia l’attività investigativa si mise in moto subito dopo e la Digos avviò una rapida quanto complessa indagine.    Partendo da un residuo della carica di lancio del razzo, rinvenuto sugli spalti da uno steward a fine gara, la Digos veronese è giunta ad un uomo di 44 anni, conosciuto per aver già scontato un periodo di inibizione di accesso alla stadio per pregressi fatti di violenza in occasione di una partita di calcio giocata dall’Hellas fuori casa. La Digos ha perquisito accuratamente la sua abitazione, trovando altri riscontri di prova: i razzi erano stati sparati con una “penna-pistola” del tipo di quelle usate per le segnalazioni nautiche, acquistata via internet.
Il tifoso scaligero, vistosi scoperto, ha da subito ammesso le proprie colpe collaborando con gli agenti. Si è comunque giustificato adducendo che, essendo intenzionato a festeggiare per il goal della squadra veronese, avrebbe voluto in realtà esplodere i razzi verso l’alto per ottenere un effetto coreografico, ma a causa di alcune spinte accidentali ricevute da altri tifosi a lui vicini, la traiettoria dell’artifizio luminoso si sarebbe involontariamente direzionata verso il settore ove era ubicata la tifoseria ospite.
Il colpevole è stato denunciato per possesso di artifizi pirotecnici e lancio di materiale pericoloso in occasioni di manifestazioni sportive. La sua posizione è ora al vaglio dalla pm Beatrice Zanotti la quale ha nel frattempo convalidato la perquisizione ed i sequestri. A carico dell’ultrà, infine, il questore sta emettendo un nuovo provvedimento di divieto di accesso allo stadio per i prossimi anni.

[Fonte: Verona Sera]

Famiglia allargata, diffidati, caroprezzi, stadio fatiscente, priorità, società assente, ecc.

 

Brescia-GrossetoStiamo crescendo – come molti di voi sapranno, non abbiamo mai dato troppa importanza al numero dei nostri “adepti”, quindi non cominceremo certo ora a contarci.
Come gruppo, sappiamo benissimo di essere in una fase molto delicata, per certi versi interlocutoria, causata soprattutto dalle tante scelte di coscienza (e non di convenienza) che abbiamo fatto negli anni della nostra breve storia.
Quella contro la tessera non è stata infatti l’unica battaglia intrapresa, anche se sicuramente la più pesante (col senno di poi, la rifaremmo mille volte, e senza alcun rimorso).
Ma il fatto di cui vogliamo parlarvi oggi esula ancor di più dal semplice contesto stadio; ha qualcosa di prettamente umano, legato in ogni caso a quei valori che da sempre difendiamo.
Stiamo parlando di Amicizia, di rispetto e soprattutto di Famiglia.
Il nostro gruppo, a torto o a ragione, è sempre stato improntato su dinamiche precise che ricalcano esattamente quelle di una vera parentela.
Per questo il rientro – dopo molti anni – di alcuni ragazzi diffidati ci rende particolarmente felici.
Per questo la nascita di Gemma e quella di Sara ci riempiono d’orgoglio.
Per questo il nostro gruppo oggi è cresciuto: se non nei numeri, nella qualità e nei valori più umani e profondi.
Bentornati Ultras.
Benvenute figlie di Ultras.

250!!! – All’undicesima giornata di ritorno sono questi – all’incirca – gli euro spesi da ogni singolo tifoso “non tesserato” per vedere il Brescia lottare al Rigamonti.
Soldi spesi bene o soldi spesi male? A voi l’ardua sentenza.
Al di là dei tanti dubbi amletici scaturiti – in tutti questi anni – da logiche societarie incomprensibili e velleitarie, ciò che più conta infatti è stabilire quanto questo dato abbia inciso sulle sorti della nostra amata Leonessa in questo campionato a fasi alternate; una stagione non ancora finita, sia chiaro, ma già abbastanza compromessa da far sorgere recriminazioni a iosa.
E sebbene i Play-Off siano nuovamente alla nostra portata, molti si chiedono dove saremmo oggi se non ci fosse stata quella fase di black-out generale (più societario che tecnico) di fine anno, e un così alto tributo economico da pagare per dare il proprio sostegno alla Maglia; un balzello frutto – ovviamente – delle geniali elucubrazioni di alcuni dirigenti del Brescia Calcio.

Per ovvi motivi (nessuno dei quali legato a pretese di agevolazioni o vantaggi personali) da sempre esibiamo questo concetto: la scelta di mantenere un prezzo dei biglietti popolari così alto – nonostante lo stadio sia sempre stato semivuoto e la campagna abbonamenti/tesserati sia finita da un pezzo – è stata una decisione non solo intollerabile, ma anche deleteria per l’intero ambiente, fra l’altro perpetrata nonostante le tante proteste e l’evidenza dei fatti.

E sebbene l’utilizzo – a inizio stagione – del caroprezzi come forma di ricatto per “obbligare” i tifosi a fare l’abbonamento sia stata se non vergognosa quantomeno “discutibile” (pratica oltretutto molto diffusa in Italia e dalla quale ha preso spunto l’ignobile e infruttuosa campagna relativa alla tessera del tifoso), risulta sempre meno comprensibile – e sempre a più persone – questo atteggiamento insulso e deliberatamente insistito della società.
Ai più scettici e – nonostante tutto – fedeli filo-corioniani, vorremmo far notare che fra tutte le società che si stanno battendo per il massimo traguardo, siamo quella con la media spettatori più bassa, almeno se escludiamo il Sassuolo e se vogliamo credere alle cifre fornite dal Brescia Calcio riguardo gli spettatori paganti, notoriamente gonfiate (fra l’altro siamo gli unici in Italia a pagare il biglietto cinque euro in più il giorno della partita!).

Tutto questo sebbene la nostra storia (come società e soprattutto tifoseria) non abbia nulla da invidiare a quella di altre Piazze, anzi.

Ovviamente questo risultato non certo esaltante – e piuttosto condizionante – ha una ragione d’essere.

E se questa situazione può sembrare non determinante, soprattutto durante partite come quella di sabato col Grosseto (si è vinto cazzo, ma che patì!), potrebbe diventare invece un grosso limite a fine campionato, quando a Mompiano scenderanno in campo squadre come Varese, Sassuolo e Livorno (non abbiamo citato il Verona perché ci aspettiamo il tutto esaurito, caroprezzi permettendo).

Quindi, alla società, ai bastian contrari e a tutti quelli che in questi mesi hanno ignorato certi “dettagli” o sono stati troppo occupati a recriminare (anche giustamente) sul fatto di avere uno stadio fatiscente, ricordiamo un particolare:
-per uno stadio decente ci vorranno comunque anni, e questo fattore non può influire a breve termine (questo non significa rinunciare a questa battaglia per noi “ancestrale”, sia chiaro), a prescindere dalla buona o mala fede delle parti in causa;
-al contrario, un intervento finalmente decisivo e “democratico” riguardo al caroprezzi potrebbe avere un ascendente inaspettato sul finale di campionato del Brescia;
-portare il biglietto a un euro all’ultima partita utile – come avvenuto negli ultimi anni e come quasi sicuramente accadrà anche alla fine di questa stagione – non servirà a molto, se non a far incazzare ancora di più i tifosi “esclusi” da certi riconoscimenti e trattati con una chiara ostilità.

A questo punto della storia, siamo ancora convinti che la vera priorità riguardi esclusivamente lo stadio?
E se invece fosse proprio come noi diciamo da tempo, perché non ci si batte tutti con costanza e coerenza contro ciò che di fatto ha minato seriamente il futuro della nostra orgogliosa Leonessa, a partire da questa società insulsa?

Francamente, come sempre riflettiamo…

[Fonte: Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord]