Operazione: stadio bus

Pubblicato: 8 marzo 2012 in Mondo Ultras
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Bellissima iniziativa congiunta di “MyRoma” e della “Fondazione Gabriele Sandri” andata in scena nell’ultimo derby della Capitale.

 

Roma, Operazione bus«Mai schiavi del risultato» recitava uno striscione in Curva Sud qualche mese fa. Ieri in Tribuna Tevere invece si è andati oltre il risultato. Una giornata speciale, emozionante, all’insegna dell’amicizia e del tifo quella vissuta da 15 ragazzi disabili sugli spalti dell’Olimpico. Tutto grazie a “Stadio Bus al derby”, un’iniziativa fortemente voluta da MyROMA, organizzata insieme alla Fondazione Gabriele Sandri e patrocinata dall’As Roma. Un evento che, in un giorno dove la tensione e l’ansia da derby la fanno da padrone, riporta tutti quanti a riflettere su ciò che è davvero importante e su quello che uno sport come il calcio dovrebbe trasmettere. Sentimento, passione, emozione si leggono sui volti di Massimo, Emanuele, Andrea e Simone, solo alcuni dei ragazzi protagonisti di questa giornata.

Sono arrivati allo stadio su due pulmini proprio a ridosso del fischio d’inizio. Hanno dovuto affrontare diverse peripezie, la polizia aveva bloccato al traffico tutta l’area circostante l’Olimpico, e arrivare al parcheggio dello Stadio dei Marmi è stata a dir poco un’impresa. Nonostante il ritardo i ragazzi sono scesi dai pullman senza frenesia, senza tensione, pronti a vivere la loro giornata speciale. Vestiti di giallorosso e biancoazzurro, insieme, contenti di esserci, di vivere il derby. Roma-Lazio è soprattutto tifo, piccole rivalità. E una volta seduti sui seggiolini della Tevere si sono scatenati i pronostici: «Vince sicuro la Roma per 2-1, con doppietta di Juan!» dice Massimo con felpa sciarpa e cappello giallorossi e un viso che si illumina appena partono le prime note di Roma Roma Roma. «Per me è la prima volta allo stadio, una sensazione unica» confessa Simone, che con una voce strozzata dall’eccitazione dice: «Durante l’inno di Venditti mi è venuta la pelle d’oca». Un tifo vero, appassionato quello dei 15 ragazzi. Come quello di Emanuele che a un «Forza Roma» risponde con un bellissimo «sempre». O come Valerio che dopo il rigore di Hernanes riesce a essere ottimista con un semplice «non c’è problema, segneranno Borini, Totti e De Rossi». C’è Andrea che si tiene tappate le orecchie con la sua sciarpetta e dice, quasi a bassa voce, «io ho paura dei botti», poi rivolge lo sguardo verso la Sud e con un sorriso a 32 denti esclama: «È stupenda, tutta piena e canta sempre!». C’è tanto da imparare da questi tifosi “speciali”, una genuità e una franchezza disarmante. Anche a fine partita, quando l’amarezza e la rosicata hanno di solito la meglio, Andrea commenta con un inequivocabile «il calcio è il calcio» e Valerio trova la lucidità per dire: «Dobbiamo tenere Luis Enrique». Come si diceva una giornata davvero speciale ed emozionante che senza l’impegno di MyROMA non sarebbe stata possibile. «Il progetto disabili è iniziato l’anno scorso – ha detto Walter Campanile, presidente dell’azionariato popolare giallorosso -. Riuscimmo a portare 8 ragazzi disabili al derby di Coppa Italia. Quest’anno abbiamo quasi raddoppiato! Per noi è sicuramente una vittoria, ma attenzione, può sembrare un gesto importante, ma invece è pochissimo, è il minimo che possiamo fare. L’evento di oggi l’abbiamo organizzato tutto da soli, insieme alla Fondazione Gabriele Sandri, certo la Roma ci ha dato i biglietti, ma per il resto è tutto gestito e organizzato da noi. E siamo tutti volontari. Ci vuole tanto impegno e spirito di sacrificio. Noi continuiamo a fare la nostra parte, ma per cambiare qualcosa serve lo sforzo di tutti. Mi rivolgo direttamente ai tifosi. Oggi eravamo tantissimi dentro lo stadio, pensate se ognuno facesse la propria parte, sicuramente avremmo uno stadio migliore, una Roma migliore e uno sport migliore». E in Italia di cose da migliorare ce ne sono tante. Solo ieri i problemi che il gruppo dello “Stadio Bus al derby” ha dovuto affrontare non sono stati pochi. Prima l’arrivo all’Olimpico, poi una volta dentro i biglietti che erano stati assegnati a ogni ragazzo erano lontani uno dall’altro. Non c’era posto per le carrozzine. Solo la gentilezza di uno steward ha permesso al gruppo di assistere alla partita tutti insieme. «È incredibile, noi organizziamo questo tipo di eventi e nessuno ci aiuta. La condizione di questo stadio è davvero indecente» ha commentato uno scoraggiato Campanile. Paola Accomando, il responsabile del dipartimento politiche sociali di MyROMA, ha raccontato come l’impegno dell’associazione a favore della disabilità sia incessante, nonostante la realtà italiana non aiuti: «L’anno scorso all’interno di MyROMA abbiamo aperto questo dipartimento proprio per promuovere iniziative come quella di oggi. Fin da subito ci siamo coordinati con il CAFE (Centre for Acces to Football in Europe, Centro per l’accesso al calcio in Europa, ndr). Io personalmente sono andata alla conferenza del CAFE a Wembley, e pensate che ero l’unica italiana. Il nostro paese ha fatto davvero una brutta figura». Intanto è importante portare avanti iniziative di questo tipo, cercando la collaborazione delle associazioni nel territorio. Così come fatto oggi, con la Fondazione Sandri. «Appena ricevuta la proposta, abbiamo accettato immediatamente, non potevamo tirarci indietro di fronte a un’iniziativa nobile come questa» ha dichiarato Lorenzo Valentinotti, uno dei ragazzi dell’associazione fondata da Giorgio Sandri, papà di Gabbo. Una giornata speciale, da ripetere il prima e il più possibile. Non solo per il bene dei disabili, ma per quello di tutti.

[Fonte: MyRoma]

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