WEST HAM-CRYSTAL PALACE

Pubblicato: 13 marzo 2012 in Mondo Ultras
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Il blog “Bar Sport Brusche” ci regala un’altra bella cronaca dall’Inghilterra.

 

Per il mio 27esimo compleanno ho deciso di farmi un regalo. Un biglietto per una partita, che altro potevo regalarmi?! Il 25 febbraio 2012, due giorni dopo la trasferta a Manchester per la partita di Europa League con l’Ajax, vado infatti a vedere il West Ham, la squadra inglese che più mi sta a cuore. Gli hammers, capolista in Championship, ospitano ad Upton Park il Crystal Palace, squadra del South London. Uno dei mille derby di Londra ma la rivalità non è accesa, niente a che vedere con la sfida con il Millwall….
E’ la mia terza presenza ad Upton Park quest’anno, dopo le partite vinte con Barnsley (con il mio coinquilino Marco) e Millwall (in solitario). Stavolta la mia compagna d’avventura è Valentina, una ragazza trentina che lavora con me (lei all’hotel, io al ristorante). Tipa simpatica la mia amica Vale, anche lei tifosa del West Ham.
In 18 anni di stadio è stata la prima volta che ci sono andato con una ragazza. Ho provato a riavvolgere il nastro, fino a quel piovoso Padova-Inter 0-3 di Coppa Italia nel ’94 (mia prima volta allo stadio, certo che me ne potevo scegliere uno di meglio dell’Euganeo, e che cazzo!). Niente, nessuna rappresentante del gentil sesso, se non qualche amica/collega incontrata allo stadio (ciao Anna Chiara!). Sarà che di morose degne di tal nome, ne ho avute pochette, sta di fatto che a 27 anni sfato un tabù.
La Vale è un’ottima compagna di avventura, alle 11.30 ci incontriamo ad Arsenal, fermata di casa mia. Ce la prendiamo un po’ troppo comoda tra foto e chiacchiere, così arriviamo allo stadio all’ultimo secondo, complice anche un’inaspettata fila al tornello. Di solito a me piace arrivare con anticipo allo stadio, stavolta ho fatto come gli inglesi, che entrano all’ultimo minuto. Ci accomodiamo nei nostri seggiolini, nella East Stand centralissima. La cornice è splendida, stadio tutto esaurito e sole primaverile (17 gradi). La visuale è davvero perfetta, e vorrei anche vedere visti i 47 pound (sti cazzi! Prezzi da Premier League…) scuciti. Scopro con piacere che, alla mia destra c’è un’arzilla signora inglese, dalla vaga somiglianza con Jessica Fletcher, che non lesinerà rimproveri ai giocatori durante il match. Beato tra le donne insomma.
La partita non è decisamente delle migliori. Il West Ham fa fatica ad organizzare manovre interessanti. L’attacco è fragile, con il piccolo Maynard troppo solo in avanti; il centrocampo fatica a tener palla ed è a corto di idee, complice l’assenza di capitan Kevin Nolan. Decisamente meglio il Crystal Palace, che dimostra più voglia e grinta (davvero bravo il guizzante Zaha). Un Robert Green in grande giornata nega in più occasioni agli ospiti il gol del (meritato) vantaggio.
Il Crystal Palace domina anche sugli spalti , cosa altrettanto sorprendente. I cori più continui e ben fatti provengono infatti dalla Sir Trevor Brooking Lower, metà settore occupato dai tifosi ospiti, venuti in circa 2.000 dal South London. Considerato che ero in tribuna centrale, praticamente sulla linea di centrocampo, avevo le due tifoserie a uguale distanza e i tifosi del West Ham, a parte qualche C’mon you Irons nel secondo tempo, li ho sentiti davvero spenti. Per di più una parte del pubblico ha dimostrato il suo disappunto, a fine primo tempo e a fine gara con sonori “boo” all’indirizzo della squadra di Sam Allardyce (che, a mezzo stampa, ha riferito di non aver gradito).
Certo, la prestazione della squadra non è stata all’altezza, gli hammers sono apparsi stanchi, complici anche le ultime tre partite giocate in dieci uomini. Davvero incomprensibili però i “boo” (non provenienti dalla maggior parte del pubblico, ovviamente) ad una squadra prima in classifica, certa gente non ha un minimo di buon senso. Capace di trascinare la squadra con il Millwall, oggi la parte più accesa del tifo claret&blue ha invece battuto la fiacca, poco ispirato alla prestazione della squadra, parsa più grintosa nel secondo tempo, ma non abbastanza per ottenere la vittoria. Ripeto, mi hanno sorpreso in positivo i tifosi del Crystal Palace, belli uniti e vocalmente validi. La squadra è andata giustamente a ringraziarli a fine gara.
A fine partita non possono mancare le foto di rito nello stadio vuoto e presso la statua del leggendario capitano Bobby Moore (646 presenze con il West Ham), portato in trionfo da Geoff Hurst, Martin Peters e Ray Wilson, tutti eroi dell’Inghilterra campione del mondo nel 1966. Attorno alla statua ho notato diversi mazzi di fiori, per commemorare proprio Bobby Moore, scomparso il 24 febbraio del 1993.
Visto che sono appena le due e mezza, decidiamo di farci un giretto all’official store del club, dove le volte precedenti mi ero comperato una sciarpa, un berrettino peruviano ed una giacca claret-blue. Gli official store dei club inglesi sono davvero incredibili: puoi trovare davvero di tutto. Maglie personalizzate, pantofole, tazze, preservativi, everything! Tra le cose più piacevoli nel visitare lo shop, il fatto che il giocatore più celebrato, al pari di Bobby Moore, sia Paolo Di Canio, la cui faccia è presente in foto, magliette e sciarpe. Considerata la fila alle varie casse (una decina!), ho sempre pensato che il volume di affari in questi store sia davvero notevole. Il merchandising, questo sconosciuto in Italia… Non mi stancherò mai ad insistere come l’Inghilterra sia avanti anni luce da questo punto di vista.

Valentina si compra una maglietta con scritto: “I only kiss West Ham fan”… Cosa peraltro non confermata più tardi in disco a Soho (si fa per scherzare Vale…), dove proseguiamo questa giornata davvero piacevole. Un bel compleanno davvero, peccato solo il West Ham non mi abbia regalato una vittoria.

[Fonte: Bar Sport Brusche]

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