PESCARA, STADIO ADRIATICO, 14 APRILE 2012: L’ITALIA RACCONTATA IN DUE ORE

Pubblicato: 19 aprile 2012 in Mondo Ultras
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Ti scrivo perché voglio che si sappiano i retroscena di quanto successo veramente durante Pescara-Livorno, visto che le tv non hanno detto esattamente la verità omettendo come sempre le cose importanti.

 

I soccorsi a MorosiniOccorre premettere che pioveva, non il diluvio ma la tipica pioggia di primavera che sembra poca ma alla fine ti bagna parecchio con progressivo peggioramento (il meteo dava diluvio dal secondo tempo).

Arrivava il Livorno, tifoseria con la quale siamo stati gemellati oltre 20anni e con la quale abbiamo ottimi rapporti di amicizia da sempre, partita sicuramente non a rischio anche non volendo considerare che gli ospiti erano solo 4.

Iniziano i problemi dai cancelli, gli steward gonfiando il petto all’entrata fermavano molte persone dicendo: “Gli ombrelli non possono entrare perché potenzialmente pericolosi”.  A chi faceva notare loro che pioveva e l’ombrello serviva a quello replicavano chiamando i puffi tutti messi in fila dietro di loro. La scena più comica (?) è stato un letterale strappo di mano di un ombrello di hello kitty ad una ragazzina di 9-10 anni, il padre ha giustamente urlato ricevendo soltanto un silenzio di risposta dai puffi e un sorrisino dallo steward compiaciuto. Tenete a mente questo steward che chiameremo X perché tornerà dopo.  Molte altre persone hanno urlato e protestato per questa follia anche persone normalissime che si siedono ai lati della curva, mi ricordo che uno disse “voglio ritrovarlo quando esco o vi crepo” e di risposta ha ricevuto da un puffo “io non te lo controllo non è il mio lavoro qui (!!!)”. Risposta analoga la ricevetti quasi 5 anni fa per il secondo casco del motorino per un amico non avendo il portaoggetti dietro: non può entrare e non lo puoi lasciare perché non lo controlliamo. Bella roba.

In questo clima surriscaldato entro e noto che comunque qualche ombrello è entrato soprattutto ai distinti.

Poi come sapete avviene il dramma del povero Morosini.

Vi premetto anche che a Pescara vi è un forte odio verso i vigili urbani in generale, rei di essere particolarmente fiscali sulle cavolate (3cm di ruota sopra una striscia scatta la multa), ciechi davanti ai potenti (assessori su parcheggi per disabili mai multati), particolarmente ignoranti (hanno multato 2 poliziotti senza cintura non sapendo che la legge glielo consente, per replica la polizia ha multato tutti i vigili di Pescara ) e anche disonesti (scandali su multe incassate, auto spostate dalle linee per fare la multa ecc.).

Durante la tragedia, mentre tutti i giocatori e staff delle squadre chiamava le ambulanze dicendo agli steward di aprire il cancello che divide la pista di atletica dal parcheggio società-ambulanze-giocatori, noto un enorme IMMOBILISMO da parte dei signori dalla pettorina gialla (i puffi manco a dirlo erano spariti completamente e sono ricomparsi solo molto dopo) che con mani in tasca guardavano come se fossero esterni gli eventi. Alla fine dopo diverso tempo un paio di sanitari tentano di aprire il portone svegliando l’interesse degli steward che finalmente danno una mano.

Appena aperto il portone si trovano davanti all’ambulanza una macchina dei vigili urbani chiusa a chiave che ostacolava l’ingresso (cosa che si è saputa solo quando c’è stato l’annuncio della sospensione della partita).  Nella totale indifferenza dei signori con la pettorina gialla i sanitari tentano di spostare l’auto finchè un vigile del fuoco sfonda il finestrino e riesce a spostare l’auto. Solo in quel momento 2-3 steward vanno a dare una mano a chi già spostava l’auto.

Nel mentre tentavano di spostare l’auto i restanti 10 steward guardavano mani in tasca i gesti dei sanitari e dei giocatori che chiedevano una barella. Impassibili da veri duri. Alla fine la barella la è andata a prendere Verratti che insieme a Zanon e 2 sanitari del Livorno la hanno portata in campo.

Finalmente arriva l’ambulanza che carica il povero Morosini e lo porta in ospedale.

Arriva l’annuncio di sospensione della partita mentre cresce allo stadio una forte rabbia, moltissima gente urlava parole del tipo “Bastardi non fate entrare gli ombrelli e manco l’ambulanza” e cose del genere. Mentre usciamo dalla curva nord si riversano tantissime persone alle grate che dividono la curva nord dal settore parcheggi urlando cose che potete immaginare benissimo visto che si era diffusa la notizia che era una macchina dei vigili ad aver ostacolato tutto.

Davanti ad una grata si presenta X lo steward di prima che viene coperto di insulti sputi e anche da tentativi di calci pugni attraverso le fessure. X scappa e chiama i puffi improvvisamente ricomparsi da non sa dove. Passano delle auto di polizia e vigili e volano bottiglie ,fumogeni e petardi al loro indirizzo con sempre più gente che affluiva arrabbiata. Poi noto una scena disgustosa: alcuni celerini fanno dei gesti verso le persone da dentro la camionetta aperta suscitando l’ilarità di diverse pettorine tra cui X che comunque aveva mantenuto un sorrisetto di sfida tutto il tempo. Vanno via macchine e camionette e torna la calma vista l’angoscia e lo sconforto per il povero Morosini.

Tornato a casa vedo sul sito del Centro.it delle foto dei momenti delle ringhiere e in una di queste vi era il momento di ilarità generale tra gli steward post gesto dei celerini. La sera le foto erano sparite dal sito.

Verso le 19 la dichiarazione del capo dei vigili: “ Le auto non erano in sosta vietata, quindi non accettiamo processi mediatici”.  Penso non ci sia altro da aggiungere, l’Italia raccontata in 2 ore.

Direi che c’è poco da aggiungere. Hanno scritto bene i pisani ed i leccesi nei loro gironi: hanno trasformato gli stadi in caserme, che non sanno gestire. Sono capaci di individuarti in due minuti se accendi un fumogeno e lo tieni in mano (se lo getti subito sulla pista d’atletica con conseguenti danni no, of course, ma se decidi di essere corretto lo prendi in culo!) ma non riescono a soccorrere un ragazzo che ha un malore in campo.

Quanto a “Mister X” direi che è l’ennesima riprova di come a molti italiani la divisa finisca col dare alla testa. Questo signore probabilmente a scuola era l’emarginato, quello a cui tutti tiravano le palline di carta e che non aveva nessun amico perchè farsi vedere amico suo equivaleva alla morte sociale. Quello che già da piccolo ambiva a vendicarsi, ad avere potere… Ritrovarsi con una divisa addosso non gli deve essere sembrato vero!

E’ un vero peccato che in un paese famoso per la sua storia, la sua cultura e la sua arte, oggi vadano avanti solo simili esempi di ignoranza. Poi non stupiamoci se stiamo per sprofondare non solo a livello economico…

[Fonte: La Padova Bene]

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