Israele, stop ai campionati dopo maxi-rissa tra i giocatori

Pubblicato: 24 aprile 2012 in Calcio
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L’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza sui campi di calcio durante uno scontro diretto per la promozione in A: 11 delle persone coinvolte ai domiciliari. Netanyahu: “Dobbiamo sradicare il fenomeno”

Rissa in campoTEL AVIV – Campionati di A e B sospesi in Israele dopo una maxi-rissa al termine del match tra l’Hapoel Ramat Gan e l’Hapoel Bnei Lod (squadra mista arabo-ebraica), entrambi candidati alla promozione nella massima serie. “Dobbiamo sradicare la violenza – ha detto il primo ministro Benyamin Netanyahu – Se ci sarà violenza, non ci sarà calcio”.

Ad accendere la miccia è stato il furibondo finale del match, trasmesso venerdì in diretta televisiva. La partita si era conclusa con un pareggio. Mentre i giocatori si apprestavano a tornare negli spogliatoi si è scatenata in campo una zuffa che ha coinvolto quasi tutti i calciatori e uno degli allenatori. Diciotto sono stati poi portati in commissariato e sono stati interrogati dalla polizia. Undici sono stati posti agli arresti domiciliari.

Questo incidente è andato ad aggiungersi ad altri analoghi verificatisi nelle ultime settimane. Il 31 marzo scorso, in Maccabi Petah Tikva-Hapoel Haifa, un calciatore della squadra ospite era finito in ospedale e quella di casa è stato punita con tre punti di penalizzazione in classifica da scontare nella prossima stagione.

Mentre i due principali campionati venivano sospesi, i proprietari di due club calcistici hanno reso noto di volerli vendere, non potendo più tollerare episodi di violenza. E alcuni sindaci hanno minacciato di revocare il permesso alla utilizzazione degli impianti. Ora la stampa sportiva invoca per i violenti misure punitive straordinarie.

“I nostri campi di calcio si sono stati trasformati in campi di combattimento, l’incolumità pubblica è in pericolo”, ha denunciato il presidente dell’Associazione Calcio Avi Luzon. Da parte sua la ministra per lo sport Limor Livnat esamina ora la possibilità di tornare a schierare negli stadi forze di polizia.

[Fonte: La Repubblica]

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