Dal Bar Sport Brusche: MILLWALL-BLACKPOOL

Pubblicato: 3 maggio 2012 in Mondo Ultras
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Torniamo a vivere l’atmosfera inglese grazie ai racconti che ci pervengono dal nostro amico “Brusche” in quel di London e al suo interessante blog di calcio inglese.

 

 

The Millwall Routemaster bus standing outside The Den

 

28 aprile 2012, ultima giornata di Championship. Una giornata che avevo segnato in agenda con mille cerchietti rossi, come data del ritorno del West Ham in Premier League dopo un anno di purgatorio. Un mesetto fa avevo pure acquistato il biglietto per la partita con l’Hull City ad Upton Park.
Una previsione piena di speranze ma sbagliata visto che, a un turno dal “rompete le righe”, gli Hammers si ritrovano terzi, a -2 dal Southampton, che gioca in casa con il già retrocesso Coventry. Solamente le prime due classificate passano direttamente, mentre per le altre (dalla terza alla sesta) le speranze di promozione passano attraverso i playoff. Un vero tifoso deve sempre crederci, è vero, ma stavolta la ragione ha la meglio sul cuore. Vendo così i miei biglietti di West Ham-Hull ai miei nuovi coinquilini Ivan e Giorgio, che non sono ancora stati in uno stadio inglese, e decido di cambiare programma.
The Den
A Londra piove da una decina di giorni quasi no-stop e la voglia di starmene a letto dopo una settimana di lavoro è notevole. Quando però scopro che è in programma Millwall-Blackpool la pigrizia scompare subito. Un match che cattura subito la mia fame di calcio e stadi per vari motivi.
In primis, l’unico stadio londinese delle due principali serie inglesi in cui non sono ancora stato è proprio il “The Den”, casa del Millwall, nemici storici del West Ham. Una squadra più famosa per i propri supporter (negli anni d’oro dell’hooliganismo, anni ’70 e ’80), che per il valore sul campo.
Oltre alla curiosità di vedere un nuovo teatro del football londinese, l’altro motivo che mi spinge nel South-East London sono gli avversari, il Blackpool. Una squadra che la scorsa stagione ha attirato le simpatie mie e di mezza Inghilterra, quando i Tangerines (Mandarini, per il colore sociali) approdarono in Premier League. Un manipolo di illustri sconosciuti, guidato dall’istrionico Ian Holloway, che ha sorpreso tutti (punto più alto, la vittoria contro il Liverpool ad Anfield) con il suo calcio senza timori. Fuori dalla zona retrocessione per tutta la stagione, i Tangerines sono però crollati ad un passo dal traguardo, con una sconfitta all’Old Trafford di Manchester (dopo essere stati in vantaggio 2-1) che ha sancito l’amara retrocessione.
Kevin Phillips, evergreen striker
Il manager Ian Holloway è stato bravo a raccogliere i cocci, costruendo una squadra con molti giovani, che sta lottando per l’immediato ritorno in Premier (playoff già matematici per loro). A fare da chioccia ai vari sbarbati, l’immenso Kevin Phillips, uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi 20 anni in Uk. Nel suo palmares, oltre 270 gol, un Premier League Player of the season (nel 2000, quando fu capocannoniere) e quattro promozioni con Sunderland, Birmingham e West Bromwich. Un esperto in salti di categoria, ingaggiato da Holloway l’estate scorsa. Un acquisto azzeccato, visto che Phillips, a 38 anni suonati, in campionato ha già segnato 16 gol, alcuni dei quali davvero splendidi. Di solito non sono un tipo che si innamora dei giocatori, ma Phillips mi è sempre piaciuto ed ero curioso di vederlo all’opera dal vivo.
West Stand

 

The Dockers Stand
Cold Blow Lane Stand
I buoni motivi per andare al “The Den” ci sono dunque tutti, a costo di passare per il fesso che, pur tifoso del West Ham, ha trascorso il giorno della promozione nello stadio degli acerrimi rivali. Il match è in programma a mezzogiorno e mezzo e, privo di biglietto, alle 11 lascio casa, accompagnato da pioggia, vento e una decina di gradi. La tipica giornata inglese, in cui le alternative sono due: starsene sotto le coperte o andare allo stadio. Dopo il tragitto in metro da Arsenal a Waterloo, prendo il bus per South Bermondsey, nel South-East London. Una zona più carina del previsto, molto verde e ben curata, che ho l’occasione di apprezzare nel tragitto. L’autista non ha molta fretta e arrivo allo stadio a un quarto d’ora dal KO. Mi reco alla biglietteria e alla cifra di 24 pound compro un biglietto di North Stand, settore riservato ai supporter ospiti. Una tifoseria che ho scoperto e apprezzato tramite alcuni video su youtube, uno in particolare, che vedeva i tifosi Tangerines sostenere la loro squadra, sotto di 5 gol al Fly Emirates.
North Stand, away supporters
Il biglietto non è numerato e mi accomodo così dove mi pare, tra i tifosi arancioni che riempiono il settore ospite, nonostante Blackpool non sia esattamente dietro l’angolo (è una città di mare nel centro-nord, 3 ore di treno). Buona anche la presenza dei tifosi del Millwall (13.122 gli spettatori totali), nonostante la squadra sia ampiamente salva e non abbia più nulla da chiedere al campionato. Un ragionamento molto italiano quest’ultimo, visto che in Uk tutte le partite sono importanti, nessuno regala niente a nessuno. Il Blackpool ha bisogno di punti per i playoff (sono quarti), ma i padroni di casa non rendono la vita facile ai rivali, portandosi in vantaggio dopo 12′ con un chirurgico diagonale di Keogh. Un gran destro, che posso apprezzare ancor meglio dalla mia posizione, dietro la porta del Blackpool. I Dockers già pregustano la settima vittoria di fila, un ruolino di marcia incredibile, che ha allontanto il Millwall dalla zona retrocessione, fino a un tranquillo e dignitoso 16esimo posto in graduatoria.
I Tangerines devono invece difendere la quarta piazza e, prese in mano le operazioni, alla mezzora impattano con un’incornata del difensore centrale Evatt. Il primo tempo si chiude così in parità e, gustandomi il mio hot dog, scopro che il Southampton sta vincendo 2-0 col Coventry, rendendo vano il vantaggio del West Ham sull’Hull. Risultati che attenuano i rimorsi per non essere ad Upton Park, dove ritornerò sicuramente per i playoff.
Fred Flinstones
Nei 15 minuti di pausa, ho pure l’occasione di osservare la tifoseria del Blackpool, formata da gente di tutte le età e sessi. Molti i bambini, le donne e gli anziani, quasi tutti con un gadget arancione. Il personaggio più colorito è un tipo, abbastanza brillo (eufemismo), vestito da Fred Flintones. Non pervenuta la presenza di Wilma…
Non pervenuto ad inizio ripresa il Millwall, schiacciato nella propria metà campo dal Blackpool. I Tangerines attaccano proprio sotto il settore ospite, che sospinge i propri giocatori. Ho così l’occasione di apprezzare il reparto offensivo del Blackpool, davvero temibile (al contrario di una difesa un po’ troppo ballerina). Assieme al veterano Phillips, un altro vecchio lupo di mare, il congloese Lumana Lua Lua, che ricordo per le sue esultanze a capriola ai tempi del Newcastle.
Tom Ince, right wing

 

Nouha Dicko, striker
A fianco dei due anzianotti, due giovani di belle speranze, l’ala destra Tom Ince e la punta Nouha Dicko. Entrambi mi hanno impressionato positivamente. Ince, 20 anni, è un’ala destra guizzante e dotata di buon dribbling mentre il francese Dicko, 20, è una seconda punta molto rapida e pungente, che fa passare in secondo piano il cognome buffo. E’ proprio Dicko a siglare il 2-1 al 71′, al termine di un’azione davvero splendida, da manuale del calcio. La manovra parte da destra e, tramite una serie di scambi di prima, si sposta a sinistra, dove il terzino Crainey mette un cross rasoterra che Dicko deve solo spingere in rete. I giocatori arancioni esultano sotto il settore ospiti, in estasi. I cori, fin lì sporadici e non così convinti, si fanno sempre più forti e incessanti, come la pioggia che scende sul “The Den”. Non solo sostegno alla propria squadra, ma pure scherno nei confronti dei rivali del Millwall, tipo “Why don’t you go home, your season is over”.
L’entusiasmo dei Seasider viene freddato dal pareggio di Kane che, a 7′ dalla fine, fissa il punteggio sul 2-2 con un preciso sinistro all’angolino. Un pari che costa al Blackpool il quarto posto, superati dal Birmingham, vittorioso sul Reading. Proprio queste due squadre, Blackpool e Birmingham, si incroceranno nelle semifinali playoff, al pari di West Ham (terzo) e Cardiff (sesto). Toccando ferro, mi piacerebbe che in finale playoff a Wembley il West Ham se la giocasse con il Blackpool. Per simpatia e perchè, come avversario, sembra fatto su misura per gli hammers: forti davanti, deboli dietro (il West Ham in campionato gli ha rifilato 4 palloni, sia all’andata che al ritorno). Un avversario allo stesso tempo da prendere con le pinze, visto quanto successo negli ultimi due playoff (Blackpool prima, Swansea poi, promosse in Premier contro ogni pronostico).

 

 

Ultimo pensiero per i tifosi del Millwall. A pochi spiccioli dalla fine, si nota un certo movimento nelle tribune, mentre gli stewart come da copione si avvicinano sempre più numerosi a bordo campo. Una mossa inutile, visto che al fischio finale i tifosi Dockers invadono il campo (qui il link del video che ho caricato su youtube), come da tradizione in Inghilterra (e non). Un duecento persone, la maggior parte dei quali ragazzini, scorazzano gioiosamente per il campo e per un certo punto si avvicinano con fare provocatorio verso il settore ospiti. Arrivano fin sotto e sfidano i tifosi del Blackpool, mimando il gesto del wanker (segaiolo). Nessun tafferuglio, la polizia inglese ha la decenza e intelligenza di non intervenire e tutto si riporta alla normalità in un paio di minuti. Piano piano, il settore arancione si svuota, rimangono solo due vecchie spugne, una delle quali, complice l’alcol in corpo, improvvisa uno spettacolare striptease, a cui assisto in presa diretta.
Nel frattempo, dopo la rapida corsa negli spogliatoi, i giocatori del Millwall tornano in campo per raccogliere l’applauso del proprio pubblico, meritato dopo una stagione decorosa e relativamente tranquilla. Al Blackpool invece toccano gli straordinari, per inseguire il sogno Premier League.
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