Eureka! Nasce l’albo Nazionale degli striscioni autorizzati

Pubblicato: 3 maggio 2012 in Fuori campo
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Cavalcando l’onda populistica post Genoa-Siena, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ne ha partorita un’altra delle sue: nell’ultima sua riunione ha infatti sancito l’istituzione di un “Albo nazionale degli striscioni autorizzati”.

 

Restando in tema con la precedente metafora, come dire che la montagna ha partorito un topolino: da sempre, già dai tempi dei primi in cui Amato e Melandri misero goffamente mano alla normativa sugli stadi, fu chiaro a tutti che non c’era alcun nesso logico tra striscioni e violenza, che gli striscioni non potevano in nessun caso essere fonte di violenza se non quando (e anche qui si potrebbe aprire una discussione infinita su quella che i sociologi definiscono “violenza rituale”) inneggiano espressamente all’odio o possano in certo qual modo costituire benzina sul fuoco della rivalità tra tifoserie. In questo caso, un paese moralistico ma “normale” avrebbe potuto farsi carico di sanzionare tutti quegli striscioni ritenuti offensivi, violenti, discriminanti, ecc., anche se ciò comporta altresì un certo rischio interpretativo soggettivo: chi decide cosa è volgare o offensivo? Quale il confine? Non si rischia di soffocare sotto una cappa di burocratico buonismo omologante quello che una volta veniva definito “il sale” della contesa calcistica? Il cavallo di battaglia con cui Militello ha costruito una fortuna e fatto ridere l’Italia su “Striscia la notizia”, il famoso “Giulietta è una zoccola”, è degno di ilarità o di censura? Un paese poc’anzi e tra virgolette definito normale, dovrebbe mettere prima di tutto la salvaguardia della libertà di espressione che a parole sancisce anche nella propria Costituzione; il nostro paese che invece normale non lo è affatto, punisce 100 per educarne meno di uno e finendo per indispettirne e indisporre i restanti 99. L’abbiamo vista la loro interpretazione stucchevole di cosa è lecito e cosa no: nel corso di questi ultimi anni è stato sanzionato di tutto, dai classici “Squadra X merda” fatti passare come “discriminazione territoriale” agli striscioni di contestazione al “sistema” messi a tacere così come si metterebbe a tacere una qualsiasi voce di dissenso nel peggiore dei regimi anti-democratici.
La prima riunione del dopo Genoa-Siena, dunque, doveva dare qualche risposta alla fame dell’opinione pubblica (forcaiola con gli ultras tanto quanto garantista con i politici pluri-inquisiti) ed ha quindi portato a questa inutile invenzione dell’albo degli striscioni autorizzati, inutile come inutile è l’esistenza stessa dell’Osservatorio, la corporativizzazione delle realtà “interessate” dagli eventi sportivi (Autogrill, Trenitalia e Leghe calcistiche varie) a sola tutela dei loro stessi interessi e senza nessuna premura dei tifosi e delle loro libertà individuali, spesso soppresse in barba alle stesse norme istituzionali vigenti.
Questa prima riunione, è stata prima anche per la FISSC (Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio) e Federsupporters che, per tutta difesa dei diritti dei tifosi, hanno assistito impassibili a questa ennesima porcata o, se invece impassibili non lo sono stati, è chiaro che la loro presenza all’interno di quest’organo conta come il due alla briscola.
Certo non ci sarà mica la file per iscrivere il proprio striscione a questo albo dell’ipocrisia, visto che da sempre il tifo è un fenomeno libero e che alla libertà d’espressione deve tutta la sua essenza. Di contro, almeno, questo albo un lato positivo ce l’ha, quello di rendere pubblicamente manifesti i complici di chi ha ucciso il tifo in Italia: più che un “Albo nazionale degli striscioni autorizzati” potremmo tranquillamente considerarlo una lista della vergogna e chi si iscrive, se mai ci fosse un gruppo ultras capace di cotanta bassezza, è da tutti identificabile e da tutti pubblicamente esecrabile.

Sport People.

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