La trasferta di Celano(Giulianova): Oltre le barricate!

Pubblicato: 4 maggio 2012 in Mondo Ultras
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È diventato un piccolo classico tra le nostre pagine: il resoconto della partita del Fondi e soprattutto delle gesta dei suoi ultras. Riflessioni da un piccol paese di provincia che però sanno spesso avere significati e valori universali per tutto il resto del movimento italiano. Buona lettura.
In fondo in fondo, scavando scavando, se proprio dovessimo trovare un pregio alle seghe mentali del “baffo padano”, senza batter ciglio ed all’unanimità, risponderemmo che sì, in effetti, questa tessera un pregio ce l’ha. Ha diviso tifoserie storiche, con regolamenti di conti sfociati in “rose e cinghiate”; ha messo fine a molte storie di spalti; ha finalmente tolto la maschera a quelle pseudo tifoserie che, per non perdere il business del materiale, hanno deciso di genuflettersi; ha reso protagonisti chi già prima del suo avvento “viveva di prime pagine”; ha convinto “vecchie facce” a dire “Sì, Signore”; ha creato una spaccatura che non si rimarginerà mai più, facendo nascere nuovi rapporti tra tifoserie che prima nemmeno si sarebbero incontrate e che ora si odiano, per una semplice scelta…ma difficilmente, chi è su una riva del fiume, potrà saltarlo senza bagnarsi.

Dicevamo, che un pregio, in mezzo a tutti questi disastri, siamo riusciti a trovarlo ed è quella forma di rispetto reciproco creatosi tra chi ha scelto di continuare la battaglia, quella specie di “non belligeranza” che venne fuori anche tra le trincee del fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale. Era il 1914 e britannici e tedeschi fraternizzarono, una volta sbucati fuori da quei cumuli di terra ed accortisi che difronte avevano diversi colori, diversi accenti e diverse armi, ma i cuori, le paure e l’orgoglio erano identici. Il “cessate il fuoco” di allora si può paragonare a questa era del Movimento Ultras in Italia, una specie di tregua armata che ha fatto capire a molti che l’ultras, per come lo intendiamo Noi, sa essere “fero o piuma” come diceva il grande Mario Brega. Oggi, è piuma!

A Celano, Fondani e Giuliesi ci hanno ricordato britannici e tedeschi, divisi solo dai colori, che in fin dei conti sono l’unica differenza che passa tra chi vive della stessa passione. Ci fossimo incontrati in qualche Autogrill d’Italia, magari, sarebbe volato qualche insulto, qualche spintone…si sa come vanno queste cose, non ve le fate raccontare. Avremmo dovuto evitare pallottole impazzite sparate da qualche “novello Spaccarotella” e avremmo proseguito il viaggio con una rivalità in più. Invece, la tessera, ci ha reso identici difronte la stessa battaglia, facendoci rendere conto che i problemi ed i sacrifici di uno, sono quelli di tutti, o almeno di chi non vuole saperne di avere nella propria rubrica il numero del Questore e la card del “Supermercato Calcio”.

A Celano ed in ogni stadio che in questa stagione ha visto la presenza di “ospiti indesiderati”, hanno vinto gli Ultras, quelli veri, quelli che non amano le classifiche, le Nikon dei fotografi e i complimenti. Hanno vinto quelli che non hanno bisogno di elogi, biglietti e prime pagine. Hanno vinto quelli che, sinceramente e con molta franchezza, preferiscono una Serie D senza limitazioni ad una Serie C che anno dopo anno perde passione, colore e spettatori. Hanno vinto quelli che andranno avanti così fino a quando non si ritornerà a far “parlare gli spalti”, fino a quando, cessata la tregua, si tornerà ad essere, del calcio, l’espressione pura e romantica di un tempo.

 

[Fonte: Old Fans Fondi]

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