Tifosi di calcio attenti, in Ucraina la polizia tortura!

Pubblicato: 7 maggio 2012 in Mondo Ultras
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La ferocia altrui o quella esotica è sempre facile da individuare: attenti tifosi e, soprattutto, attenti media che vi occupate a rate di diritti umani, perché la polizia tortura anche in Italia.

 

Grazie alla denuncia dell’ex premier Yulia Tymoshenko, in carcere per accuse politicamente motivate, il mondo ha scoperto che in Ucraina c’è un grave problema di diritti umani.

Ne abbiamo già parlato in questo blog, ma conviene tornarci sopra perché gli Europei di calcio si avvicinano e la polizia, nonostante le promesse del presidente ucraino, non smette di torturare.

Probabilmente mai nessuna delle migliaia di persone sottoposte a brutalità nelle stazioni di polizia ha avuto la possibilità di mostrare le cicatrici né di diventare il “caso” sul quale ci s’interroga in questi giorni: mantenere o rinviare la competizione sportiva? Presenziare alla cerimonia inaugurale (nella foto, il nuovo stadio della capitale Kyev) o assentarsene?

Immaginando che dopo un po’ di dibattito tra i governi, si andrà avanti col programma, ci permettiamo di rinnovare l’appello ai tifosi: attenzione alla polizia!

Questo vale in particolare per i tifosi tedeschi, portoghesi e danesi, le cui nazionali disputeranno una serie di incontri Lvov. In questa città, la polizia è fuori controllo. L’ultimo casi di tortura risale a pochi giorni.

Il 21 aprile Ihor Savchyshyn e Andrei Semenyuk hanno una discussione in un bar. Arrivano sei agenti, li bloccano e, come testimoniato dalle immagini a circuito chiuso, li prendono a calci e pugni, gli spruzzano contro gas lacrimogeno, li immobilizzano a terra, li ammanettano e…. li derubano di  una somma superiore a 2000 dollari.

Portati alla stazione di polizia di Sykhivskiy, i due uomini sono costretti a rimanere in una cella senza poter vedere un medico o un avvocato per 12 ore, poi arriva un’ambulanza e li porta in ospedale.

La novità è che stavolta le autorità si sono mosse, anche se ci sono voluti quattro giorni e un’intervista televisiva dell’avvocato delle due vittime. Il 25 aprile, cinque dei sei poliziotti sono stati arrestati e il sesto ha pensato di presentarsi in ospedale e pretendere di essere ricoverato per le ferite riportate… 96 ore prima.

“Il nostro governo dice che si sta adeguando agli standard europei ma la polizia vive a un altro livello e ignora i diritti umani. Fanno quello che gli pare con le persone” – ha commentato amaramente l’avvocato Andriy Golod.

Per un caso di tortura che diventa di dominio pubblico, altri rimangono nell’ombra. Un documento di Amnesty International ne descrive diversi, verificatisi proprio nelle città che ospiteranno Euro 2012.

Manca poco più di un mese alla partita inaugurale. Per rimanere in tema, se il governo ucraino s’impegnasse a creare un organismo indipendente per indagare sulle denunce nei confronti della polizia e dichiarasse forte e chiaro che la tortura non è tollerabile né tollerata, potrebbe dare un calcio decisivo a questa pratica abietta prima del fischio d’inizio

[Fonte: Le persone e la tortura]

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