IL CALCIO IN TRIBUNALE – Disordini di Genova: quali le conseguenze penali?

Pubblicato: 9 maggio 2012 in Mondo Ultras
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Complice il finale di stagione convulso e le ambizioni deluse di diverse squadre, l’episodio dell’interruzione della partita di Genova ha riproposto il tema della sicurezza negli stadi.

 

Genoa-SienaMai come nel caso di Genova, peraltro, l’opinione pubblica sui social network si è divisa fra colpevolisti ed innocentisti. I primi chiedono pene esemplari per eliminare definitivamente i fenomeni violenti. Gli innocentisti ritengono che il Daspo sia una condanna anche troppo dura per dei tifosi (peraltro impegnati nel sociale a Genova) che chiedevano il rispetto della maglia.

Entrambe le affermazioni sono giuridicamente inesatte. Da un lato, infatti, il giudice del processo penale non è autorizzato a comminare pene esemplari, perchè la pena è diretta e proporzionata al fatto compiuto e non puó essere in nessun caso superiore per essere da esempio per altri. Inoltre, essendo il nostro un sistema penale fondato sul fatto e non sull’autore, mai una pena puó essere piú grave per il solo fatto di essere comminata ad un tifoso.

Al contrario, é inesatto considerare il Daspo una pena, trattandosi di una misura di prevenzione di reato. In questo ambito la confusione é massima. La pena per un eventuale reato viene comminata da un giudice al termine di un regolare processo. Il Daspo é un provvedimento volto ad evitare che vengano realizzati reati e viene pertanto deciso dal questore. Introdotta dalla legge n.401 del 1989, la misura é stata adottata in considerazione dei tempi abnormi dei processi italiani. Anche se incresciosa, come tutte le misure preventive, il Daspo va considerato appropriato. Per questa funzione preventiva, la Corte Costiuzionale, chiamata a decidere sul punto, ha ritenuto, con sentenza 512 del 2002, la misura costituzionalmente legittima.

Tornando ai fatti di genova la vicenda si sarebbe svolta, secondo il questore, nei seguenti termini: Gli ultras avrebbero fatto irruzione dalla curva al settore dei distinti: da lì avrebbero iniziato il lancio di fumogeni con la successiva richiesta di ottenere le maglie da parte dei giocatori genoani.

Sempre secondo il questore Mazzi, i reati che potrebbero essersi verficati vanno dall’interruzione della pubblica manifestazione, alla violenza, al lancio di oggetti pericolosi, al danneggiamento, alle minacce.

In riferimento in particolare ai reati di violenza, il reato pare piuttosto probabile visto che uno steward, sempre secondo il questore, sarebbe stato ricoverato con delle ferite.

Sempre secondo Mazzi, il danneggiamento dovrebbe esserci stato, dal momento che i tifosi devono aver presumibilmente rotto qualche cancello per entrare nel settore distinti. Si noti, peraltro, che potrebbe configurarsi un danneggiamento in re ipsa in casi del genere, dal momento che i danni d’immagine per le societá e per gli sponsor sono evidenti, oltre a quelli derivanti per la squalifica del campo e al forte disincentivo per le famiglie ad andare allo stadio.

Sul lancio di oggetti pericolosi, reato purtroppo ampiamente diffuso negli stadi italiani, l’ordinamento prevede una pena tra i 6 mesi e i 3 anni. Al di là del condizionale che sempre d’obbligo in questi casi, pare realistica la relizzazione di questo reato in considerazione anche del blando onere probatorio previsto dalla giurisprudenza. Vale la pena, in tal senso, ricordare la sentenza della Corte di Cassazione n. 13358 del 10 aprile 2012 che ha stabilito l’esistenza di reato laddove ci sia una astratta pericolosità dell’azione (senza la necessità di verificare in concreto dove l’oggetto sia caduto).

Risulta infine molto difficile fare una previsione riguardo il reato di minacce e molto dipenderà dalle testimonianze dei diretti interessati durante l’eventuale processo.

Confrontando complessivamente la la normativa e la giurisprudenza in merito con la situazione nei nostri stadi, pare evidente che molteplici reati vengano commessi ciascuna domenica, spesso piú per noncuranza che per effettiva volontà delittuosa. Pertanto pare opportuno, nello stesso interesse dei tifosi coinvolti, una maggiore attenzione verso comportamenti, tutto sommato gratuiti, ma forieri di pesanti conseguenze giuridiche.

[Fonte: Calciomercato.it]

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