Calcioscommesse, Masiello: «Gli ultrà li mandò Bellavista»

Pubblicato: 14 maggio 2012 in Mondo Ultras
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All’interno dello stesso mondo ultras c’è chi giura sull’innocenza dei tre arrestati, chi ne ha sancito già la colpevolezza, però la cosa più curiosa è il modo in cui soggetti come Masiello, di cui basterebbe riguardare una volta l’autogoal contro il Lecce per capirne il pachidermico concorso in delinquere, tentino in tutti i modi di rifarsi una verginità giocando allo scaricabarile.

Masiello quando giocava nel BariI capi ultrà come «braccio armato», Antonio Bellavista come «regista» neppure troppo occulto. E’ la tesi che Andrea Masiello ha sostenuto davanti ai pm di Bari nell’interrogatorio del 5 aprile. Secondo Masiello le cose sarebbero andate in questo modo: Bellavista fa pressioni sui giocatori del Bari perché perdano partite sulle quali poi scommettere forti somme, loro non accettano e a quel punto l’ex calciatore mette in campo «l’artiglieria pesante», gli ultrà A. S., R. S. e R. L., che intimidiscono a tal punto i calciatori da ottenere il risultato voluto in Cesena-Bari 1-0 e Bari-Sampdoria 0-1, due partite al centro dell’inchiesta barese. «Sapevo che loro erano stati mandati da Bellavista — ha detto Masiello ai magistrati —, con il fatto che lui aveva perso la pazienza, perché faceva le richieste a me, io le riportavo ai miei compagni e mi dicevano di no, allora lui mi disse: “Io, se voi continuate a dire di no, sono disposto a mandare gente pesante”. Quando sono arrivati loro tre, tutti quanti abbiamo detto: “La gente pesante è questa qua”». Ecco uno stralcio del verbale.
Pm: Vuole chiarire il motivo per cui Bellavista si snerva e decide di mandare questi tre capi ultrà.
Masiello: «Per spaventarci. Dopo tutte le richieste che mi aveva fatto e che io avevo riportato ai compagni, di mollare la presa e di andare incontro alle loro esigenze».
Pm: Quindi i capi ultrà sono stati mandati da Bellavista sicuramente?
Masiello: «Sì. E lui ha detto che era ora. Era ora che qualcuno prendesse gli schiaffi tipo Parisi, era ora che qualcuno venisse lì e vi spaventasse».
Pm: Le disse che li aveva mandati lui?
Masiello: «No, però mi disse “mando gente pesante a mettervi paura e a farvi tribolare” e io ho ricollegato che questi capi ultrà, alzando le mani, facendo discorsi come “dovete perdere a Cesena o con la Sampdoria”… Bellavista, siccome da solo non riusciva a farci mollare la presa del fatto di fare le partite, ha dovuto avere l’appoggio dei capi ultrà».
Pm: Bellavista era consapevole del fatto che c’era stata questa visita degli ultrà?
Masiello: «Mi chiedeva se, appunto, erano venuti al campo, e alcune volte mi diceva: “Guarda che vengono i tifosi, mettiamo in mezzo i tifosi”».

[Fonte: Calcionews]

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