Dal Via del Mare al Bentegodi un solo urlo: NON TI LASCEREMO MAI!!!

Pubblicato: 16 maggio 2012 in Mondo Ultras
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Shhh!!! Bisogna dirlo sottovoce, non si può gridare in giro quello che è successo a Lecce e Verona nelle ultime due partite, sconfesserebbe tutti i canoni secondo cui i tifosi (gli ultras) sono il male del calcio italiano, meglio molto meglio mettere in evidenza i fatti di Genova.
Qualche giornale locale dedica qualche riga in più, i giornali nazionali qualche parola le televisioni solo un breve accenno. Meglio, molto meglio far vedere gli addii dei loro campioni, piuttosto che mostrare al mondo intero che i tifosi applaudono chi dimostra di dare il massimo, che i tifosi con i loro canti, il loro calore sono ancora la parte bella del calcio, sono ancora la parte genuina e passionale del calcio, a differenza di alcuni presidenti che sfacciatamente si scambiano favori salvezza.

Piccolo inciso che ci sembra doveroso. Non ci sembra giusto “osannare” i tifosi leccesi strumentalizzando quanto accaduto a Marassi in occasione di Genoa-Siena, nel Lecce non c’erano i Gilardino e i Palacio, non c’era una società alle spalle, dal Lecce non ci si aspettava un campionato di medio/alta classifica, quindi è più che giustificabile che il comportamento delle due tifoserie sia stato diametralmente opposto.

Perchè stupirsi degli applausi dei tifosi leccesi? Mai come quest’anno fra tifosi e squadra si è creata una simbiosi inequivocabile, lasciati soli a lottare contro tutti, alla mercè di giornalisti che hanno trovato nel Lecce e nei calciatori leccesi il simbolo di questo calcioscommesse (aspettiamo ancora di vedere uno straccio di prova). una squadra “guidata” da una dirigenza fantasma e da una proprietà che vuole solo dismettere un giocattolino fastidioso. Tifosi e squadra, capitanati da un grande condottiero come Cosmi, si son ritrovati ad essere gli unici a difendere la maglia, l’onore e soprattutto la dignità.

Il saluto disperato che ha  unito i tifosi  del Via del Mare e del Bentegodi ha un unico comun denominatore, che non è la retrocessione come in tanti potrebbero pensare, i tifosi leccesi danno poca importanza alla categoria in cui si gioca , ma è l’incertezza del domani. Tifosi e calciatori sono in questo momento in un tunnel buio e profondo dove non si vede la luce, e chi quella luce potrebbe accenderla (parlando, comunicando e cedendo la società)  preferisce starsene nel suo eremo a “farsi grasse risate“.

[Fonte: LecceGiallorossa.net]

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