QUESTI PENSANO CHE SIAMO TUTTI DEI POVERI COGLIONI…

Pubblicato: 18 maggio 2012 in Mondo Ultras
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Un sottile filo ideologico lega questo articolo de “La Padova Bene” con uno pubblicato in queste pagine nelle ore precedenti. Per quanto il tema rischi di dventare ripetitivo, visto che ne stiamo trattando ampiamente, vi invitiamo comunque alla lettura di questo interessante quadro riassuntivo sulla finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli.

 

Stadio OlimpicoChiedo scusa ma non riesco a smettere di ridere leggendo le notizie che rimbalzano in questi giorni a proposito della finale di Coppa Italia Napoli-Juventus in programma fra pochi giorni allo stadio Olimpico di Roma. Veramente, questi pensano che siamo tutti dei coglioni, pensano che 150 anni di storia nazionale fondata sulle menzogne, sui complotti e sul sangue non abbiano insegnato nulla a nessuno. E forse hanno anche ragione, ma non per tutti è così. E quei pochi che ne capiscono hanno il dovere quantomeno di provare a mettere in guardia la “massa”.

Andiamo con ordine: questo è il parere dei “super-esperti” su Il Tempo:

L’allerta è massima. La preoccupazione che possano scoppiare atti di violenza è molto alta. E altrettanto incisive sono le attività di prevenzione per evitare il peggio. Al centro dell’attenzione dell’intelligence è la partita di calcio per la finale di Coppia Italia che si giocherà allo stadio Olimpico domenica sera. La sfida per aggiudicarsi il trofeo è tra la Juventus e il Napoli. Un match che ha portato le forze dell’ordine da giorni a valutare quale misure di sicurezza prendere per evitare, innanzittutto, il contatto tra gli ultrà delle due tifoserie. Non solo. Gli stessi investigatori non escludono anche altri aspetti molto preoccupanti, come ad esempio la possibilità che anche il tifo organizzato della Roma e della Lazio possano attendere la competizione per compiere atti di violenza fuori dallo stadio anche se in campo non ci saranno le rispettive squadre. Sarebbe infatti soltanto un pretesto per scendere in strada con mazze e sassi da lanciare sia contro le divise che presidieranno la zona sia contro gli ultrà campani. Quest’ultimo aspetto è dunque, al momento, uno degli elementi di maggior timore per chi deve gestire l’evento dal punto di vista della sicurezza. C’è anche chi, tra le forze dell’ordine che dovranno indossare la tenuta antisommossa, teme che possano esserci non solo scontri nella zona circostante lo stadio Olimpico, ma che i tafferugli possano scoppiare anche in strade più distanti dal campo. Come quando furono presi d’assalto addirittura i blindati della polizia e le caserme vicine all’Olimpico cinque anni fa. Per evitare che avvengano episodi del genere, ieri mattina c’è stato un tavolo tecnico negli uffici della Questura proprio per fare il punto sulla situazione e sulle attività di prevenzione da attuare per impedire alle tifosie di incontrarsi, soprattutto prima del fischio iniziale della gara sportiva, momenti in cui potrebbero verificarsi «agguati» tra ultrà. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori anche un episodio che sarebbe avvenuto a Torino prima della partita Juventus-Napoli dello scorso aprile, occasione in cui un tifoso della squadra partenopea sarebbe stato aggredito. Sarebbe stato un episodio come tanti altri, ma in questo caso si sarebbe trattato dell’aggressione ai danni di un giovane di 29 anni disabile al 74 per cento che era seduto su una sedia a rotelle. Queste botte al ragazzo sarebbero infatti alla base di un’ulteriore preoccupazione per l’intelligence proprio per il presunto desiderio di vendetta da parte dei tifosi del Napoli. «Una cinquantina di juventini ha iniziato a lanciare bottiglie e sassi – ha dichiarato il ragazzo nella sua denuncia – una ragazza e un ragazzo si sono avvicinati a me per sfilarmi la sciarpa del Napoli. Non ho opposto resistenza, ho detto che ero disabile e che per questo non potevo correre, scappare. A stento cammino. Lei se n’è andata, lui invece mi ha colpito in pieno volto rompendomi gli occhiali e un dente. Un altro ragazzo ha ostacolato il mio aggressore consentendo agli agenti di fermarlo e identificarlo». E poi lo stesso disabile ha lanciato un appello. «Invito i tifosi del Napoli a non progettare alcuna vendetta. Bisogna isolare i teppisti e denunciarli, come ho fatto io». Dall’altra parte, comunque, c’è stata subito la risposta dei tifosi bianconeri: «Tutte balle. Mai toccato un disabile». Adesso, comunque, sarà compito delle divise tentare di impedire contatti tra gli ultrà che in migliaia arriveranno nella Capitale già dal primo pomeriggio.

Avrei più di qualche legittimo dubbio da sollevare sul parere dei “super-esperti” da stadio. Che per inciso sono gli stessi che in vent’anni hanno emanato ben sei leggi speciali che hanno finito solo per peggiorare i problemi già esistenti e per svuotare gli stadi. Per esempio, vogliamo parlare di questa “triplice alleanza” fra juventini, romanisti e laziali per dare la caccia ai napoletani? Mi pare un’inutile strategia della tensione, di cui si stanno vedendo già i primi effetti (Fonte: Corriere del Mezzogiorno):

NAPOLI – Non è bastato cambiare la location per risolvere il problema. Ieri, in occasione della «fase tre» dell’accesso ai tagliandi per la finale di Coppa Italia del 20 maggio tra Juve e Napoli (si poteva acquistare il ticket anche se non in possesso della tessera del tifoso), invece di azzuffarsi davanti ai consueti varchi del San Paolo, ci si è accapigliati a ridosso delle ricevitorie abilitate dalla Lottomatica. Risultato identico: cariche delle forze dell’ordine, ressa, feriti, scaramucce, tafferugli. E tanti biglietti nelle mani dei bagarini. Come in occasione di Liverpool- Napoli, di Bayern-Napoli, di Chelsea-Napoli. Insomma, come sempre. Le premesse del resto erano chiare. Bastava dare uno sguardo all’elenco delle famigerate “ricevitorie abilitate”: appena quattro in città (in via Duomo, nelle adiacenze di via Medina, a Pianura e a via Ghisleri), una a Pompei, una a Caivano, una a San Giuseppe Vesuviano. Tutto qui.

BATTAGLIA ANNUNCIATA – Troppo facile immaginare cosa sarebbe successo. Ed anche dove. A Pianura, in via Russolillo. E’ lì che si sono trovati tutti insieme appassionatamente una buona fetta di gruppi organizzati, i galoppini dei bagarini, una manciata di poveri cristi e un mezzo esercito formato da 4 volanti e 2 furgoni della Polizia, 3 autoblindo dei Carabinieri ed almeno 60 agenti in tenuta antisommossa. Insomma, tutto pronto per una battaglia annunciata. La giornata campale per molti era cominciata prestissimo. Alle 7 c’era già una decina di tifosi in attesa. Alle 13 i vigili urbani hanno chiuso al traffico l’arteria, ma mezzora dopo i nastri venivano sradicati via da un fiume di scooter che si dava al parcheggio selvaggio. Alle 14 arrivava il grosso delle forze dell’ordine, mentre una fila scomposta cominciava a ondeggiare e urlare. Nel mezzo, decine di mani a stringere pacchi di fotocopie di documenti d’identità. Non sarebbe regolare, ma si è trovato un compromesso: 4, massimo 5 tagliandi per ogni rappresentante, non di più. Alle 15,45 l’annuncio: la vendita non scatta alle 16, ma un pelo più tardi. Pochi minuti e scoppia una rissa tra ultrà che si risolve fortunatamente solo con pesanti minacce e parole grosse. Il via alla vendita alle 16,20. In mezzo al caos. La rampa di accesso alla rivendita complicava le cose: in tanti sono scivolati giù più volte.

CARICHE E INGIURIE – Poi la fila ha cominciato a spingere, e ci sono volute tre cariche di alleggerimento per riportare la calma. Cariche nel corso delle quali ad avere la peggio sono stati due carabinieri: uno colpito al volto da una bottigliata; un altro uscito con una caviglia a pezzi dall’epicentro della calca. Nel frattempo, ai margini della massa umana, prendeva corpo l’aggressione nei confronti di un fotoreporter: ingiurie, calci e spintoni. Fino a costringerlo ad andar via. La situazione è diventata un po’ più tranquilla solo dopo le 18,30. Poco dopo le 20, invece, arrivava la voce del sold-out. Anche se sembra che una scorta di Tribuna Tevere sia ancora a disposizione. Inutile dire che la vendita telefonica è stata una tragedia, e che anche stavolta il profilo della LisTicket su Facebook è stato ingolfato di improperi. Il tutto mentre lì, a Pianura, navigati bagarini se la ridevano, al riparo dalla battaglia, godendosi il sole primaverile. Certi del fatto loro. E pensare che l’intenzione di ministero e Lega era quello di limitare rigorosamente la vendita a chi in possesso della tessera del tifoso.

Chissà, magari basterebbe studiare sistemi di vendita più intelligenti per evitare buona parte del caos. Affidandola direttamente alle società. O aprendo maggiori punti di vendita. Ma niente da fare, è fin troppo evidente il tentativo di creare tensione. E tensione è stata creata.

Di oggi poi l’ultima notizia, una delle migliori dimostrazioni che si sta creando (apposta) un gran caos intorno a questa finale (Fonte: Julie News):

ROMA, 16 MAG – “O l’Atac fornisce le navette per i tifosi che andranno alla finale di Coppa Italia o non ci sono le condizioni per far disputare la partita“. E’ la minaccia inviata dal Questore di Roma nei confronti del Viminale, del Prefetto di Roma, del Campidoglio e all’azienda dei trasporti della Capitale.

“Sentiti i rappresentanti di di Forze di Polizia, Amministrazioni, Enti ed Aziende – ha proseguito il Questore – circa eventuali ipotesi alternative che possano consentire in condizioni di sicurezza, in assenza di navette, un afflusso e deflusso dei tifosi, non è stato possibile individuare soluzioni idonee. Si prega quinti di valutare l’opportunità di adottare un provvedimento interdittivo dello svolgimento dell’incontro di calcio per carenza di condizioni di sicurezza”.

Visto che mi sembra fin troppo chiara la situazione che stanno cercando di creare in vista di domenica sera (una carneficina!) mi permetto di rubare il commento di un amico di Sport People che rende bene l’idea:

Napoli-Juventus, finale di Coppa Italia a Roma. Ci sono troppe cose che, chi sa di stadio, non capisce o capisce troppo bene. E’ un momento storico particolare, strane gambizzazioni con strane rivendicazioni tardive, strane dichiarazioni di uno strano ministro che, è bene ribadirlo, è uno sbirro e non più un bizzarro sassofonista varesino. E’ tutto strano, anche il maldestro tentativo di nascondere all’opinione pubblica l’impossibilità di assicurare il cosiddetto ordine pubblico a Roma e la minaccia, altrettanto strana, di proibire lo svolgimento della partita per problemi molto strani, come l’assenza di bus navette. A qualcuno non dispiacerebbe una bella carneficina dopo una bella gambizzazione, certi strani episodi garantiscono lo status quo, compresa la presenza al governo di certi strani signori in loden, “tecnici”, come uno sbirro al Viminale e un ammiraglio alla Difesa, roba da Giunta militare con i controcazzi. Stasera davano in tv “Vogliamo i colonnelli” con un impareggiabile Ugo Tognazzi. Invece di stordirvi con i pornazzi, passate una serata di buon cinema, per una volta. E domenica andate al mare.

Se non è abbastanza chiaro il suo punto di vista, lo spiego meglio con parole mie: si sta preparando un bel trappole! Sono cose già viste negli anni ’70 quando per esempio quando si cercava di screditare gli anarchici mettendo bombe a loro nome da parte di neofascisti, salvo poi fare il “colpo grosso”, la strage di Piazza Fontana, studiata e preparata meticolosamente da “mano statale”; il tutto per favorire una “svolta autoritaria” nello stato italiano. Ma sono cose già viste anche nel nostro mondo, come per esempio il famoso “treno distrutto” in seguito a Roma-Napoli del 2008 (clicca qui) che sono utili per creare allarme sociale, con conseguenza di un ulteriore giro di vite ed inasprimenti ulteriori delle leggi già esistenti, al limite della paranoia. Del resto, il fatto di essere in un periodo storico particolare, in cui carne al fuoco ce n’è in abbondanza e gente incazzata ancora di più, l’ “allarme sociale” serve più che mai allo stato. Serve per distrarre l’opinione pubblica dalle loro mosse truffaldine mascherate da finte riforme, e mostrare agli italiani (italioti?) come il “pericolo ultras” non vada affatto sottovalutato; come del resto non bisogna sottovalutare il “pericolo terrorismo” (e da qui nasce la “strana” gambizzazione di Genova) o il “pericolo anarco-insurrezionalista” per esempio riguardo le sedi di Equitalia recentemente assaltate. Pericoli che vanno combattuti attraverso l’emanazione di leggi speciali che se in un primo tempo sembrano voler isolare una minoranza violenta (come per esempio sono considerati gli ultras) alla resa dei conti finiscono per penalizzare tutti i cittadini (è il caso per esempio della tessera del tifoso, che penalizza tutti nessuno escluso). Così magari fra qualche mese anche solo chi si azzarderà a pronunciare la parola “usurai!” rivolta ad Equitalia rischierà di trovarsi etichettato come pericoloso terrorista e processato in quanto tale…

Una carneficina a Roma farebbe molto comodo. Ce lo sapremo raccontare dopo la finale. Intanto se potete diffondete il più possibile questo articolo.

[Fonte: La Padova Bene]

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