La voce rossoblu. La stagione dei tifosi

Pubblicato: 23 maggio 2012 in Mondo Ultras
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Fine stagione, tempo di bilanci: questo è il resoconto sugli ultras casertani fatto da una testata locale tra le pochissime in tutta Italia capace di parlare di ultras senza scadere nel più squallido qualunquismo. Merito a loro.

Tifosi casertaniAl via la stagione calcistica 2011-2012. Ai nastri di partenza si presenta una Casertana confusa, partita non certo con grandissime ambizioni. Al suo fianco, ancora una volta, gli ultras sono presenti: ancora una volta decidono di stare al fianco di questi colori, di cui sono eternamente innamorati. Si parte con la trasferta di Alessandria, per la Tim Cup. Una trasferta che affascina. I cinquanta casertani che si sobbarcano il viaggio impressionano, così come impressiona una Casertana che al cospetto dei grigi sfodera una convinta prestazione. Ma è un fuoco di paglia : al via del campionato il misero punticino conquistato nelle prime due giornate raffredda l’ambiente. Gli ultras sostengono, anche se modesti numericamente.

Poi alcune fiammate in casa contro la Turris, in trasferta a Nocera e soprattutto i sette gol rifilati al Grottaglie risvegliano un po’ gli animi. Ma per poco, s’intende: la Casertana viaggia solo in casa. In trasferta i (pochi ma vivaci) sostenitori rossoblu sono costretti a guardare una brutta Casertana soccombere troppo spesso. Sino all’esonero di Feola e all’entrata in scena di Mister Ferraro. L’ambiente è scettico: la Casertana trova una giusta quadratura in trasferta, ma si ferma in casa: i pareggi con Campania e Martina fanno urlare allo scetticismo più totale i supporters rossoblu.

Il girone di andata si chiude con la rimonta sull’Internapoli che sa di speranza. Così’ come la trasferta di Francavilla : i cento casertani soffrono e gioiscono, ma vedono una squadra che per grinta, lotta e determinazione piace parecchio. I falchetti racimolano qualche punto importante, ma al momento della svolta cedono: pareggiano a Grottaglie e perdono in casa contro la ‘bestia nera’ Sarnese. Fischiati dai propri tifosi, il campionato sembra chiuso. Ma poi uno scatto d’orgoglio regala una serie di vittorie consecutive e la possibilità di avvicinarsi alla vetta nel big match contro l’Ischia : è questa l’unica domenica della stagione in cui l’ambiente è veramente caldo, i distinti sono nutriti di tifosi e il clima è teso. I falchetti battono gli isolani e vedono la vetta vicina. Per poco, il sogno si infrange a Piscinola, in una maledetta domenica piovosa. Il finale di campionato scorre via senza sussulti. I play off regalano la bella vittoria a Ischia. Poi a Sarno, si sa, ci si va in tanti e si torna via sempre delusi ultimamente.

Sicuramente la loro parte gli ultras l’hanno fatta. I fasti sono lontani, anche per loro, ma le difficoltà che devono sobbarcare nel lottare contro i mulini al vento sono ostacoli difficili da superare. Del resto la Casertana è sprofondata nel dimenticatoio, e riuscire a farsi sentire in questa città che a tutto pensa, fuorché alla Casertana, certo non è semplice. Ancora, il popolo casertano si è distinto per la civiltà con cui ha affrontato i momenti difficili. Sempre vicino alla squadra, ha alzato la voce quando ce n’era bisogno, ha applaudito i giocatori anche quando sono usciti sconfitti dal campo. Ha permesso agli uomini di Ferraro di allenarsi e giocare con la massima tranquillità, e non è poco. E magari qualche anno fa ciò non sarebbe accaduto.

E’ lecito, è doveroso e fa rabbia, dover commentare i numerosissimi divieti che sono stati comminati dai vari organi competenti, e che hanno portato a dover stare a casa numerose domeniche, rinunciando così’ a interessanti incontri : Nocera, Torre del Greco, Brindisi, Casarano, Piscinola. Qual è il senso di tutto ciò ? Se il calcio è del popolo, perché il popolo non può assistere a una manifestazione sportiva ? Già una partita di serie D di certo non la si va a vedere per gustare le raffinate giocate di Messi o Cristiano Ronaldo, se poi si toglie la possibilità di incrociare i corallini o i brindisini o i casaranesi, allora veramente viene da storcere il naso.

[Fonte: Articolo 18]

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