Coltellate ai tifosi della Samp otto ultrà per un agguato

Pubblicato: 12 giugno 2012 in Mondo Ultras
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Un testimone squarcia il velo d’omertà che avvolge l’episodio. La polizia certa di avere già identificato i responsabili, tutti già colpiti da Daspo dopo Genoa-Siena

MolassanaSPUNTA un supertestimone nell’indagine sul commando genoano che sabato scorso ha quasi ammazzato a coltellate tre tifosi della Sampdoria in via Geirato. Un luce che filtra nel muro di omertà e che ha permesso di incastrare alcuni tasselli. La Squadra Mobile punta il mirino su otto tifosi. Hanno tra i 20 e 25 anni, sono vecchie conoscenze perché già identificati e colpiti da Daspo dopo la scellerata protesta della partita con il Siena. Il paradosso, è che non può andarli a prendere, perché ci vuole di più di una testimonianza per fare scattare le manette.

Un confidente che sussurra la strada da seguire, non basta per incastrarli. Servono prove. Denunce di chi è stato massacrato. Di loro, si sa che sono “cani sciolti”, senza una sede, che non fanno parte della tifoseria ufficiale. Ragazzi violenti,
cacciati dai “capi” storici perché non vanno allo stadio per la squadra, ma solo per cercare la rissa. “Alcuni erano stati identificati per gli scontri a Marassi del 2 dicembre dell’anno scorso”, rivela un inquirente. Una parte della frangia estrema, secondo la polizia, era stata coinvolta nei tafferugli con i tifosi del Milan.

A metà gennaio erano seguite perquisizioni a raffica della Digos e in un’abitazione di un tifoso era saltata fuori una penna lanciarazzi, in grado di sparare petardi e bombe carta fino a settanta metri di distanza. Erano stati trovati anche articoli pirici che possono essere venduti solo ai possessori di porto d’arma. Su di loro erano caduti anche i sospetti sull’agguato teso lo scorso 13 dicembre al pullman dei tifosi dell’Inter, ma le indagini non hanno mai portato a nulla. I tifosi ad aprile del 2009 erano stati tirati in ballo anche per una mega scazzottata con i rivali blucerchiati in via Montaldo, “pizzicati” a dipingere la scalinata con i loro colori.

In queste settimane il gruppo era in particolare fermento per via della possibile promozione in seria A della Samp. Tra alcuni genoani che bazzicano tra Molassana, Marassi e Struppa, c’era stato un battibecco con i rivali. L’agguato di sabato, non pare proprio un’azione improvvisata, ma qualcosa di organizzato, secondo la polizia. I genoani si sono presentati davanti all’Irish Clan di via Geirato armati fino ai denti. Hanno accoltellato tre ragazzi, altri due sono rimasti solo leggermente feriti. Poi la fuga, a piedi. Le telecamere di tre esercizi commerciali puntate all’angolo con via Molassana, hanno filmato qualcosa. Sono immagini poco nitide, lontane, in cui si vedono alcune persone che scappano. Dopo alcuni minuti, riprendono le ambulanze del 118, la volanti della Questura. Gli investigatori ne hanno altre due da controllare E queste potrebbero regalare una svolta decisiva alle indagini per duplice tentato omicidio e lesioni gravissime. I tre feriti sono ancora ricoverati al San Martino, ma le loro condizioni stanno migliorando. per uno è stato anche scongiurato un intervento al fegato. Nei prossimi giorni verranno interrogati, “con la speranza che intendano collaborare”.

“Non c’è stato alcun scontro o rissa, siamo stati vittime di una vile aggressione”, precisano i rappresentanti del club Irish Clan. Appena conclusa la partita, alcuni di noi, compresi ragazze e ragazzi molto giovani, stavano festeggiando davanti alla sede, quando sono stati improvvisamente e vigliaccamente aggrediti da alcuni personaggi armati con spray al peperoncino e coltelli ed è nato un parapiglia. Questo è quanto accaduto. Ogni altra descrizione dei fatti è falsa e strumentale. A tal proposito sottolineiamo che si è trattato di un’azione infame che nulla ha a che vedere con le dinamiche del mondo ultras: invitiamo quindi tutti a non strumentalizzare la vicenda in questo senso”.

In serata, anche il gruppo Ideale Ultras ha voluto precisare che non c’entra nulla con i fatti di Molassana. “Il gruppo non ha organizzato alcuna “spedizione”, infamanti episodi come questo non fanno parte del nostro ideale. Auguriamo una pronta guarigione per i ragazzi colpiti da un gesto così folle”.

[Fonte: Repubblica]

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