Posts contrassegnato dai tag ‘bianconero’

I festeggiamenti di piazza del Popolo per la permanenza in serie B sono andati deserti. Durante una trasmissione televisiva il presidente bianconero ha detto: «Probabilmente San Benedetto ha tifosi più veri dei nostri» mandando su tutte le furie i supporters ascolani

Piazza del Popolo, AscoliASCOLI PICENO – E che festa…non sia! Domani sera, giovedì 31 maggio, per le ore 21 piazza del Popolo ad Ascoli sarebbe dovuta diventare il centro della passione calcistica bianconera ma così non sarà, la squadra festeggerà in forma privata. Erano previsti caroselli per la conquista della permanenza della squadra cittadina nel campionato di serie B ma qualcosa ha rovinato la festa. Da alcuni anni fra la società, guidata dal patron Benigni, e la tifoseria ascolana non c’è poi così simpatia. Anzi, a dire il vero, le due fazioni hanno tirato avanti ognuna per la propria strada. Ma lunedì sera lo strappo definitivo si è consumato.

Il presidente, ospite di una trasmissione sul calcio di un’emittente privata locale, parlando delle tifoserie delle due acerrime nemiche Ascoli e Samb, ha pronunciato una frase nemmeno troppo sibillina che non ha lasciato dubbio alcuno su ciò che Benigni intendesse: «Probabilmente San Benedetto ha tifosi più veri dei nostri». Questa cosa ai sostenitori bianconeri non è proprio andata giù e allora per tutta risposta si è deciso di annullare la festa.

Non bastava l’inchiesta sul Calcioscommesse e le possibili implicazioni di Soncin, autore del gol-salvezza, a soli tre giorni dall’impresa dell’Euganeo torna la polemica in casa bianconera.

[Fonte: Il Segnale]

Annunci

Liquidato da Agnelli jr, Pinturicchio lascia la vecchia signora dopo 19 anni di successi e sofferenza (la serie B). Segna oggi contro l’Atalanta. Come segnò al suo esordio contro la Reggiana nel 1993. Finisce qua. Tifosi in lacrime e festa scudetto quasi messa in secondo piano

Del Piero“E’ un giorno incredibilmente bello. Abbiamo vinto. Non posso che essere fiero e orgoglioso – così Alessandro Del Piero nel dopopartita, prima di aggiungere -. E’ chiaro che però c’è un velo tristezza in me. Ci tengo a ringraziare i tifosi, quello che ho visto va oltre ogni cosa”. Così saluta un capitano, dopo 19 anni di onorata militanza con la maglia della Juventus addosso. Regalando ai suoi tifosi l’ennesimo trofeo di una carriera indimenticabile, scandita da vittorie in serie, record personali, forche caudine di una Serie B decisa a tavolino e subita senza abbandonare la nave, e adesso di nuovo il trionfo. Con parole misurate, sempre in bilico tra profonda saggezza e superficiale banalità. Mai una dichiarazione fuori posto, mai un guizzo di fantasia: questi, Del Piero, se li è sempre riservati per il campo.

A 37 anni, nessuna polemica, nemmeno nel giorno dell’addio. Imposto. Forzato. Dopo che un mercoledì qualsiasi di ottobre, nel mezzo di un’assemblea degli azionisti, il presidente Andrea Agnelli all’improvviso annuncia: “Per Del Piero è l’ultimo anno”. Oggi Agnelli lo ringrazia con un semplice: “Grazie”. Il presidente di Exor, azionista di maggioranza del club bianconero, John Elkan, lo liquida così: “Da tifoso e da grande estimatore di Alex spero che lui dia alla Juventus anche la Coppa. E’ un grandissimo giocatore della Juventus, come lo sono stati Boniperti e Platini e, sapendo quanto lui ci tiene a chiudere bene questa stagione, proprio domenica prossima (finale di Coppa Italia contro il Napoli ndr.) è il grande momento”.

In bilico tra la nota morigeratezza sabauda e l’altrettanto nota arroganza padronale della famiglia. Come ad un operaio che ha passato la vita a lavorare per la gloria, ed il denaro, della casata. Tanti saluti e mille grazie. Anzi, il suo lavoro non è ancora finito, domenica prossima la aspettiamo per l’ultimo turno in fabbrica. Certo, ci mancherebbe, Del Piero dalla vita, e dalle aziende della ultima monarchia italiana, ha ricevuto molto di più di qualsiasi operaio. Sotto ogni aspetto. Ma questo austero e silenzioso modo di accomiatarsi, nel mondo del calcio così schiavo delle passioni, fa molto rumore. Il capitano abbozza, e saluta. Come un altro eroe, congedato molti anni prima di lui un’altra monarchia piemontese, rispose “obbedisco”, così Del Piero si allinea, e rientra nei ranghi: “La tristezza passerà, devo preparare la partita di Coppa”.

I ringraziamenti veri li riserva ai compagni e ai tifosi, con le opere più che con le parole: aveva cominciato ieri (settembre del 1993) con un gol alla Reggiana, ha concluso oggi con un gol all’Atalanta. Poi nel secondo tempo la sostituzione per ricevere l’ovazione dei 41 mila spettatori dello Juventus Stadium che, insieme agli altri milioni di tifosi juventini sparsi per il paese, dalla dirigenza pretendevano un altro tipo di addio per il loro capitano. Certo del Piero ha 37 anni, e prima o poi il sipario doveva calare. Ma la sua uscita di scena non se la immaginava certo così. Ne sa qualcosa Paolo Maldini che due anni fa fu esautorato dal mondo milanista nel peggiore dei modi. L’indifferenza della società, i fischi della Curva Sud durante il giro finale di campo a San Siro. C’erano conti in sospeso tra il capitano rossonero e alcuni storici membri della tifoseria rossonera, brutte storie di riconoscimenti mancati e, forse, anche di soldi. Fu triste però vedere come buona parte dello stadio si fece trascinare nel vortice della rabbia, riservando a Maldini un inglorioso addio. Ancora più mesto il modo in cui lo scaricò la dirigenza, scegliendo con il silenzio di rompere una storia d’amore con il capitano pur di non incrinare i rapporti con il tifo organizzato.

Si dice che nel mondo del calcio non ci sia spazio per la riconoscenza. Ne sa qualcosa Francesco Totti, che quest’anno ha rischiato di essere messo alla porta in malo modo. Non certo dai tifosi della Roma, per cui una giocata del capitano vale quanto una vittoria. Ma dalla nuova dirigenza che, quando ad inizio anno il tecnico lo teneva fuori squadra o lo sostituiva in continuazione, non ha mai esitato ad appoggiare queste scelte. Facendo nascere il sospetto che fossero condivise a tavolino. Alla fine ha vinto Totti, risultando il migliore dei suoi anche questa stagione. Diverso il discorso di Javier Zanetti, all’Inter sembra che pur di non rinunciare allo storico capitano dell’era Moratti la dirigenza preferisca cambiare allenatori piuttosto che privarsi di alcuni giocatori. Il problema è “il” capitan, è per i tifosi un’icona, cui l’adesione trascende ogni razionalità. Qualsiasi scelta presa dalla dirigenza rischia di essere sbagliata. Come è difficile ammainare le bandiere nel terzo millennio.

[Fonte: Il Fatto Quotidiano]

Si fa presto a dire “ultras”, specie quando, come molti sapranno, è annosa la diatriba che divide gli stessi tifosi atalantini alla redazione del maggiore quotidiano locale. Per cui ognuno può prendere la notizia in questione con il dovuto beneficio d’inventario. Noi, come al solito, ci limitiamo a riportarvela.

 

 

Tifosi juventiniPreso a cinghiate sul volto da un gruppo di ultras atalantini perchè non ha voluto consegnare la sua sciarpa della Juventus. È successo nella serata di domenica a un 41enne di Dalmine che si trovava in centro a Bergamo per festeggiare lo scudetto bianconero.

Intorno a mezzanotte l’uomo stava tornando verso l’auto parcheggiata in centro a Bergamo, insieme al figlio minorenne, quando all’altezza di viale Papa Giovanni e in corrispondenza di piazza Vittorio Veneto, è stato bloccato da un gruppo di giovani tifosi atalantini. I due juventini avevano festeggiato per le vie del centro lo scudetto bianconero e il 41enne indossava una sciarpa della Juve. Proprio per questa, l’uomo è stato bloccato e minacciato a consegnare la sciarpa.

Al suo rifiuto, uno dei tifosi atalantini ha sfilato la cintura dai pantaloni, prendendo il 41enne a cinghiate sul volto. Con la fibbia l’uomo è stato ferito al volto e in particolare al naso e a un occhio. Il gruppo di ultras è poi scappato e l’uomo è stato soccorso da alcuni passanti che hanno chiamato il 113.

Al Pronto Soccorso dei Riuniti di Bergamo il 41enne è stato medicato e fortunatamente le ferite sono risultate superficiali: guarirà in circa 8 giorni. Incapace di dare informazioni più dettagliate sul gruppo di atalantini, ora la Digos sta seguendo le indagini, visionando i filmati della zona. Il responsabile dell’aggressione è accusato di rapina  e lesioni personali.

[Fonte: L’Eco di Bergamo]

CESENA – Nessuna contestazione da parte della Curva Mare durante il derby col Bologna. Almeno nei novanta minuti di gioco.

 

Curva Mare CesenaIl tifo bianconero ha deciso di dare una tregua alla squadra in vista della sentitissima gara contro i cugini rossoblù, ma in caso di ko ricomincerà a contestare e questa volta con toni ben più accesi di quelli visti nelle ultime settimane. I tifosi non chiedono a tutti i costi la vittoria, ma almeno una prestazione tutto cuore e carattere, non certo come quella vista in troppe occasioni durante la stagione. Negli occhi di tutti c’è ancora il derby della scorsa stagione con il Bologna che si impose 2-0 contro uno dei peggiori Cesena della stagione. Cercasi dunque un pronto riscatto.

[Fonte: Romagna NOI]

Sono state spese tante belle parole per lo spettacolo scenografico messo in mostra, prima della partita dallo Juventus Stadium che ha colorato di bianconero l’impianto torinese. Un colpo d’occhio notevole, scandito dallo speaker dello stadio che ha dettato i tempi dell’apertura della stessa coreografia che non ha visto partecipare, come ovvio che sia, il settore ospiti dedicato ai tifosi del Milan.

 

Tifosi milanistiMa c’è qualcosa che non quadra in tutta questa faccenda e abbiamo deciso di riportare quello che è successo con la coreografia degli ultras rossoneri. Si perché anche quella porzione dello Juventus Stadium avrebbe dovuto essere colorata di rossonero e avrebbe dovuto fornire un grosso monito ai ragazzi di Massimiliano Allegri, concentrati nel tentativo di raggiungere la qualificazione alla finale di TIM Cup.

Ma andiamo con ordine nella ricostruzione dei fatti:
Quindici giorni fa i responsabili della Curva Sud informano la società rossonera dell’intenzione di portare a Torino una coreografia a sostegno della squadra. La risposta da parte del Milan è positiva e la comunicazione viene girata anche alla Juventus dalla quale però non arriva alcuna risposta. Partono i preparativi per la realizzazione del progetto che prevedeva uno sfondo rossonero fatto con le plastiche, uno striscione con scritto FORZA RAGAZZI e un bandierone ritraente il logo del Milan. Nulla di potenzialmente pericoloso o provocatorio, nulla che potesse far pensare a una risposta negativa da parte della società Juventus che invece, arriva non più tardi di due giorni fa tramite mail nella quale veniva comunicata la mancata “autorizzazione” da parte del club bianconero (proprietario dell’impianto) all’ingresso della coreografia milanista.

Quello che è successo ieri ai cancelli dello Juventus Stadium è forse, uno dei punti più bassi che la storia del tifo ricordi. Tutti i ragazzi arrivati a Milano con i pullman sono stati spogliati e perquisiti minuziosamente dal servizio d’ordine alla ricerca di plastiche, vessilli e striscioni inerenti alla coreografia. Inizialmente era stato vietato l’ingresso anche agli striscioni di rappresentanza dei gruppi organizzati che accompagnano la squadra in ogni stadio, poiché anch’essi non autorizzati. A quel punto, trovatesi di fronte al reale pericolo di incidenti dovuto all’esasperazione degli animi della curva rossonera sono stati fatti entrare gli striscioni dei gruppi e tutti gli stendardi rigorosamente senz’aste. Questo è quanto successo ieri nello stadio “più avveniristico d’Italia” per far si che i colori rossoneri non venissero mostrati dentro l’impianto che, come da programmi, doveva essere tutto solo ed esclusivamente bianconero. Se avere uno stadio di proprietà vuol dire anche limitare la libertà d’espressione di una tifoseria, allora ben vengano gli stadi comunali e i settori popolari.

P.M.

[Fonte: Milan News]

Gli ‘Ultras Spezia 74’ invitano tutto lo stadio a partecipare a cori e coreografie.

 

Tifosi spezziniLa Spezia – Il Picco si prepara a diventare una catino bollente.
“Domenica sarà di scena la capolista Siracusa. Sarà una partita difficile, ma siamo sicuri che i nostri ragazzi faranno di tutto per vincerla, dando il massimo e lottando su ogni pallone. Loro in campo e noi con il nostro tifo, sugli spalti. Vogliamo – affermano in una lettera gli Ultras Spezia 74 – che il nostro pubblico torni ad essere il dodicesimo uomo in campo: a tal proposito abbiamo bisogno anche dell’apporto della gradinata e della tribuna.
E’ nostra intenzione domenica e speriamo che diventi una consuetudine, far partire dalla curva il grido ‘Forza vecchio cuore bianconero’ e come un eco deve rispondere la gradinata e la tribuna. Subito dopo tutti in piedi a cantare l’inno della nostra città, ‘O bela Speza’, con sciarpe e bandiere al vento”.

“Dopo tante amarezze – proseguono i tifosi – abbiamo bisogno di ritrovare quel senso di appartenenza che ha sempre contraddistinto il nostro pubblico come uno dei più passionali e spettacolari di tutto il panorama calcistico. Ai calciatori il compito della vittoria, a noi quello di tifare per 95 minuti: benvenuti al Picco”.

[Fonte: Città della Spezia]

Cosa c’entra il Borgo a Buggiano con il Cesena? Fortunatamente niente, se non che oggi pomeriggio la simpatica squadra toscana era impegnata in campionato al Romeo Neri di Rimini.

 

Curva Mare CesenaCosì alcuni sportivi riminesi hanno comprensibilmente preferito venire a vedere la serie A al Dino Manuzzi e hanno scelto la curva Ferrovia per mischiarsi al centinaio di tifosi del Novara con cui sono gemellati. Un gemellaggio che tre anni fa aveva fatto considerare “a rischio” la gara tra Cesena e Novara, vietando la trasferta prima ai tifosi azzurri al Manuzzi e poi al ritorno a quelli bianconeri al Piola. Quest’anno invece non ci sono stati divieti per i sostenitori del Novara in possesso della tessera del tifoso, sistemati nel settore superiore della curva ospite dove per un attimo sono comparse anche un paio di bandierine a scacchi biancorossi.
In curva Mare faceva invece bella mostra lo striscione bianconero “Novara”, quello dello storico gruppo di tifosi cesenati della città piemontese attivo sin dagli anni ’70.

[Fonte: Tutto Cesena]