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Editoriale di fine stagione dal blog “Prato 1908 ultras” con analisi e riflessione sulla lunga e tortuosa annata calcistica, ancora più per chi ha deciso di fare la scelta di boicottare la tessera del tifoso e ne ha pagato dazio con trasferte vietate ed anche con un certo numero di diffide.

Prato 1908 ultrasE anche quest’anno siamo giunti al capolinea, finalmente oserei dire.
I risultati sul campo per una volta ci dicono bene e di questo siamo strafelici e quantomeno sorpresi visto il nostro trend trentennale positivissimo.
Essendo però il blog del nostro gruppo m’evito la parte calcistica che, per quanto positiva quest’anno in fin dei conti ci dice sempre merda, e mi concentro sulla NOSTRA stagione, cosa ben più importante.

E’ stato un anno difficile, duro, sofferto.
Ma anche estremamente bello.
Le nostre scelte in antitesi con il resto della Curva ci hanno portato, in primis, ad una situazione complicata già all’interno, figuriamoci con il resto del mondo.
Girare l’Italia senza una plastificazione rilasciata dalla questura in tasca non è semplice e, checchè se ne dica, nemmeno piacevole o bello. Venire rimbalzati più o meno ovunque, sentire sempre le stesse frasi, i’soliti discorso, perdersi le partite della propria passione beh, vi assicuro, ogni volta è un dolore e una incazzattura lancinante.
Ma che goduria però quelle poche volte che riesci ad entrare, che riesci a “fottere” il sistema, a vederti uno spicchio di campo da fuori o, addirittura, tutta la partita.
Molti ci hanno chiesto (e ci continuano a chiedere) chi ce lo fà fare.
La riposta ce l’ha data il destino, il fato o quello che cazzo vi pare, molti mesi dopo.
Ci è risultato impossibile allora e ci risulta ancora più difficile adesso piegarsi ad un certo “modo di fare”, abbassare il capo davanti a gente che utilizza la repressione come strumento di controllo e di prevenzione anzichè come strumento punitivo.
Noi proprio non ci riusciamo, nè per quello in cui crediamo, nè per chi sta pagando ingiustamente, nè per chi ha già scontato, nè per chi dovrà scontare una cazzo di pena, comunque, ingiusta e liberticida.
Preferiamo morire, sparire, essere decimati, essere rinchiusi dentro una stanza invece che dentro uno stadio ma mantenere la nostra libertà e la nostra dignità, di uomini liberi prima di tutto, e di Ultras subito a seguire.

Diffide, denunce, provocazioni, abusi vari ci stanno massacrando, sono colpi duri e decisi ad un gruppo come il nostro, difficili da assorbire facendo finta di niente.
Ancora però non ci siamo piegati, ancora però non ci sono riusciti ad annientarci.
Badate bene, non è una sfida, è semplicemente un dato di fatto.
Per ognuno di noi costretto fuori ce n’è un altro che canta il doppio dentro e, se non c’è, lo troveremo perchè siamo ancora convinti che questa città sia piena di ragazzi e di gente “ad una certa maniera”.
Quest’anno la salvezza ce la siamo conquistati fuori dagli stadi di tutta Italia, Lungobisenzio compreso.
Siamo andati a prenderci quel rispetto che nessuno ci voleva tributare, e lo difenderemo con le unghie e con i denti, consci del fatto che prima o poi avremo anche noi ciò che meritiamo e che le nostre battaglie saranno ampiamente ripagate.
Ai miei fratelli non ho niente da dire, glielo ripeto ogni giorno di guardarsi allo specchio e sentirsi orgogliosi di quello che abbiamo creato (chi più chi meno, chi prima chi dopo) da 4 anni a questa parte…per una volta concedetecelo, ma siamo profondamente orgogliosi di Noi.

Sempre a testa alta e cazzo ritto.

AMA LA TUA CITTA’, DIFENDINE I COLORI!

STRIPPATI AL SEGUITO

[Fonte: Prato 1908 Ultras]

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