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La società sta pensando di chiedere un sostegno economico ai tifosi per affrontare gli oneri del prossimo campionato. In cambio, possibilità di partecipare, con diritto di voto alla vita del club

IL CITTÀ di Pontedera chiama, Pontedera città rispondi. Nella prospettiva di affrontare un campionato finanziariamente oneroso come si annuncia quello della prossima Lega Pro (sia che si tratti di una categoria unica sia che si tratti di due categorie, perché in questo caso c’è il forte rischio di fare come il Gavorrano e finire nel girone Sud) la società granata sta pensando di chiedere anche il sostegno economico dei tifosi. Ma non sarebbe un contributo… a fondo perduto, poiché viene offerta come contropartita la partecipazione alla vita del club, con diritto di voto. Non si tratta insomma diun azionariato popolare, bensì la possibilità di costituire un Comitato di tifosi, sul modello di quello nato di recente a Pisa solo per prendere un esempio vicino (ma di analoghi ce ne sono a Mantova e Rimini). Un comitato costituito in maniera ufficiale con tanto di statuto, sede,presidente, cassiere, che riesca a mettere insieme almeno una quota pari a quella versata da ogni singolo socio. In questo modo il Comitato dei tifosi avrebbe la possibilità di partecipare come detto alla vita gestionale del club granata facendo sedere un suo rappresentante al tavolo delle riunioni dirigenziali e avendo diritto di voto il cui potere sarebbe pari a quello degli altri soci.
TUTTO questo avrebbe valenza annuale e l’impegno dei tifosi sarebbe ovviamente rinnovabile ogni dodici mesi. Il Comitato sarebbe esentato da ogni eventuale responsabilità sia civile sia economica che rimarrebbe a carico dei soci effettivi del Città di Pontedera. «Abbiamo bisogno che la città ci stia vicina — dicono dalla sede granata—e poiché sappiamo che il prossimo campionato molto probabilmente non potrà regalarci le grandi soddisfazioni di quest’anno, abbiamo bisogno di stare tutti uniti. Per questo invitiamo i tifosi a contattarci, in modo da poter spiegare meglio e nei particolari quello che intendiamo fare. Dopo un rappresentante del comune nel consiglio di amministrazione (l’assessore allo sport Matteo Franconi, ndr), riuscire ad averne uno dei tifosi alle nostre riunioni sarebbe un’altra grande soddisfazione».
Stefano Lemmi

da La Nazione edizione Pisa

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I festeggiamenti di piazza del Popolo per la permanenza in serie B sono andati deserti. Durante una trasmissione televisiva il presidente bianconero ha detto: «Probabilmente San Benedetto ha tifosi più veri dei nostri» mandando su tutte le furie i supporters ascolani

Piazza del Popolo, AscoliASCOLI PICENO – E che festa…non sia! Domani sera, giovedì 31 maggio, per le ore 21 piazza del Popolo ad Ascoli sarebbe dovuta diventare il centro della passione calcistica bianconera ma così non sarà, la squadra festeggerà in forma privata. Erano previsti caroselli per la conquista della permanenza della squadra cittadina nel campionato di serie B ma qualcosa ha rovinato la festa. Da alcuni anni fra la società, guidata dal patron Benigni, e la tifoseria ascolana non c’è poi così simpatia. Anzi, a dire il vero, le due fazioni hanno tirato avanti ognuna per la propria strada. Ma lunedì sera lo strappo definitivo si è consumato.

Il presidente, ospite di una trasmissione sul calcio di un’emittente privata locale, parlando delle tifoserie delle due acerrime nemiche Ascoli e Samb, ha pronunciato una frase nemmeno troppo sibillina che non ha lasciato dubbio alcuno su ciò che Benigni intendesse: «Probabilmente San Benedetto ha tifosi più veri dei nostri». Questa cosa ai sostenitori bianconeri non è proprio andata giù e allora per tutta risposta si è deciso di annullare la festa.

Non bastava l’inchiesta sul Calcioscommesse e le possibili implicazioni di Soncin, autore del gol-salvezza, a soli tre giorni dall’impresa dell’Euganeo torna la polemica in casa bianconera.

[Fonte: Il Segnale]

Secondo il questore, il dopo partita di Pescara-Torino potrebbe essere un momento delicato in fatto di ordine pubblico.

(AGI) – Pescara, 9 mag. – Dopo la morte dell’ultra’ pescarese Domenico Rigante, ucciso la sera del primo maggio con un colpo di pistola, si teme per la partita in programma sabato allo stadio del capoluogo adriatico, Pescara-Torino, rispettivamente seconda e prima in classifica. Si teme cioe’ la reazione dei tifosi dopo la morte di Domenico che con il fratello gemello Antonio era un personaggio in curva Nord, e li chiamavano “i gemelloni”. “Qualcosa – ha detto oggi il questore Paolo Passamonti – potrebbe succedere nel dopo partita, sara’ un momento delicato”. Un appello alla calma e’ stato lanciato dal padre di Domenico. (AGI) Pe1/Ett

[Fonte: AGI]

Il giocatore rossoblù sugli incidenti di Genova: “Per lo stesso comportamento i teppisti serbi vennero arrestati”

JankovicDura presa di posizione di Bosko Jankovic sugli incidenti di domenica scorsa a Marassi, provocati da un gruppo di ultras del Genoa. Il giocatore serbo, che era seduto in tribuna ad assistere a Genoa-Siena, ricorda il precedente di Italia-Serbia del 12 ottobre 2010 quando, sempre allo stadio Ferraris, la partita non iniziò nemmeno a causa degli incidenti scatenati da alcuni teppisti serbi. Secondo Jankovic, che ha rilasciato un’intervista al quotidiano di Belgrado Vecernje Novosti, la polizia italiana avrebbe usato due pesi e due misure. “E’ una vergogna – sostiene il giocatore del Genoa -. Per lo stesso comportamento scandaloso i teppisti serbi furono arrestati e tenuti in carcere otto mesi, mentre ora gli italiani sono stati lasciati andare a casa come se nulla fosse successo. Si sapeva che era una partita ad alto rischio, ma allo stadio c’erano letteralmente solo venti poliziotti. Davvero incredibile”.

Jankovic denuncia anche il comportamento di un tifoso genoano che, seduto accanto a lui in tribuna, è andato in escandescenze: “Sul 3-0 per il Siena si è alzato e ha cominciato a insultarmi – rivela il rossoblù -. Avrei tanto voluto menarlo, sopratutto per il fatto che si era rivolto a me con tali parole anche se non ero con la squadra in campo. Gli ho detto di smetterla e di andare a lamentarsi con il presidente. Ero pronto a tutto…”.

[Fonte: Sport Mediaset]

“Non c’è stata violenza, temiamo la B”

Genoa-SienaIl giorno dopo i fatti del ‘Ferraris’, gli ultras del Genoa non fanno passi indietro. Un loro rappresentante, F. F., lo ha detto in modo chiaro ai microfoni di ‘Studio Sport’: “Tutti parlano di violenza, ma la violenza è un’altra cosa. Ieri allo stadio non è successo niente, non c’è nulla di cui pentirsi. Anzi, abbiamo deciso noi di far riprendere la partita. Era un misto di rabbia e preoccupazione perché rischiamo di retrocedere”.

Invadere la zona dei distinti e ostruire l’accesso agli spogliatoio non è da catalogare fra gli atti censurabili: “La violenza è quella che si è vista a Roma durante un derby, quando ci si accoltellava. Invece noi abbiamo invitato i tifosi a non commettere atti di violenza. Siamo soliti vedere episodi brutti fuori dagli stadi, ma stavolta non è successo niente. Donne e bambini in fuga? Non è vero, siamo stati attenti a questa situazione”.

Ricattare la squadra e umiliarla, inoltre, non rientrava fra i piani della tifoseria organizzata: “Fino al 3-0 abbiamo tifato come al solito. Non c’era nessuna premeditazione, ma poi ha prevalso un misto di rabbia e preoccupazione – ha spiegato F., raggiunto in seguito dal Daspo, nel suo racconto -. Più preoccupazione in verità, perchè qui rischiamo di retrocedere e serve una svolta. Ma la violenza è un’altra cosa, quindi non c’è nulla di cui dobbiamo pentirci, se non aver creduto per 7 anni a questo presidente (Preziosi, ndr) che ci ha solo presi in giro”.

[Fonte: Sport Mediaset]

Una “partita amichevole” per risolvere il contenzioso sugli abbonamenti del Cagliari, dopo la decisione di Cellino di giocare a Trieste.

 

Lo stadio di CagliariL’associazione Casa dei Diritti questa mattina, in un incontro con gli abbonati, ha infatti proposto una soluzione per evitare di fare partire subito una causa o la class action proposta dall’Idv. “Convochieremo in tempi brevissimi un organismo di mediazione- hanno detto in una conferenza stampa- e chiederemo sia al Cagliari calcio che ai rappresentanti dei tifosi di sedersi tutti attorno a un tavolo. Per cercare una soluzione insieme, tenendo conto però che ci sono in ballo le partite contro Inter e Juventus che non valgono come le altre”. Il Cagliari di Cellino accetterà l’invito?

[Fonte: Casteddu online]

E’ una giornata ad alta tensione quella che sta vivendo il Parma alla vigilia del match con la Fiorentina. Dopo le polemiche seguite alle gare con Genoa e Napoli, i tifosi emiliani sono pronti a protestare contro la classe arbitrale portando allo stadio un fischietto e un fazzoletto bianco da sventolare, in una ‘panolada’, all’ingresso in campo delle squadre.

 

Tifosi del ParmaClima rinfocolato anche dalle dichiarazioni del presidente del Parma Tommaso Ghirardi che aveva parlato di ”episodi troppo gravi che fanno riflettere”. Niente smuove invece il tecnico gialloblu’, Roberto Donadoni che oggi ha ribadito la sua linea, quella di non contestare. ”Sono stufo e nauseato di questi discorsi – ha detto il tecnico – L’arbitro non e’ mai stata una cosa che mi preoccupa. Se la mia linea paghera’? Perche’ comportarsi normalmente, in modo corretto ed onesto deve risultate controproducente? Se cosi’ fosse vorrebbe dire stravolgere la logica del mondo”.

[Fonte: Julie News]