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Argomento trattato sotto diversi punti di vista, ci mancava solo un approccio musicale alla questione, per cui lo prendiamo a prestito da “Football a 45 giri”.

 

 

RespiriAMO TarantoSembrava possibile mettere sulle magliette di gioco del Taranto Calcio, al posto dello sponsor, uno slogan ad impatto sociale, ma la Lega ha bocciato l’idea del RespiriAMO Taranto.

Mentre tutti ci aspettavamo di vedere a Terni, al Libero Liberati, per la sfida delicatissima Ternana – Taranto, la nuova tenuta di gioco, la Lega ha revocato il nulla osta concesso con la motivazione dettata dalla condotta di “natura politica” ravvisata nello slogan e quindi incompatibile con il regolamento. I tifosi tarantini sono stati beffati dalla burocrazia e non l’hanno digerito, intasando il web con li loro disappunto.

L’idea era nata da una iniziativa del portale Taranto supporters, lo slogan simboleggia ed accomuna l’amore dei tarantini per la città e la squadra rossoblu che gioca allo stadio Jacovone.

Il video è uno dei migliori videoclip musicali di sempre, Every breath you take, ogni respiro che fai, è una canzone dei Police scritta da Sting e pubblicata nel loro album Synchronicity del 1983. Un pezzo storico, famossissimo che è rimasto in testa alle classifiche americane per 8 settimane e che dopo 30 ancora è ascoltatissimo. Le sue origini potrebbero essere legate alla crisi sentimentale di Sting, ma c’è chi dice che il testo narri lotte sindacali…

Le cover di uno dei brani musicali più belli di sempre non possono che essere numerosissimi; si passa dagli UB40 (mitici!) ai Millencolin a Puff Daddy che compose il brano I’ll Be Missing You del 1997, dedicata allo scomparso The Notorious B.I.G.

La frase è stata concepita dal Comitato per Taranto e  letta in occasione delle manifestazioni ambientaliste, racchiude tanti significati: il primo è legato a tutti coloro che respirando i veleni che ammorbano Taranto hanno perso la salute o la vita. Il dramma dell’ILVA è famoso in tutta la penisola ed è purtroppo sempre attuale, avrete sentito dell’incendio e dei fumi della fabbrica…Il secondo significato è legato ai bambini del quartiere Tamburi che a causa dell’inquinamento del suolo adiacente le grande industria non sono liberi di giocare nelle poche aree verdi a loro disposizione. Il terzo significato è legato a tutti coloro che amano Taranto e lo dimostrano in modi e tempi diversi, occupandosi delle persone più bisognose, ripulendone le piazze, manifestando contro chi inquina, lottando affinché lo sport e il calcio in particolare, sia motivo di orgoglio per la città.
RespiriAMO Taranto è un messaggio di amore verso la città, la squadra e l’ambiente.
Noi di football a 45 giri respiriAMO Taranto!

[Fonte: Football a 45 giri]

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Il calcio italiano sembra trascinarsi verso una lenta e inesorabile deriva. Cresce il disincanto dei tifosi.

 

Calcio e televisioniGli stadi si svuotano. Il pubblico che un tempo affollava e colorava le tribune non è più attratto dallo spettacolo vissuto dal vivo. Aumenta la tendenza a  guardarsi le partite trasmesse dalle pay tv dal comodo divano del salotto di casa.

Un trend inarrestabile e pericoloso, per il desolato e desolante mondo pallonaro italiano. Sarà sempre più difficile riportare a casa falangi di tifosi in fuga dagli stadi, a prescindere dalla loro inadeguatezza strutturale. Senza contare il mancato ricambio generazionale, il cui gap sarà impossibile da colmare nei lustri a venire.

La Gazzetta dello Sport, in una recente inchiesta, ha appurato che dal 2008 a oggi gli abbonati sono calati del 20,4 per cento. I  teleutenti del calcio a pagamento, viceversa, hanno registrato una crescita del 69 per cento. Un dato che prescinde dagli abbonati di Mediaset Premium. I dati sarebbero dunque ancora peggiori.

Una vera e propria fuga dagli stadi, rispetto alla quale la Lega Serie A guidata dall’ineffabile Maurizio Beretta non si decide a prendere provvedimenti incisivi. I nostri impianti sono sempre più simili a cattedrali nel deserto.

La percentuale di riempimento è di gran lunga la più bassa in Europa, con un misero 61 per cento (ma la tendenza è verso un netto peggioramento). Un dato allarmante se rapportato al 69 per cento della Francia, al 73 della Spagna, all’88 della Germania e al 92 dell’Inghilterra.

Tutto ciò accade mentre le televisioni a pagamento fanno il pieno, forti dei diritti tv con i quali tengono in piedi la baracca e fungono da padroni del vapore. Sky ha appena festeggiato il traguardo dei 5 milioni di clienti. Anche Mediaset Premium è in costante crescita.

E’ probabile che a determinare questa tendenza siano anche le precarie condizioni degli stadi italiani. Impianti vecchi, spesso inadeguati alle esigenze del calcio dal vivo nel terzo millennio.

La prova provata potrebbe essere fornita dall’incremento di abbonamenti che ha avuto la Juventus con il passaggio al nuovo stadio di proprietà. Dopo l’inaugurazione dello Stadium, la società bianconera è salita dai 14.290 abbonati della passata stagione ai 24.137 odierni (l’incremento dei ricavi ammonta al 135 per cento). Forse sarà così, ma abbiamo forti dubbi in proposito.

Senza un soprassalto di cultura calcistica che rimetta i tifosi al centro del sistema come lo erano negli anni d’oro del calcio italiano (“Quando i tifosi erano il centro del mondo”) e risvegli una passione fin troppo sopita, la deriva sarà infinita anche con la costruzione di nuovi e confortevoli impianti.

Sergio Mutolo

[Fonte: Calciopress]

Milan zero, Inter 71.000, Juventus 44.000, Udinese 2.000. Non stiamo dando i numeri, ma solo spulciando la strana e bizzarra classifica che il Giudice sportivo di serie A, Gianpaolo Tosel, ha determinato grazie alle ammende comminate ai 20 club di A al termine del girone d’andata.

 

Una classifica che vede in vetta le tifoserie più cattive, Atalanta in primis seguita da Inter, Roma e Juventus, mentre le più tranquille e sportive sono Milan e Bologna, incredibile ma vero neppure un euro di ammenda. Già, perch´ il bello di questa conta anomala, come si può rilevare dalla tabella a fianco, ammonta a 441.500 euro che la Lega di A ha incamerato trattenendolo dalle cauzioni che le Società versano per partecipare al campionato. Però, a fine stagione, questi soldi vengono ridistribuiti tra i club con criteri concordati tra Lega e Federcalcio. Insomma, ti bastono e poi ti do il contentino per alleviarti il dolore. E di astrusità se ne scoprono, basta verificare quanto successo nell’ultimo Atalanta-Juventus, con i bergamaschi sanzionati di 35.000 euro perch´ i suoi tifosi hanno colpito con una monetina l’arbitro a una spalla (oltre al lancio in campo di petardi e fumogeni), mentre i bianconeri se la sono cavata con appena 20.000 euro anche se i 20 bengala lanciati hanno centrato in pieno la curva sud occupata dagli atalantini provocando 5 feriti (tre bergamaschi e, ironia della sorte, 2 juventini infiltrati). Gli stessi 20.000 euro pagati dall’Inter (sanzionata 12 volte in 19 giornate) al 10° turno proprio contro la Juve per esposizione di due striscioni ingiuriosi che, per Tosel, fanno male come i bengala in testa.

[Fonte: Il Giornale]