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Anche gli ultras piacentini partecipano alla gara di solidarietà a sostegno delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto.

Ultras PiacenzaI tifosi biancorossi partecipano alla raccolta fondi per zone dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Come sempre i supporter biancorossi, trascinati dai ragazzi della Nord, sono in prima fila per aiutare chi non ha bisogno, in questo il “nostro” popolo emiliano. Per chi volesse partecipare (ci auguriamo in tanti) ecco il messaggio della curva Nord Piacenza:

Gli ultras di Piacenza organizzano una raccolta di generi di prima necessità e/o fondi per l’acquisto di questi ultimi, che porteranno direttamente nelle terre colpite dal sisma nella giornata di domenica. Per chi volesse contribuire: siete pregati di rivolgervi direttamente a Beppe Salice su Facebook per quanto riguarda la zona di Piacenza oppure al numero di telefono: 339 1683504. Partecipate in tanti, hanno bisogno di noi.

[Fonte: Sport Piacenza]

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Cristiano Doni si fa i complimenti. In fondo «ho tradito lo sport, ma una volta sola »; ha partecipato a una combine «ma quello non era il vero Doni ».

 

 

È stato «debole, perché non ho allontanato il male», «ma avevo un ruolo marginale e sappiamo benissimo che quella partita lì (Atalanta-Piacenza 3-0, 19 marzo 2011, ndr) finiva così anche se io non l’avessi saputo»; ha negato per mesi ogni coinvolgimento, «ma la speranza era sempre la possibilità di tornare a giocare » e quindi di farla franca, «e questo è capibile». Come no. C’è sempre un «ma» in ogni frase iniziata da Doni e conclusa con quella che ha tutta l’aria di essere un’autoassoluzione. Toccherà ai giudici stabilire se le responsabilità di Doni stanno tutte nell’aver saputo di una combine, non aver denunciato e aver fatto capire a Gervasoni del Piacenza, già desideroso di perdere, di essere al corrente dell’accordo. Di certo, i tifosi dell’Atalanta non gli credono. Nessun riavvicinamento, nessun perdono in vista, anche se l’ex bandiera atalantina si dice disponibile a un incontro «perché io c’ho sempremesso la faccia». Tutto avviene sul sito degli ultrà bergamaschi (atalantini.com), termometro dell’umore dei tifosi: in cinque file audio è possibile ascoltare per 23 minuti la voce di Doni, intervistato dal curatore del sito. Poi, sotto, è possibile leggere i commenti. Civili per lo più, arrabbiati tutti. Eccone uno: «Il silenzio e il tempo FORSE potevano riabilitarlo… ora più parla e più si sputtana ». Qui la tesi di Doni non passa: gli errori per lui si condensano «in un piccolo periodo» mentre «tutto quello che di buono ho fatto con l’Atalanta non me lo toglie nessuno», fino a dire «sono stato un professionista esemplare e iomi faccio i complimenti per essere arrivato a 38 anni in queste condizioni fisiche e mentali». In conclusione: «Non è come scrivono i giornali che hanno strumentalizzato». Ma non sono i giornali a essere duri con lui. Semmai i suoi ex tifosi. In quell’audio di Doni c’è anche una versione diversa su Atalanta- Pistoiese del 2001: «Quell’episodio ha distorto la mia immagine, da allora mi hanno additato come scommettitore», dice Doni lasciando intendere di essere stato vittima di un pregiudizio. Lo stesso giorno ad alcuni giornali ha ammesso che quella partita era combinata, ma non da lui. Allora? «Se questo è quanto doveva dire alla ‘‘sua’’ città per spiegare, beh… credo non ci sia altro da aggiungere—un altro commento —. Capisco che su molte cose ci sia il processo aperto,ma a me ha lasciatomolta amarezza leggere alcune affermazioni. Auguro al Sig. Cristiano Doni ogni bene in futuro, non andrò certo a cercarlo per insultarlo, ma ora per cortesia non cerchi riabilitazioni- lampo alla luce del ‘‘volemose bene, ho fatto solo una sciocchezza’’». E ancora: «Non ti preoccupare, hanno riabilitato tutti, vedrai che tra qualche annetto (…) ti chiameranno a fare il commentatore televisivo ».

[Fonte: Quotidianamente]

Vertice delle forze di polizia, in questura, per mettere a punto il piano-sicurezza in vista del match Cremonese-Piacenza, il derby del Po, che si svolgerà domenica pomeriggio a partire dalle 14.30.

 

Vertice in questuraIl questore Antonio Bufano ha illustrato una linea all’insegna della fermezza e della prevenzione. “Ci è stata segnalato l’arrivo di circa 150 supporter piacentini che hanno seguito il percorso previsto per l’aquisizione dei biglietti. Ci è stato segnalata anche l’intenzione, da parte di altri tifosi del Piacenza, di raggiungere Cremona per tentare l’ingresso allo Zini senza avere il biglietto. Il messaggio che voglio lanciare dev’essere chiaro: faremo rispettare la norma che ha introdotto della tessera del tifoso. Senza biglietti non si entra e domenica i biglietti non sono in vendita: ho dato disposizioni affinchè le biglietterie chiudano alle 19 di sabato. Quanto alla viabilità e all’arrivo dei piacentini in zona stadio, i cremonesi non devono temere nulla. Le zone interessate saranno isolate sulla base di quel sistema di sicurezza intorno all’impianto sportivo, molto valido, a suo tempo introdotto con notevole lungimiranza. Insomma nessuno potrà forzare le norme sull’accesso agli stadi. Non voglio minacciare nessuno, ma ricordo che il fatto stesso di presentarsi negli stadi privi di biglietto può essere oggetto di valutazioni che possono sfociare in un Daspo fino a 5 anni’.

Intanto, sempre in tema di derby, il blitz antidrogra che ha portato all’arresto di 35 persone tra Piacenza e Parma, ha messo in luce che P. A. aveva un ruolo di spicco nell’attività di spaccio nei confronti di alcuni appartenenti della cosiddetta “Curva Nord”  del Piacenza e che avrebbe agito anche durante il derby dell’andata tra Piacenza e Cremonese.

[Fonte: La Provincia]