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Giornalismo d’avanguardia: i tifosi della Croazia “avrebbero” lanciato una banana in campo quando Balotelli è stato sostituito. Che i tifosi non sono nuovi a tali trovate sopra le righe del buongusto è vero, però quel condizionale puzza sempre di facile speculazione.

Banana in campo(ANSA) – POZNAN (POLONIA), 15 GIU – L’arbitro Webb fischia un fallo su Balotelli, e dalla curva dei tifosi croati parte una bordata di fischi e dei ‘buuh’ all’indirizzo dell’attaccante azzurro. L’episodio si e’ verificato nel finale del primo tempo di Italia-Croazia, con gli azzurri in vantaggio sull’1-0. Al 24′ della ripresa, all’uscita di Balotelli, sostituito da Di Natale, i tifosi croati avrebbero lanciato in campo una banana: una foto mostra uno steward che raccoglie il frutto dal terreno.

[Fonte: Ansa]

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E’ crisi sempre più nera per il Gaucho, che dopo l’uscita dal campo nell’ultima partita contro l’Internacional viene sommerso da fischi e insulti. I tifosi sono stufi di lui.

RonaldinhoContinua inesorabile il declino di Ronaldinho. Ultima di una lunga serie di giornate infelici, sabato sera nella sfida tra Flamengo e Internacional, il Gaucho si è preso prima gli applausi del suo pubblico, poi fischi e minacce hanno preso il sopravvento per l’ennesima prestazione incolore dell’ex stella di Milan e Barcellona.

Dinho aveva iniziato bene, mettendo dentro su rigore il momentaneo 2-0, con il 3-1 Flamengo a fine primo tempo. Nell’intervallo avrebbe anche preso in giro gli avversari affermando che «Fin da quando ero piccolo faccio dei gol contro l’Inter», ricordando chiaramente il suo passato da giocatore del Gremio, storica rivale dell’Internacional.

Il secondo tempo inizia male e si conclude peggio, perché l’Internacional di Porto Alegre agguanta il pareggio – 3 a 3 finale – e l’ultimo goal degli avversari nasce proprio da una palla perse da Ronaldinho a centrocampo. Al momento della sostituzione – al trentesimo della ripresa – su di lui piombano fischi da tutti i presenti allo stadio, che non lo reputano degno di vestire la maglia del club di Rio. Addirittura all’uscita dello stadio alcuni tifosi più furiosi circondano l’auto del giocatore ma vengono subito allontanati dagli agenti di scorta.

Non solo brutte prestazioni hanno scatenato le ire dei tifosi rossoneri di Rio de Janeiro, perché i problemi societari di Dinho nascono anche da altre vicende. Si dice che il fratello procuratore, Roberto de Assis, abbia preso liberamente delle maglie dallo store del Flamengo con la scusa del mancato pagamento dello stipendio al suo assistito. Inoltre si vocifera che il giocatore volesse organizzare un tour di amichevoli in Cina per trovare una nuova squadra proprio lì, dati anche i preblemi legati alla sua situazione economica.

Il Gaucho quest’anno ha perso anche la maglia verdeoro, il c.t. Mano Menezes non lo ha convocato per le amichevoli preolimpiche, il che lascia presagire che non verrà convocato nemmeno per l’olimpiade di Londra. Periodo decisamente nero per l’ex pallone d’oro, ormai trentaduenne e sovrappeso, che difficilmente vedrà i suoi guai finire qua.

[Fonte: Goal.com]

La Fiesole contro Ranieri: “Non lo vogliamo”. Guerini: ”Da tifoso viola andrei cauto con le critiche eccessive, perche’ domani potremmo ritrovarci in condizioni peggiori; se la famiglia Della Valle avesse voglia di lasciare, da tifoso viola mi preoccuperei molto”

Della Valle lascia lo stadioFirenze, 13 maggio 2012 – L’azionista di riferimento della Fiorentina Andrea Della Valle ha abbandonato poco dopo il quarto d’ora di gioco del match contro il Cagliari la tribuna autorita’ dello stadio ‘Franchi’ di Firenze. Al 13′ del primo tempo un gruppo un gruppo di ultra’ della Fiesole ha offeso Andrea Della Valle, il patron ha subito lasciato il suo posto in tribuna, visibilmente stizzito, per andarsene poco piu’ tardi dallo stadio, anche per alcuni impegni. Coro che ha visto la reazione del resto dello stadio che ha gridato verso la Curva Fiesole “Buffoni, buffoni”.

Nel settore ‘Maratona’ dello stadio sono comparsi invece, prima del fischio di inizio, due striscioni eloquenti:‘Oggi tiriamo lo scarico su voi e puliamo la maglia’ e ‘Andatevene tutti’. Nel corso del primo tempo si sono susseguiti pesanti cori di insulti per il responsabile della comunicazione viola Gianfranco Teotino, l’amministratore delegato Sandro Mencucci e per il presidente gigliato Mario Cognigni. Insulti ed il coro:’Non lo vogliamo, Ranieri non lo vogliamo’, per il tecnico romano, quest’anno sulla panchina dell’Inter, che dai rumors di mercato viene dato come possibile tecnico viola per la prossima stagione. Infine, per l’ex mister gigliato Delio Rossi cori di solidarieta’ ed il grido:”Uno di noi, Delio Rossi uno di noi”.

LA REAZIONE DI DELLA VALLE – ”Situazioni come quelle di oggi lasciano l’amaro in bocca, dopo tanti sacrifici fatti, tanti soldi spesi. Sono cose inconcepibili. E se viene a mancare la motivazione necessaria, puo’ essere un problema”. Cosi’ Andrea Della Valle intervenuto su Raiuno alla trasmissione ‘5’ di recupero’ di Raisport.
”Ho provato molta amarezza – ha proseguito il patron della Fiorentina che durante la gara con il Cagliari ha lasciato il suo posto allo stadio dopo appena 13′ perche’ offeso da un gruppo di ultra’ della curva Fiesole -, mi hanno riferito che erano circa un centinaio e che subito sono stati zittiti dal resto del pubblico. Questo e’ un segnale di maturazione della citta’ e della tifoseria. Pero’, ripeto, sono brutte cose che ti lasciano perplesso”

LA REAZIONE DI GUERINI – ”Da tifoso viola andrei cauto con le critiche eccessive, perche’ domani potremmo ritrovarci in condizioni peggiori; se la famiglia Della Valle avesse voglia di lasciare, da tifoso viola mi preoccuperei molto”. Cosi’ il tecnico della Fiorentina Vincenzo Guerini sulla contestazione dei tifosi presenti in curva Fiesole, avvenuta oggi durante Fiorentina-Cagliari. Una contestazione – dalla quale con un comunicato ha preso le distanze l’Associazione centro coordinamento viola club, esprimendo piena solidarieta’ alla dirigenza viola -, che ha portato Andrea Della Valle a lasciare il suo posto allo stadio dopo 13′. ”Quando e’ stata contestata la proprieta’ – prosegue – la stragrande maggioranza ha contestato i contestatori. Poi sono stati fischiati i giocatori ma onestamente potevamo aspettarcelo. Era difficile che ci applaudissero”. In casa viola, adesso, la parola d’ordine e’ ripartire: ”La societa’ ora e’ chiamata a fare delle scelte, compresa quella dell’allenatore – spiega Guerini -. Sono scelte importanti. Andrea Della Valle ha detto che ci vorranno ancora una decina di giorni? Io preferisco una societa’ che ci pensa un giorno in piu’ piuttosto che faccia subito una scelta solo per calmare la piazza. Non siamo in ritardo, c’e’ tutto il tempo per poter ricostruire”.

Per l’allenatore i Della Valle avrebbero deciso di puntare su Claudio Ranieri. Un ritorno a Firenze, pero’, che non piace alla tifoseria viola: ”Ranieri? Ripeto, non credo sia giusto che una societa’ scelga in base all’umore della gente – commenta Guerini -. Credo che il futuro sia gia’ iniziato, credo che la societa’ impostera’ un futuro abbastanza importante, anche se non bisogna pretendere miracoli. C’e’ da mettere mano anche in maniera
abbastanza pesante alla squadra. Ranieri o Zeman? Tranne due-tre soluzioni clamorose, credo che qualsiasi allenatore verra’ dividera’ la tifoseria. Ognuno ha il suo tecnico preferito”. Riguardo all’avvenire il giovane portiere Neto, oggi titolare, spiega: ”Vedremo quello che Dio mi riservera’ per il futuro, spero di poter ancora giocare a Firenze. Sarei molto contento”. Mentre Natali annuncia l’addio: ”Quella di oggi e’ stata la mia ultima gara in maglia viola. Sono stati anni importanti con un bel gruppo, ringrazio tutti”. Guerini, invece, spera di rimanere a lavorare per la Fiorentina: ”Per me e’ stato un privilegio rientrare, qualsiasi ruolo mi daranno sara’ per me un onore poter aiutare questa squadra e se non me lo daranno sara’ stato comunque un onore”.

[Fonte: La Nazione]

A rivelarlo è il questore di Firenze Francesco Zonno. “Il gesto è da condannare ma non ha avuto incidenza sull’ordine pubblico”. Escluso anche un servizio di sorveglianza per Ljajic

Delio RossiNessun daspo per l’ex allenatore della Fiorentina Delio Rossi. A rivelarlo è il questore di Firenze Francesco Zonno, che dopo aver studiato le relazioni della divisione anticrimine sulla zuffa con Ljajic non ha riscontrato elementi tali da giustificare il provvedimento. “Mancano i presupposti, il gesto è da condannare ma non ha avuto incidenza sull’ordine pubblico- ha spiegato- Aspettiamo comunque gli esiti degli accertamenti della giustizia sportiva: solo se dovessero emergere comportamenti potenzialmente pericolosi per la sicurezza del pubblico potranno essere prese in considerazione misure estreme come il Daspo”.

Sempre in merito all’incredibile scenata avvenuta a bordo campo nel primo tempo della partita con il Novara, negli uffici di via Zara si esclude anche che per il giovane fantasista serbo sia stato messo in campo un servizio di sorveglianza per scongiurare eventuali contestazioni di tifosi. Al momento gli investigatori della Digos non avrebbero infatti rilevato minacce o particolari segnali di tensione.

“Dispiace per le brutte immagini che siamo stati costretti a vedere- conclude il questore- e dispiace per un uomo mite come Rossi che sicuramente è stato provocato. Un tesserato, però, deve conoscere le conseguenze delle proprie azioni e non può lasciarsi coinvolgere in simili episodi”.

[Fonte: La Repubblica]

Brutto episodio in San Venanzo-Cannara. Durante Collepepe-Olympia Thyrus un calciatore colpisce con un pugno il direttore di gara: partita sospesa

Campo da calcioPerugia, 24 aprile 2012 – POVERI arbitri: costretti a correre e non soltanto in campo. Oltre agli insulti, arrivano anche minacce e pugni. Come è successo in Eccellenza, dove – secondo il giudice sportivo – «al 38’ del primo tempo l’Assistente Arbitrale veniva irriso dal numero 10 del San Venanzo, Sig. Costanzo Pasquale, ed, in ragione di ciò, quest’ultimo veniva espulso dal Direttore di Gara”.

Le cose sono precipitate, tanto che “una volta lasciato l’impianto sportivo, l’autovettura con a bordo i componenti della terna arbitrale, veniva affrontata da un gruppo di tifosi del San Venanzo (circa una ventina) che, dopo aver costretto l’auto a rallentare, iniziava ad insultare pesantemente gli Ufficiali di Gara colpendo ripetutamente la citata autovettura con manate e pugni”. Il Giudice sportivo ha squalificato fino fino al 30.06.2012 il  Dirigente del San Venanzo, Cerquaglia Venanzo e tre giornate a Costanzo.

[Fonte: La Nazione]

Noi a Novara eravamo presenti, senza badanti e soprattutto senza tessera! Siamo andati a Novara non per la vicinanza a casa ne per fare una gita come qualcuno ha pensato, ma per restare fuori dallo stadio e rendere omaggio a Cipolla, noto ultras della gradinata nord e della Fossa dei Grifoni mancato 30 anni fa! . Per tutto il primo tempo abbiamo presidiato il posteggio del settore ospiti, cantando per il Genoa con lo striscione per cipolla e le nostre pezze appese. A fine primo tempo ci hanno comunicato che (in assenza di problemi di ordine pubblico) se volevamo potevamo acquistare il biglietto di curva Nord (la curva del novara) e, su nostra esplicita richiesta ne da tesserati ne da tifosi accompagnati. Ci teniamo a ribadire che quando la gradinata nord andava in trasferta (libere o vietate) il G.A.V. è sempre stato presente. La tessera l’abbiamo sempre combattuta attivamente ed è risaputo, NOI NON CI PIEGHEREMO MAI a questo decreto schifoso al costo di non entrare più allo stadio. Non rimpiangiamo niente di questa trasferta, ma AMMETTIAMO di aver commesso un piccolo errore ad appendere lo stendardo del gruppo e uno contro la tessera dentro il settore ospiti, poichè così facendo qualche esterno avrebbe potuto pensare che la gradinata nord si fosse tesserata; sarebbe stato più giusto appendere solo quello contro la tessera. Questo comunicato serve a dire in primis che eravamo l’UNICO GRUPPO NON TESSERATO a Novara, e soprattutto che la NORD NON è TESSERATA .Date le circostanze, in comune accordo con i ragazzi di “Via Amenia” abbiamo deciso che il nostro stendardo non starà più al centro della gradinata, d’ora in avanti la nostra posizione sarà nella BALCONATA DI SINISTRA (lato distinti), con l’intento di riaccendere un lato della gradinata ormai spento da anni, nella speranza di veder tornare la nord che faceva tremare le gambe ai giocatori. Questo sarebbe possibile solo con il contributo di tutti i ragazzi, se i ragazzi saranno uniti non saranno mai sconfitti.
Avanti gradinata nord, avanti ultras.
G.A.V. 2003 SENZA LA TESSERA.

Ma i galletti vanno a salutare i supporter. Esplode la rabbia allo stadio San Nicola

 

Tifosi baresiBARI – Succede al ventesimo del primo tempo: dalla curva Nord si alza il classico «chi non salta giallorosso è», il coro che più facilmente raccoglie l’approvazione dell’intero stadio, ma invece degli applausi alla rivalità col Lecce, arrivano i fischi e la risposta: «Venduti, venduti». Come a dire: zitti voi che siete complici di chi si vendeva le partite, a cominciare (sacrilegio) dal derby. La divisione del tifo si fa sentire di nuovo, e con più forza, all’inizio del secondo tempo. Dalla Nord parte un coro contro Masiello e questa volta i fischi e le grida di «venduti» salgono di volume e coinvolgono praticamente tutti quelli che non stanno nello stesso settore degli Ultras. Intendiamoci, questa (non nuova per altro) fotografia della divisione del tifo barese viene scattata in uno stadio praticamente vuoto. Concediamo tutte le attenuanti: Venerdì Santo, le sette del pomeriggio, il ridottissimo appeal di un’avversaria che solo cinque anni fa ha messo piede per la prima volta in serie B.

Tutto concesso, lo spettacolo del San Nicola nella luce chiara del tramonto è a dir poco desolante: praticamente deserte tanto la tribuna Est quanto la Curva Sud (a voler esagerare non più di quattrocento presenti complessivamente, compresa la trentina di tifosi toscani nel settore ospiti), appena più affollate la tribuna Ovest e la curva Nord. In totale forse tremila spettatori (il comunicato ufficiale della società recita: paganti 416, abbonati 4440, ma di questi ultimi ne sarà venuta davvero allo stadio meno della metà. Aggiungeteci qualche decina tra omaggi e portoghesi e il conto è presto fatto). I 100-150 del nucleo duro degli Ultras si ritrovano come sempre fuori dei cancelli ed entrano una mezz’oretta prima del fischio d’inizio, con in testa i loro tre chiacchieratissimi “capi”, A. S. alias il P., R. S. e L. L. La parola d’ordine è non è successo nulla, anche se i giornali e le trasmissioni tv si sono riempiti nei giorni scorsi dei racconti sulle pressioni del terzetto perché la squadra perdesse la partita col Cesena (e chissà se è successo una volta sola). E così gli Ultrà fanno finta di niente, battono sui tamburi, sventolano una decina di bandieroni, srotolano a un tratto uno striscione in ricordo di Franco Mancini, il portiere di tanti anni fa, morto all’improvviso proprio una settimana fa. Il contraltare ha come baricentro la Curva Sud, e sì che da quella parte manca anche lo striscione del gruppo “Floriano Ludwig” (il capitano del primo Bari, quello del 1908), ovvero della frazione del tifo organizzato che da un paio di anni ha rotto apertamente con gli Ultras abbandonando anche la storica culla della passione biancorossa. «Lo sappiamo di che pasta sono fatti quelli» dice R., uno di quelli che da qualche tempo è “emigrato” nella Sud. «Non sono certo diversi da quei traditori che si sono venduti le partite. È anche per colpa di gente come loro che le persone normali allo stadio non ci vengono più. Noi veniamo sempre perché siamo tifosi, ma il disamore è tanto ed è anche giustificato». E così mentre la partita si avvia stancamente alla conclusione dopo che il solito Bari di quest’anno ha riagguantato il pareggio con il gol di Galano (l’unica cosa veramente bella della serata), tocca a G., farmacista con cinquant’anni di stadio sulle spalle, lasciar cadere una suggestione di speranza: «Il nostro galletto ha una vaga somiglianza con la mitica fenice: anche da questo abisso si può risorgere». Magari però una mano potrebbero darla anche i giovani giocatori del Bari di oggi, da tutti giustamente encomiati per l’impegno con il quale stanno facendo fronte in campo ai limiti tecnici della squadra, alla scomparsa della proprietà, alla fragilità della società, i punti di penalizzazione e in questi ultimi giorni la bufera del calcioscommesse. Al termine della partita, quasi con un automatismo, non hanno saputo sottrarsi alla routine del saluto alla Curva Nord. Avessero cambiato punto cardinale, avrebbero dato un bel segnale.

Luigi Quaranta

[Fonte: Corriere del Mezzogiorno]