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Ennesima grande prova di sensibilita’ dei tifosi oplontini, nonostante non c’entrino nulla con l’accaduto

Tifosi del SavoiaColpevolizzata Torre Annunziata, ma non c’entra. L’ha detto il sindaco Starita, ma lo hanno ribadito anche i tifosi del Savoia. Loro, che sabato scorso sono stati protagonisti di una festa civilissima, prima allo stadio e poi in piazza Imbriani, non accettano più etichette. E gli ultras si fanno sentire su Facebook, non vogliono che ci siano strumentalizzazioni politiche intorno alla vicenda del bambino ferito. Se rissa c’è stata è stata tra i ragazzini in campo, sugli spalti non è accaduto nulla, il bambino si è ferito cadendo quando i suoi genitori hanno provato ad entrare in campo e sono stati respinti, anche se nel referto ufficiale risulta che il cancello era aperto. Le versioni sono contrastanti, ma resta un bambino che ha riportato quattro punti di sutura al mento e quello è innegabile.

Dopo mesi di lotta a difesa degli interessi di bambini disabili (in marcia per il CMP di Castellammare), di mortificazioni subite restando all’esterno di campi da gioco che potevano essere tranquillamente scavalcati, adesso i tifosi del Savoia rifiutano che ci sia l’ennesima macchia sulla loro recente storia.

Per questo uno dei responsabili del tifosi, Antonino Albergatore, scrive sul suo profilo Facebook ciò che tutti si attendevano dalla società, troppo impegnata nel vittimismo politico: “A nome della città e dei tifosi del Savoia chiediamo scusa per l’accaduto, al bambino e alla sua famiglia. Ci dissociamo da quanto accaduto ma non vogliamo che venga infangato il nome della città. In questo momento facciamo sentire il nostro calore al bambino e alla sua famiglia invitandoli a Torre Annunziata per porgergli le scuse- scrive Albergatore – Poi un appello ai politici: in questo momento fate sentire il vostro sostegno umano e chiedete scusa anche voi, non fate politica su un ragazzo di 11 anni che potrebbe essere vostro figlio”.

[Fonte: Resport]

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Il giovane, originario di Mola di Bari, ma domiciliato nel capoluogo salentino, è stato fermato nel corso delle operazioni di filtraggio, prima della gara con il Napoli. La lama era lunga 18 centimetri. Verrà sottoposto a Daspo.

 

Via del Mare LecceLECCE – Un mercoledì di calcio da vivere assiepato sui gradoni della tribuna est, insieme con altri 18mila tifosi che ieri hanno popolato il “Via del Mare” per il recupero di Lecce-Napoli, ma non con un panino per spezzare la fame, quanto, piuttosto, con un coltello di genere proibito nelle tasche, munito di punta e con lama lunga ben 18 centimetri. Il pomeriggio di A.A., 28enne, originario di Mola di Bari, ma domiciliato a Lecce, s’è concluso con il sequestro dell’arma bianca e con una denuncia a piede libero per porto abusivo, con l’aggravante dal particolare contesto: la partita, appunto.

Il 28enne è stato scoperto nel corso delle normali operazioni di filtraggio, pochi minuti prima del fischio d’inizio, all’ingresso numero 9. Il metal-detector ha rivelato la presenza di qualche oggetto da verificare meglio e da vicino, ed è così che è spuntato il coltellaccio.

La palla, a quel punto, è passata dagli steward agli agenti di polizia in servizio d’ordine, che, colto l’assist, hanno sequestrato il coltello, chiedendo quali fossero le sue intenzioni. Sembra che il 28enne abbia abbozzato poche parole, pensando che potesse veramente entrare in uno stadio con un coltello.

Prova ad entrare in tribuna est armato di coltello, denunciato 28enne
„Scuse vane e, chiaramente, inutili, fosse anche stata vera la sua ignoranza in materia di leggi sulla sicurezza nei luoghi sportivi. La vicenda avrà chiaramente un seguito, giacché per questa pericolosa bravata, gli sarà quasi certamente comminato il Daspo, con divieto di entrare in uno stadio per un lungo lasso di tempo.

[Fonte: Lecce Prima]

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Ogni anno, squadre di calcio provenienti da Irlanda e Irlanda del Nord si incontrano nella “Setanta Cup”, torneo in cui ci si contende la supremazia nel calcio dell’isola verde.

 

Lo Sligo Rovers, la rappresentativa irlandese, ha vinto 2-0 nello scorso lunedì sera sul Glentoran, la compagine che rappresentava l’Irlanda del Nord, ma il problema maggiore per i tifosi del Glentoran non è stata tanto la sconfitta, quanto constatare, una volta tornati al loro autobus che doveva riportarli indietro a Belfast, che gli interni dello stesso erano completamente ricoperti di feci.

La dirigenza dello Sligo ha rilasciato una dichiarazione martedì notte in cui condanna i responsabili di questo gesto:

“Lo Sligo Rovers assicura che il club vaglierà le segnalazioni dei sostenitori giunte dai tifosi del Glentoran dopo la partita di ieri sera allo stadio ‘Showgrounds’.
Allo Sligo Rovers siamo sconvolti e disgustati da questi accadimenti e offriamo le nostre più profonde scuse al Glentoran Football Club e ai suoi sostenitori.
La manifestazione, di cui hanno potuto godere entrambi i gruppi di tifosi, è stata rovinata da una minoranza molto ristretta che ovviamente non ha alcun rispetto per i visitatori di Sligo e per le relative società calcistiche.
Siamo orgogliosi di accogliere tutti i club a Sligo e quanto avvenuto ieri sera non può essere in alcun modo ricondotto allo Sligo Rovers.
Tuttavia ci prenderemo tutte le responsabilità di quanto accaduto nella nostra terra, cosa che per noi è estremamente deludente.
Attualmente stiamo investigando sull’evento con gli steward e gli agenti della sicurezza in servizio quella sera, in modo da stilare un rapporto quanto più esauriente su quanto accaduto, in attesa di ottenere anche i risultati delle indagini della Polizia.
Lo Sligo pagherà la pulizia, il costo di eventuali oggetti rubati ed in più si farà carico di una donazione di beneficenza nel nome del Glentoran, sperando che questo possa trasformare quello che poteva essere un piccolo incidente internazionale in qualcosa di positivo per tutti.”.

Sport People.

I tifosi della Dea non hanno alcuna intenzione di perdonare il loro ex-capitano, che ha coinvolto la squadra in Scommessopoli.

 

Cristiano DoniNon sono bastate le scuse al tifo atalantino, non è bastato aver confessato di essere coinvolto in Scommessopoli ed aver dichiarato di averlo fatto ‘perchè mi sentivo responsabile della retrocessione della squadra’. Cristiano Doni è ufficialmente solo un ricordo per i tifosi dell’Atalanta.

“Parli e ammetti solo quello che ti viene contestato e parli senza essere pentito, solo perchè ti hanno trovato con le main in pasta. Hai detto di voler continuare a vivere qui? Sappi una cosa, Bergamo non è più casa tua, per te qui non ci sarà mai posto”.

E’ questo il contenuto della dura presa di posizione dei tifosi della Dea, che lo hanno pubblicato all’interno del giornalino della squadra. L’ex-capitano non sembra quindi in grado di poter ricucire un rapporto che solamente qualche mese fa sembrava indistruttibile…

[Fonte: Goal.com]

Anche negli ultimi rinvi di campionato per neve, la solita girandola di scuse, il solito scarica-barile, poi si chiedono perché il calcio va a rotoli. Ne leggiamo una valutazione sul sito degli “Ultras Tito”.

 

BERETTA: “SUBITO LEGGE SUGLI STADI”
ALBERTINI: “CAMPIONATO AD AGOSTO”
PETRUCCI: “GLI STADI SONO QUESTI”
MAROTTA: “LEGA VALUTI MEGLIO CALENDARI”
TOMMASI: “RIVEDIAMO I CALENDARI”
SKY: “I CALENDARI NON LI FACCIAMO NOI”
GHIRARDI: “RIVEDERE I CALENDARI”
MEZZAROMA: “CAMBIARE GLI STADI”
MARINO: “LEGGE URGENTISSIMA”
ZAMPARINI: “ASSURDO GIOCARE”
VOLPI: “PERICOLOSO PER I GIOCATORI E PUBBLICO”

Ci scusiamo da subito se non abbiamo incluso le tante altre dichiarazioni di ulteriori personaggi noti nel mondo del calcio, ma sono stati veramente in molti a voler dire la propria sul tracollo del campionato italiano, colpito in questi giorno dal freddo. Ovviamente tutti dalla parte della ragione, tutti a dar consigli utili: proclami, richieste, accuse, possibili soluzioni, ciò di cui come al solito non c’è traccia è un sano “mea culpa”. Parliamoci chiaro, chi ha voluto il campionato spezzatino? Chi ha voluto che si giocasse sempre e comunque, anche a gennaio inoltrato e per la maggiore di sera? Chi ha stilato i calendari? Chi ha scritto e sottoscritto i contratti milionari proposti da televisioni a pagamento e sponsor? Possibile che per una volta (UNA!) non ci sia qualcuno che si assume delle responsabilità? Ma anche no! Avanti nel proporre nuove leggi per nuovi stadi (domanda: come mai negli anni ’80, quando gli stadi erano tutto tranne che moderni e confortevoli, si giocava tranquillamente anche in inverno? diamo la colpa unicamente al buco nell’ozono?), nel chiedere di rivedere i calendari e scoprire da un giorno all’altro che potrebbe essere pericoloso far svolgere una partita con certe temperature (strano, in genere aspettano che qualcuno si faccia male seriamente per aprire gli occhi!). Va beh, facciamoci coraggio, anche questo inverno passerà. Piuttosto ci domandiamo quando e se mai avranno fine i danni causati dall’industria del calcio e dai suoi artefici…

[Fonte: Ultras Tito]