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Dopo il polverone sollevato dalle dichiarazioni di Cassano sui gay nel calcio, ci ha pensato bene Cecchi Paone ha gettare ulteriore benzina sul fuoco e tirando in mezzo gli ultras salernitani per poi venire (com’era prevedibile) smentito qualche ora dopo.

In un’intervista rilasciata al portale Canale Napoli, il presentatore televisivo si è lanciato in una delle sue solite performance in cui la presunta difesa delle libertà sessuali diventa pretesto per uno show ai limiti tra il cabaret e la fantascienza vera e propria, tanto che è arrivato a vantarsi di avere contatti con gli ultras salernitani:

“Cassano è un ineducato, è normale che ci siano gay nel calcio. Sono in contatto anche con molti tifosi gay che spesso hanno paura ad entrare in uno stadio. I tifosi della Salernitana si sono, invece, dichiarati disponibili ad accettare gli omosessuali nella loro tifoseria, superando le barriere della discriminazione”.

Ora, non che gli ultras salernitani si siano mai evidenziati per posizioni estremistiche o omofobe, però di fronte ad una cosa del genere che suona né più e né meno di una provocazione squallida, la loro risposta non s’è fatta attendere e il Cecchi Paone, sempre a caccia di facile notorietà, se ne torna a casa con l’ennesima figura barbina:

“Gli Ultras del Salernitana prendono le distanze dalle dichiarazini fatte dal Sig. Paone. Nulla contro il mondo omosessulale, questione che poco interessa, soprattutto, in questo momento dove le nostre attenzioni sono rivolte ad altre questioni. Chiediamo, a chi vuole aprirsi a questo mondo, di farlo in maniera personale, senza chiamare in causa gli Ultras semplicemente per una propria pubblicità

Ultras Salerno”.

Sport People.

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Siamo alle solite! In Italia si può tranquillamente aggirare la Legge purché non si sappia oppure purché a farlo siano semplicemente coloro che dovrebbero farla rispettare.

 

Tifosi leccesiInfatti i primi ad aggirarle sono sempregli organizzatori che gestiscono questa situazione a proprio piacimento e spesso a proprio vantaggio. Un esempio lampante è l’impossibilità per i tifosi privi di tessera di assistere alla gara dal settore ospiti, imposizione stabilita dall’ex Ministro Maroni mediante circolare amministrativa. Un consiglio/obbligo che poi di fatto viene spesso disatteso dal momento che i tifosi privi di tessera vengono dirottati nel settore ospiti. E’ successo a Firenze, a Cesena, a San Siro e si è ripetuto anche a Bergamo nella gara di ieri. Si può fare, ma non si può dire.

Quando si parla di gestione della circolare ad uso e consumo proprio però non ci si riferisce soltanto a questo ma anche agli striscioni di un metro per un metro (per il quale non c’è la necessità dell’autorizzazione, leggi circolare) che vengono ritirati perché hanno chiaramente un contenuto ritenuto “scomodo” dagli organizzatori dello stadio. “Lecce non si tessera” era il contenuto di uno delle due pezze esposte nel settore dedicato alla tessera del tifoso che ha scatenato l’ira delle forze dell’ordine presenti nell’impianto. Alcuni presenti giurano che le stesse hanno letteralmente minacciato il Daspo nei confronti di chiunque si fosse trovato nei pressi della scritta esposta ed un ragazzo invece sarebbe stato allontanato poiché conservava nello zaino uno di questi striscioni, poi gli è stato tolto ed è tornato al suo posto.

La questione è piuttosto delicata e non deve essere sottovalutata. Gli stessi tifosi sono stati costretti a litigare con steward e forze dell’ordine a causa di uno striscione che non doveva essere visto. Si, ma da chi?

[Fonte: Pianeta Lecce]