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La società sta pensando di chiedere un sostegno economico ai tifosi per affrontare gli oneri del prossimo campionato. In cambio, possibilità di partecipare, con diritto di voto alla vita del club

IL CITTÀ di Pontedera chiama, Pontedera città rispondi. Nella prospettiva di affrontare un campionato finanziariamente oneroso come si annuncia quello della prossima Lega Pro (sia che si tratti di una categoria unica sia che si tratti di due categorie, perché in questo caso c’è il forte rischio di fare come il Gavorrano e finire nel girone Sud) la società granata sta pensando di chiedere anche il sostegno economico dei tifosi. Ma non sarebbe un contributo… a fondo perduto, poiché viene offerta come contropartita la partecipazione alla vita del club, con diritto di voto. Non si tratta insomma diun azionariato popolare, bensì la possibilità di costituire un Comitato di tifosi, sul modello di quello nato di recente a Pisa solo per prendere un esempio vicino (ma di analoghi ce ne sono a Mantova e Rimini). Un comitato costituito in maniera ufficiale con tanto di statuto, sede,presidente, cassiere, che riesca a mettere insieme almeno una quota pari a quella versata da ogni singolo socio. In questo modo il Comitato dei tifosi avrebbe la possibilità di partecipare come detto alla vita gestionale del club granata facendo sedere un suo rappresentante al tavolo delle riunioni dirigenziali e avendo diritto di voto il cui potere sarebbe pari a quello degli altri soci.
TUTTO questo avrebbe valenza annuale e l’impegno dei tifosi sarebbe ovviamente rinnovabile ogni dodici mesi. Il Comitato sarebbe esentato da ogni eventuale responsabilità sia civile sia economica che rimarrebbe a carico dei soci effettivi del Città di Pontedera. «Abbiamo bisogno che la città ci stia vicina — dicono dalla sede granata—e poiché sappiamo che il prossimo campionato molto probabilmente non potrà regalarci le grandi soddisfazioni di quest’anno, abbiamo bisogno di stare tutti uniti. Per questo invitiamo i tifosi a contattarci, in modo da poter spiegare meglio e nei particolari quello che intendiamo fare. Dopo un rappresentante del comune nel consiglio di amministrazione (l’assessore allo sport Matteo Franconi, ndr), riuscire ad averne uno dei tifosi alle nostre riunioni sarebbe un’altra grande soddisfazione».
Stefano Lemmi

da La Nazione edizione Pisa

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Il Bfc pubblica i nomi degli associati, ma nulla si è mosso sin qui. I sostenitori rossoblù avevano raccolto quasi mezzo milione di euro

 

Cevenini e Di VaioA 14 mesi dalla raccolta di 880.710 euro (487.537 solo dai tifosi), le 4 associazioni rossoblù conoscono finalmente i propri sostenitori. L’elenco di 4.800 nomi è stato pubblicato ieri sul sito del Bfc e presto diventerà un libro celebrativo: un passo doveroso, seppur assai tardivo, verso la trasparenza richiesta da coloro che hanno versato il 4,5% del capitale del Bologna. Ma il vero nodo rimane la rappresentanza dei tifosi nel consiglio d’amministrazione vagheggiata alle origini. L’obiettivo iniziale della raccolta, si sa, era 4 milioni, ma gli introiti più magri del 75% hanno fatto diminuire gli scranni dei futuri e tuttora inesistenti consiglieri.

Il deserto delle associazioni

Da mesi si discute se nominare almeno un delegato unico delle 4 categorie per il Cda. E siccome il dibattito, rilanciato anche sul nostro giornale dalla scorsa estate, s’è arenato in promesse sin qui disattese, uno dei tesserati dell’Associazione Futuro Rossoblu ha deciso ieri, prima che comparissero i nomi degli associati sul sito, di scrivere al proprio presidente Maurizio Cevenini. “Dopo più di anno  –  firma Manuel Gulmanelli -, il bilancio è deludente. Nessuna iniziativa pubblica, nessuna visibilità nella vita della società, nessun adempimento previsto dallo Statuto, nessuna attività che abbia consentito ai tifosi di elevarsi a protagonisti

informati sulle vicende societarie, soprattutto in concomitanza con le convulse vicissitudini insorte nella compagine dei soci”. Tanti altri in questi mesi si sono lamentati sui siti, in radio e sulla stampa. Cevenini ha risposto così: “Mi sento come voi, certo è difficile logisticamente contattare i 4.000 tifosi, dato che ogni centesimo è confluito nelle casse del Bologna”. Per ora però nulla è stato fatto, e l’unica associazione ad aver dato segni di vita è quella dei professionisti, che ha raccolto 185.100 euro e pochi giorni fa ha confermato il notaio Carlo Vico alla presidenza.

[Fonte: La Repubblica]