Ha vinto Salerno: tifo da serie A e record di presenze all’Arechi

Pubblicato: 8 maggio 2012 in Mondo Ultras
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12mila spettatori per una partita di quinta serie, splendide coreografie sia in curva sud, sia nel settore tribuna, sciarpate da brividi e cori che hanno coinvolto uno stadio capace come non mai di trascinare la squadra alla vittoria e rappresentare il dodicesimo uomo in campo, festa finale all’Arechi e per le strade sulle note di “Vattene amore” con tanto di champagne, suoni di clacsson e sventolii di bandiere a colorare di granata una città che, ad un anno di distanza dalla delusione per la mancata promozione in B, finalmente ha vissuto una giornata speciale, per certi aspetti indimenticabile.

Tifosi salernitaniNulla di paragonabile all’esplosione di gioia per il ritorno in A dopo 50 anni o al 2-0 al Pescara targato Di Napoli che mandò in delirio i 32mila dell’Arechi o, ancora, allo 0-0 col Taranto:altri tempi, altra squadra, altro calcio ed altro senso di appartenenza. Salerno, però, ieri ha dimostrato ancora una volta di essere una piazza che nulla ha da invidiare a tutte le altre d’Italia perchè è riuscita, nell’arco di 90 minuti, a riportare le famiglie allo stadio, far registrare un numero di spettatori paganti superiore a quelli di Lecce-Fiorentina, Novara-Cesena e Siena-Parma in serie A, festeggiare con entusiasmo, ma allo stesso tempo compostezza, civiltà e moderazione il tanto agognato ritorno tra i professionisti e chiedere a gran voce il ritorno in campo della “vera” Salernitana.

Per rendere perfetta la giornata di ieri, all’appello mancavano solo loro:il cavalluccio marino e la maglia granata, perchè se è vero che i più vedono nel Salerno Calcio la logica continuità sportiva della Salernitana ed unica squadra destinata ad ereditarne la storia, è altrettanto vero che la casacca a strisce blu e rosse(ma ieri rigorosamente bianca e granata)con tanto di stemma di San Matteo non ha regalato gli stessi brividi e le stesse sensazioni di un ippocampo ormai da troppo tempo mortificato da sentenze, aule di tribunali e controversie giudiziarie. Tutto questo,però,rende ancora più merito a chi, nonostante l’amarezza per il declassamento in serie D ed il secondo fallimento nel giro di sei anni, giammai ha lesinato il proprio contributo alla causa, sostenendo a gran voce i propri beniamini sin dalla partita di coppa Italia con l’Internapoli:era una caldissima domenica di agosto e 4mila cuori granata si ritrovarono all’Arechi alquanto spaesati alla vista delle magliette blaugranata, ma altrettanto desiderosi di archiviare quanto prima la pagina più nera della storia del calcio cittadino e ripartire verso mete più consone al blasone della piazza e di una tifoseria ineguagliabile per attaccamento e capacità di incidere sull’esito delle gare e dei campionati. A loro si sono aggiunte altre 8mila persone che, sia per la politica dei prezzi al ribasso, sia per il richiamo del grande evento, sia, soprattutto,per la maturità della città che ha capito il momento e si è stretta compatta al fianco del Salerno Calcio, si sono strada facendo affezionate alla società del duo Lotito e Mezzaroma accompagnandola fedelmente nell’ultimo “viaggio all’inferno” , coinciso con una bella vittoria e con una festa finale che questi tifosi hanno ampiamente meritato.

E mentre la polemica sui cosiddetti “occasionali” interessa fino a un certo punto(onore ai sempre presenti,ma l’Arechi pieno è davvero “tanta roba”), dispiace constatare che in tanti stanno vivendo con indifferenza o, in alcuni casi, con sdegno il raggiungimento di questo traguardo:pieno rispetto per chi non si riconosce nel Salerno Calcio e coerentemente ha preferito disertare lo stadio in attesa del ritorno della Salernitana, ma a questo punto sorgono spontanee alcune domande. Se costoro non si identificano nel Salerno, perchè chiedono l’acquisizione del marchio a Lotito e Mezzaroma?La nuova società sarà invogliata a riportare i segni distintivi sulle maglie da chi, concretamente, ha affrontato il problema attraverso cori e striscioni a Civitavecchia, Anzio e Guidonia garantendo massimo sostegno alla squadra o da chi è rimasto dietro le quinte pretenendo tutto e subito mentre a Lombardi sono stati concessi 4 anni di tempo?La storia, di cui tanto si parla e spesso a sproposito, dovrebbe aver insegnato che proprio aver “costretto”l’ex institore vallese ad acquistare marchio,colore e denominazione sociale ha rappresentato l’inizio della fine del calcio salernitano, con Lombardi letteralmente portato in trionfo senza che nessuno fiutasse nell’aria alcun pericolo e proprio per questo sarebbe stato opportuno mettere da parte qualsivoglia spaccatura interna in nome di un interesse comune che era, e resta per tutti, il ritorno della Salernitana, ovviamente nei modi e nei tempi consentiti da una legge che, ad oggi, col bando ancora congelato dà ragione alla società ed alla strategia attendista dell’avvocato Gentile.

“Questa non è la Salernitana, non capisco cosa c’è da festeggiare” scrive qualcuno su facebook, “quando Lotito riprenderà la storia statevi a casa, ce la meritiamo noi che abbiamo avuto fiducia in loro”replica un giovane supporters granata, altri ancora ricordano che a Napoli e Firenze-piazze con un passato sportivo decisamente più glorioso-in 45mila hanno atteso l’acquisizione dei simboli riempendo rispettivamente il San Paolo e l’Artemio Franchi, eppure in campo scendevano Napoli Soccer e Florentia Viola. Tornando a ieri, lunghe code ai botteghini hanno scandito le ore che seperavano Salerno dal grande evento:i dati parlavano di 10888 paganti, ma i presenti erano almeno 12mila e,soprattutto in tribuna, s’è sfiorato il tutto esaurito. Sin dalle ore 14 l’Arechi presentava un colpo d’occhio eccezionale per la categoria ed i presenti hanno sostenuto a gran voce i calciatori anche nel riscaldamento pre partita;tra i più acclamati, al solito, l’idolo di sempre Ciro De Cesare ed il centrocampista Francesco Montervino, un tempo additato come “mercenario” e “nemico di Salerno”(complice anche il passato da capitano del Napoli e qualche espulsione di troppo) ed ora riconosciuto come simbolo della rinascita del calcio salernitano. Atteso,ma non pervenuto, anche Delio Rossi è stato ricordato dalla curva Sud;”Delio,Salerno ti ama e non ti giudica” recitava uno striscione affisso all’esterno dello stadio, segnale tangibile del rapporto viscerale che lega l’ex allenatore granata(2 promozioni,ma anche un’amara retrocessione in B che ancor oggi grida vendetta)ed una piazza che non lo ha dimenticato e che sogna il suo ritorno già dalla prossima stagione. In tribuna autorità presenti i patron Lotito e Mezzaroma, il sindaco Vincenzo De Luca, il preside Carfagna e l’ex presidente Vittorio Murolo;”12mila per la D, queste immagini dovrebbero essere diffuse in tutto il mondo” ha dichiarato l’imprenditore di Cassino, definitosi “un grande tifoso della Salernitana”.

Alle ore 15 ecco le squadre in campo, accolte dal boato dei presenti e da una bellissima coreografia in curva Sud;”RieccoC1″scrivono gli ultras, mentre si leggono i soliti slogan “scusate l’intrusione, siamo solo D passaggio”, “De Ave Cesare” e “C1 siamo”. Dopo 120 secondi l’Arechi è già in delirio grazie al ventunesimo centro stagionale di Biancolino:è 1-0, la promozione è davvero vicina. Il 2-0 del Pitone, la rete del 2-1 degli ospiti che non ha scalfito l’entusiasmo, il tris targato De Cesare(alla seconda promozione con la squadra della sua città) e la melina finale regalano 90 minuti dalle forti emozioni:al triplice fischio inizia la festa, tra gavettoni, lacrime di gioia e lunghi cortei di macchine che colorano Salerno di granata da Via Allende al rione Carmine passando per Mercatello, Pastena, Torrione e l’immensa provincia da sempre vicina alla propria squadra del cuore. La sconfitta è orfana, la vittoria ha molti padri e salire sul carro dei vincitori adesso è sicuramente più facile,ma proprio perchè vogliamo goderci il sapore del successo dopo mesi di sofferenza ci limitiamo a rilanciare un’iniziativa nata su facebook e che, si spera, possa riscuotere successo:sarebbe bello se, a prescindere dalla prese di posizione,tutti i tifosi colorino la città di granata affiggendo al balcone di casa una bandiera. Un modo simpatico per festeggiare la promozione e per darC1 appuntamento alla prossima stagione sportiva:magari con la maglia granata e la Salernitana in campo

[Fonte: Granatissimi]

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